Archivio per cose importanti

Un tavolino rosso e due sgabelli verdi

Stamattina mi sono presentata con questi oggetti ad un colloquio di lavoro, il più strano che mi sia mai capitato.

Al seguito avevo anche le mie adorabili piccole pesti, per una serie di fortuite circostanze stamattina avevo questo colloquio e il papà latitante.

Come fare allora? Mi sono portata un tavolino rosso, due sgabelli verdi, ho fatto riempire i loro zainetti fucsia con tutto quello che gli poteva servire per occupare un’ora in religioso silenzio e mi sono semplicemente presentata con tutta la mia mammità.

Abbiamo parlato per un’ora definendo le cose da fare per essere pronti per settembre, gli ho raccontato e descritto le mie esperienze lavorative e semplicemente tutto ha funzionato, bimbe perfette, lavoro con orari comodi, una giusta distanza da casa, anche se molto del lavoro sarà molto da casa…

Be’, che dire? Saremo anche a ridosso di ferragosto, ci sarà pure la crisi e sono pure bimamma, ma un lavoro come volevo, non troppo impegnativo, l’ho rimediato al primo tentativo senza nemmeno cercarlo, meglio di così non poteva andare.

E poi un colloquio con due bimbe al seguito è stato davvero incredibile, considerato che sono stata licenziata per un eccesso di mammità!

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Concilia…Che? NO

Oggi ho avuto la risposta dei miei capi alla mia richiesta di tempo concentrato.

NO! Nemmeno temporaneamente.

Dove lavoro io conciliazione è un insulto per loro e un miraggio per chi è genitore.

Da lunedì userò tutti i permessi e rol che ho a disposizione, poi vedremo…

…quasi quasi era più flessibile il lavoro in nero…

Perchè tutto deve essere sempre così complicato?

Concilia…Che?

Antefatto
Sabato, dopo quasi tre mesi, il Comune ha detto che il servizio di post-scuola non si può fare, sono rimaste solo tre richieste delle tredici iniziali (e due sono le nostre).
Le bimbe usciranno da scuola tutti i giorni alle 16.30.
Io esco alle 16 e ho un’ora e mezza di strada…

Fatto
Ho richiesto ai miei capi di poter compattare le ore, fare 6 ore continuate senza pausa pranzo per poter uscire alle 15 ed essere così fuori dalla scuola alle 16.30.
La prima risposta è stata “ci rimette sempre il lavoro”, considerando che fino a settimana scorsa le bimbe passavano 10 ore all’asilo e si alzano alle 6 e mezza del mattino, direi che proprio questa risposta non c’entra nè con me nè con la mia richiesta…
Un altro capo si è preso del tempo per valutare le possibilità…

Conciliazione? In Italia è solo una brutta parola, e i datori di lavoro lo considerano un insulto…

8 Marzo

Sembrava che non ci fosse niente di positivo per questo 8 Marzo e, invece, ecco la sorpresa.

La nuova riforma del lavoro che parla di “congedo parentale OBBLIGATORIO di 3 mesi” per i neo-papà, finalmente una svolta verso la civiltà.

Un piccolo passo nella nuova riforma, ma un grande balzo in avanti per la società tutta e per la questione di genere.

La citazione al primo allunaggio è fortemente voluta, mi sembra davvero un cambio epocale nella società italiana, qualcosa che veramente può fare la differenza.

Qualche “prima”

Il primo giorno di scuola per Gaia.
Emozioni per lei, ma anche per me.
Inizia la scuola, la prima frase all’uscita “oggi non ho preso neanche una nota”, forse abbiamo fatto un po’ troppo terrorismo psicologico preventivo.
Era l’unica senza il grembiule nero di ordinanza perchè noi non lo sapevamo, ma è forte e sicura la mia piccola e ha saputo rispondere bene a chi glielo faceva notare.
E’ bello che sappia vivere anche queste piccole “diversità” con i compagni, perchè gli anni di scuola sono lunghi e le diversità negli anni sono spesso dei muri.

La prima volta che Giada va in scooter con suo padre e la prima volta in assoluto che una delle mie bimbe va in scooter per più di pochi metri.
E’ stata accompagnata all’asilo con la mia raccomandazione “guarda che è l’unica Giada che ho” e lei era tutta felice perchè sono andati “quasi a cento” e hanno “superato tutte le macchine, ma si supera solo quando si può”.
Uno spettacolo con il suo caschettino.
E’ tornata raggiante perchè la sua maestra dell’asilo le ha comprato un quaderno dove possono fare le lettere e i numeri e, così, ha superato la crisi, crisi vera con lacrimoni veri, della sorella che iniziava la scuola e lei no.

La prima lezione di danza della mia vita, ora che non devo dimostrare di non essere una femminuccia, ora che ho raggiunto la pace con il mio corpo e la mia femminilità che fa parte del mio essere madre (sempre in divenire), ho deciso di andare a lezione di danza moderna, sembra divertente e io ho voglia di divertirmi.
La prima mezz’ora è di fondamenti di classico, bello, divertente e strano, strano vedermi in continuazione allo specchio, per me, che gli specchi li rifuggivo come nemmeno un vampiro sa fare.
Ora guardo quell’immagine in canottiera e tuta, con i capelli corti, brizzolati, come c’è scritto sulla nuova carta d’identità, normopeso ancora un po’ appesantita, con le cicatrici dell’obesità, molto visibile l’avanbraccio pendule, movimenti ancora un po’ goffi, impacciati, legati, ma quell’immagine ride e si diverte, ha imparato a smetterla con il perfezionismo, non devo più saper fare le cose prima ancora di provarci, ho rinunciato ad essere il genio che non sono mai stata e che mi sarebbe piaciuto essere.
Sono, finalmente, una persona, una persona che ha sbagliato molto, che ha pagato molto i propri errori e quelli dei suoi genitori e che ora vuole normalità, goffaggine anche, perchè no, una persona che vuole imparare, certo, ma soprattutto divertirsi, che bello vedersi sorridere allo specchio, una persona che arriva in ritardo su tutto, a volte anche di decenni, ma quando ci arriva la consapevolezza è davvero grande.
Sarà un gioco in più da fare insieme alle piccolette, andiamo alla stessa scuola di danza e abbiamo la stessa maestra, sarà divertente ballare insieme.

E’ stata una giornata impegnativa e decisamente ricca di cose.
Abbiamo fatto davvero tanto, al mattino ho portato Gaia in bici e ho apprezzato le distanze della vita in paese, dopo la scuola, ho portato Gaia al lavoro di papà e abbiamo mangiato con lui, poi siamo andate a Milano e abbiamo preso treno e metropolitana e questo è sempre un evento degno di nota.

E’ stata anche la prima volta che le due “sorelline siamesi” sono state separate per così tante ore da due anni in qua. Alla sera non smettevano più di dirsi cose e di mostrare l’una all’altra le cose fatte durante il giorno.
E’ stato bello guardarle e ascoltarle mentre si scambiavano le emozioni vissute e le esperienze, come se una volta che una fa una cosa sia trasferita automaticamente anche all’altra, semplicemente così, per sorellitudine, come se ci fosse un contatto continuo anche quando sono separate.

E oggi è il primo degli altri giorni, quello dopo un giorno di “prime” così importanti.

E a giugno farò il saggio… pregasi stare alla larga dall’altomilanese…