Archivio per dicembre, 2010

Traslocando il fine anno

Proprio così, per questo fine anno ci siamo scelti un veglione alternativo.

Traslochiamo!

Ormai con ieri tutti i mobili importanti sono nella nuova casa, e dato che questo è un trasloco strano, dato che io ho lavorato durante le possibili festività (7, 24 e 31 dicembre), è diventato un trasloco in vari atti, il più importante stanotte, quando porteremo un po’ di vestiti, stoviglie e giochi, più, ovviamente il pc senza ancora l’adsl (sigh!).

Da domani si sistema la nuova casa e mai come quest’anno potremo dire “Anno nuovo, vita nuova!”

Buon trasloco a tutti, ops… Buon anno!

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Questo mi piace proprio!

Ennesimo Give-away di Natale,  difficile per me partecipare a tutti, questo lo provo, è carino e ho una nuova camera da arredare, e poi c’è sempre la mia tesi, che non è proprio su questo, ma si occupa sempre di design e di bambini (trampolino strepitoso per la Svezia).

Il prodotto è danese, non svedese ma siamo vicini, è divertente e colorato e grande! E qui si risveglia la bimba che è in me, adoro le cose su cui si può rotolare e i pacchi grandi per Natale…

Il blog è Design per Bambini, sempre pieno di novità davvero interessanti.

Quando si diventa vecchietti si muore?

E siamo arrivati alle domande sulla morte, domande a cui non so rispondere, paure che non so rassicurare.
Giada, in particolare, fa domande del tipo “Ma poi anche tu e papi morite?”, “e poi tornate dal cielo?”, “e tutte le tue cose le lasci qui?”, “allora, ogni tanto, le metto io, sennò cosa restano a fare qui?”.
Il problema è che me lo dice con vocina piangente, soprattutto quando dice “io voglio stare tutti i giorni [sempre] con te”.
E poi “ma anche noi diventeremo vecchiette? E poi moriamo?”, “e come si fa a morire?”, “e dopo cosa succede?”.
E io mi sento impotente, sono anche abbastanza atea da non avere la consolazione del paradiso, ma non riesco a dirglielo adesso e allora lascio che mi dicano “E quando vai in cielo rivedi i tuoi cani?”.
La morte è una cosa che sconcerta anche me e capisco il loro “non è giusto”, nonostante non credo di voler vivere per sempre, però, davvero non so cosa dirgli, resto ammutolita, senza risposte, e non avere risposte non aiuta a non ricevere più domande.

E non glielo dico che si  può morire anche molto prima di diventare vecchietti, perchè quando l’ho saputo io ero alta come loro e mia nonna, alle mie domande sulla morte, mi ha brutalmente risposto che si poteva morire anche da bambini come ero io, da quella sera ho iniziato ad avere paura di addormentarmi per sempre, perchè mi era stato anche detto che morire era come dormire senza sogni, e io non voglio dirgli nemmeno cose simili, non voglio che restino sveglie come me per cercare di capire quando ci si addormenta cosa succede.

La copertina del Times secondo orma

C’è una gran bagarre sulla copertina dell’uomo dell’anno del Times di quest’anno, quasi fosse il Nobel per la Pace.
Ma perchè il Times non fa una copertina che riflette l’immagine di chi la guarda?
Con tutto quello che è stato il 2010, potersi guardare e sorridersi in una qualsiasi superficie riflettente è davvero da “essere umano dell’anno”!

41 anni e due bimbe: fiducia accordata!

Incredibile vero?
Quelli che solitamente sono punti a sfavore mi hanno permesso di avere fiducia per la mia tesi.
Avevo due professoresse in ballottaggio, una era la preannunciata tesi sulla migrazione italica in Svezia e poi, a sorpresa, proprio sul fotofinish, si è fatta avanti questa proposta, una proposta davvero interessante e da non sottovalutare in vista di un possibile dottorato di ricerca in terra di Svezia e anche di possibilità professionali in genere anche qui.
Un tema davvero interessante e nuovo, futuro futuribile, bello!
E così ho finalmente scelto e sono finalmente al lavoro su questa nuova tesi.
A breve i dettagli.

E dopo ci fu solo caos, elogio alla brugola Ikea

E dopo aver firmato il rogito resta solo il caos.
Scatole da rompere e solo una brugola Ikea che ci guida verso la luce.
Giada che diceva “la casa nuova non mi piace, io resto qui!”, ora che l’ha rivista con un paio di mobili montati, e soprattutto un divano su cui addormentarsi, è diventata la sua “casa preferitina”.
La nuova casetta è davvero piccola, è un bilocale che sopporterà la presenza di quattro persone, le piccolette avranno la loro camera e i grandi un divano letto, ma va bene così, mi serve per restare concentrata sulla tesi (su cui ci sono grandi novità di cui parlerò a tempo debito)…
Una casa più piccola ha dei grandi vantaggi: si pulisce rapidamente, tutto è a portata di mano, costringe a fare a meno del superfluo e regala tempo.
C’è anche un microgiardino indispensabile per le giornate di sole in qualsiasi stagione.
Quindi siamo soddisfatti della scelta nonostante i molti metri quadri in meno della casa in affitto dove stiamo ora.
Per questa occasione abbiamo deciso di fare le cose in grande e cambiare un po’ di arredamento ereditato che ci trasciniamo da un po’ di traslochi in qua.
E così in bagno abbiamo un mobile che si chiama Godmorgon!
E in cucina tutti i cartoni di imballo, perchè la cucina ce la portiamo.
E poi ho la prova che le istruzioni di Ikea sono davvero leggibili, Gaia mi spiegava cosa dovevo fare e quali pezzi andavano uniti e con che cosa.

…e ora vedremo quando riusciremo a traslocare davvero, le probabilità giocano a favore dell’ultima settimana di dicembre, appena dopo Natale, il che significa poter giocare uno “scherzone” alle piccolette, non fargli trovare i regali nella casa vecchia dove si sveglieranno la mattina di Natale e farglieli trovare nella casa nuova, con la scusa che Babbo Natale si è confuso, già adesso cominciano a chiedere se Babbo Natale sa dove portare i regali (Gaia ha sempre questo filo diretto con la mia mente, non ne avevo nemmeno parlato con il padre e già aveva formulato l’ipotesi di non trovare i regali nella casa vecchia).

Che dite è troppo crudele come scherzo?

A natale panettone o tonno?

Da noi il tonno, il panettone non piace, nonostante siamo milanesi, i canditi e l’uvetta proprio non ci vanno. Meglio lo zucchero a velo del tonno, che poi Giada lo cerca tutto l’anno.
E sabato, che abbiamo fatto la spesa insieme, “mamma, prendiamo il tonno? Dai, per favore…” e allora come resistere, e poi è quasi natale e oggi è Santa Lucia e a Santa Lucia, noi, è da 13 anni che apriamo il primo pandoro della stagione. Sì, pandoro, che Giada non si capisce bene per quale associazione fonetica o tipologica si ostina a chiamare “tonno” per il secondo anno di fila.