Archivio per in-giustizia

…inoccupata

…e ora sono ufficialmente senza lavoro.

Ho firmato una conciliazione farsa che dice che non c’è più bisogno della mia posizione in azienda, due euro come risarcimento e tanti saluti a denti stretti, il tutto davanti a sindacati che non sindacano i reali motivi di un licenziamento farsa.

Poi sono passata in ufficio, ho ritirato le mie cose e tutto è finito lì.

Tanto amaro in bocca, un senso di ingiustizia subito e l’impotenza di chi non si può permettere di restare a combattere, perchè la mia serenità e la serenità delle mie bimbe viene prima di tutto e non ho voglia di restare a combattere contro i mulini a vento.

Non so se ho fatto la scelta giusta, non lo saprò mai, di sicuro ho fatto la scelta che mi può dare più serenità, nonostante l’incertezza che ora aleggia sul mio futuro. Con i se non si va avanti e nemmeno con i rimpianti, ora si volta pagina, da oggi inizia il resto della mia vita.

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La vita è bella

4 mesi sospesi, tutto in una bolla, noi in una bolla, la nostra famiglia. La nostra genitorialità sotto osservazione, prima di tutto da noi, perchè è più che legittimo sbagliare, ma se ti senti sotto osservazione hai paura di sbagliare, pur sapendo che non c’è un modo veramente giusto dell’essere genitore.

Ora c’è una gioia ancora più grande dell’essere genitori di Gaia e Giada, abbiamo provato una paura vera e tangibile di dover lottare per restare famiglia, e ora che siamo stati giudicati “genitori sufficientemente buoni” (definizione che viene data in psicologia per fare in modo che i genitori non si mortifichino inseguendo la perfezione) è come se fossimo nati di nuovo come famiglia, come se ora lo fossimo davvero, prima erano solo prove, ora abbiamo superato l’esame della vita, perchè le nostre piccole sono l’essenza della vita.

Le amo ancora di più e la vita ora mi sembra bellissima.

Grazie a tutti per i bellissimi commenti.

Il punto interrogativo sul titolo Finita?! è perchè ora dovremo attendere l’archiviazione da parte del tribunale dei minori, e la procedura non prevede che le persone interessate vengano avvertite, devono essere gli interessati a recarsi in tribunale (nei prossimi mesi) a verificare che la pratica sia stata effettivamente archiviata e non sia stato aperto comunque un fascicolo a carico…

Altri colloqui

Oggi ho saputo che ci saranno altri colloqui, non solo noi genitori, ma anche le bimbe.

Vorrei che questa cosa si chiudesse rapidamente, ma evidentemente non sarà così, ormai sono più di 2 mesi che va avanti ed è un tempo lunghissimo…

Se qualche assistente sociale o psicologa infantile passa di qui e ha consigli su come affrontare tutto questo è ben accetta.

La parola d’ordine è mantenere la serenità, ma non è così facile come scriverlo, è davvero brutto sentirsi sotto osservazione per una cosa così delicata come l’essere genitore, una cosa per cui già ci si mette in discussione mille volte al minuto…

E per cosa poi? Per una schifosa segnalazione di vicini che vogliono restare anonimi per paura di ripercussioni…

E’ un motivo valido?

E ora lo sanno tutti

Abbiamo appeso nell’ingresso del nostro condominio un foglio con riassunti i passaggi salienti di quello che ci sta succedendo, questo per mettere al corrente tutti i condomini, per non nasconderci e per isolare, se possibile, la malvagità. In effetti, abbiamo ricevuto solidarietà da molte persone e addirittura abbiamo trovato in casella un biglietto di solidarietà molto sentito, commovente.

E poi abbiamo chiesto un incontro con il sindaco e lo abbiamo visto sabato, ci ha ascoltati partecipe, ci conosce di vista, ha buona memoria, e alla fine quando ci ha chiesto “cosa posso fare per voi?”  noi gli abbiamo semplicemente risposto che volevamo solo metterlo al corrente, che ci sembra assurdo che basti una segnalazione anonima per mettere in moto un simile meccanismo e su questo è d’accordo anche lui.

Ora vedremo, ancora non sappiamo le conclusioni di assistente sociale e psicologa, siamo ancora in attesa dopo la visita a casa di lunedì scorso, ormai 9 giorni fa.

Gaia e Giada le hanno accolte come solitamente accolgono gli ospiti, con entusiasmo e come un nuovo pubblico a cui mostrare i loro numeri migliori, i loro disegni, i loro quaderni pieni di faccine felici e di brava e bravissima e tutta la loro gioia.

Nei giorni seguenti, però, Gaia ci deve avere ripensato e la visita di quelle due ospiti sconosciute non l’ha convinta del tutto e le ha lasciato un po’ di paura indefinita…
Apetteremo ancora e intanto c’è Natale…

Stiamo vivendo un incubo

Da lunedì sera siamo precipitati in un incubo.
Il peggiore incubo per dei genitori.
Siamo sotto processo da parte dei servizi sociali come genitori.
La cosa più disarmante è che la denuncia è partita per una segnalazione anonima da parte di persone che non hanno niente a che fare con noi se non dividere la rete del giardino.
Come ci si può difendere da così tanta malvagità?
Non ho dubbi che il responso di tutta questa indagine da parte dei servizi sociali sarà quella di genitori amorevoli e premurosi, ma siamo lo stesso in ansia, perchè non si tratta solo di noi, ma si tratta soprattutto delle nostre bambine, della loro serenità.
Ma perchè siamo finiti in questo incubo?
Come possono esistere persone così malvage?
E perchè basta una delazione da parte di vicini che vogliono restare anonimi e non è sufficiente che le maestre che le vedono per davvero tutti i giorni dicano che sono bambine vivaci e serene?
Siamo distrutti, distrutti e preoccupati da questo tipo di malvagità, una malvagità che arriva all’odio.

A lungo sono stata indecisa se pubblicare o meno questo post, ma poi ho deciso di sì per due motivi. Il primo è che noi non abbiamo niente di cui vergognarci, chi si deve vergognare è chi ci ha fatto questo, perchè colpire negli affetti più profondi per malvagità pura e semplice, perchè non abbiamo nemmeno il tempo di condividere del tempo con i nostri “vicini”, è davvero un atto rivoltante. Il secondo è che trovo tutto questo davvero assurdo, trovo assurdo che basti una denuncia anonima da parte di “vicini” e perchè la cosa si chiuda non sia sufficiente aver verificato, come hanno fatto, con le insegnanti (persone di sicuro più qualificate dei “vicini” per capire situazioni di disagio dei bambini) che le bambine sia in realtà bambine serene, ben inserite nell’ambiente scolastico e che parlano con affetto dei genitori.

Il fatto che poi il papà venga chiamato “paponzo” o più semplicemente “papino” mi sembra sufficientemente significativo che non hanno nessun timore del padre padrone dipinto dai “vicini”.

Sono perplessa dal mondo che ci circonda, dai “vicini” di casa e dalle stesse istituzioni con i loro iter ingessati e con i paraocchi.

Resterò con il cuore gonfio fino alla chiusura del procedimento.

Come Paperino

Sono le 16.05 e sono a Pta Venezia, metropolitana, sto andando a prendere il treno, mi chiamano, mi giro, mi dicono che tre ragazzi mi hanno aperto lo zaino, mi giro, sono tranquilla, tanto non c’è niente, No! Qualcosa c’è, anzi c’era…

Gli ultimi 100 euro del mese, la carta d’identità, il foglio del rinnovo della patente, la moneta del metro di Mosca, qualche corona svedese, la bussolina smagnetizzata di mio nonno, due foto di Gaia (in ordine di importanza inversa).

Mi dispero un po’ mentre ricostruisco i passi dei ladri chiedendo in giro, spero di ritrovare i gusci vuoti con la mia vita, torno in superficie, in Buenos Aires, per ironia la mia via preferita di Milano, giro in Viale Tunisia, ma non trovo niente, vado a fare la denuncia.

Un foglio vuoto che mi permetterà di guidare in attesa del rinnovo.

Avevamo promesso un giorno di mare, domani, alle bimbe e, allora, come Paperino, abbiamo aperto i loro salvadanai, per il mare e per pagare l’abbonamento del treno per settimana prossima…

Nemmeno un giorno di mare

E per quest’anno nemmeno un giorno, non ci si riesce proprio…

Però il mare mi manca proprio e in questa piatta e nuvolosa pianura padana ancora di più.

Vabbe’, facciamo finta che per quest’anno non si va al mare perchè devo preparare la tesi.

Uffi, che palle sta’ crisi.