Archivio per novembre, 2009

Come avere sempre ragione

Giada sta guardando i suoi disegni fatti all’asilo, tra cui è possibile ci sia qualcosa anche di Gaia. Ad un certo punto salta fuori con un “E’ tuo questo!”

Gaia corre a vedere e le dice “No, vedi che c’è una palla verde non è mio!”

Giada, senza scomporsi: “Ma io stavo parlando con me!

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Solo un link per sensibilizzarsi

Cultura pedofila e pedofoba.

Io ho davvero pianto di fronte a queste infanzie rubate e violate.

Chi aspetta il principe azzurro?

Giada decisamente no!

“Se arriva il leone cattivo* io prendo la spada e gli faccio così e così! Gli faccio male e lo faccio scappare!”

Cattivoni attenti! Con Giada non si scherza, lei non si spaventa di sicuro e nemmeno aspetta che qualcuno la salvi!

*Il leone cattivo del Re Leone (Scar)

Bilinguismo: karaoke e lettura precoce

Dopo un po’ di tempo che G&G mi tormentavano in macchina con una nuova canzoncina che non conoscevo (non conosco quelle in italiano, figuriamoci quelle in inglese), e cercando di interpretare i suoni che facevano, sono arrivata a “Twinkle, twinkle little star“.
Sicuramente popolarissima dati i link trovati con Gooogle, ma per me assolutamente sconosciuta.
E così, trovato un link particolarmente interessante con tanto di animazione e sottotitolato come karaoke, con le parole che diventano rosse quando vanno cantate, ora quasi ogni sera ci mettiamo davanti al pc e cantiamo e ricantiamo per 6/7 volte.
La loro pronuncia è decisamente migliorata, per il significato di quello che cantano ci stiamo arrivando, ma l’effetto collaterale interessante è proprio quello provocato dal karaoke.
Cominciano a seguire queste parole rosse che si rincorrono, gli danno il ritmo e quelle più ricorrenti (per il momento la parola “star” e un po’ anche “little”) cominciano ad essere riconosciute anche al di fuori del contesto dell’animazione.
Sicuramente è una strada da percorrere, trovando magari anche altre canzoni, per il momento devo imparare questa così almeno la possiamo cantare anche in macchina.
Ho trovato anche il testo in svedese, ma purtroppo non ne ho trovata una versione cantata, sarebbe davvero interessante per la pronuncia.

Sembra un po’ troppo tutto insieme, lingua minoritaria e lettura precoce, però, di sicuro una versione karaoke aiuta me e, se poi è richiesto da loro, ben venga. Sono state loro, infatti, ad accorgersi di queste parole che diventavano rosse capendo il meccanismo, io mi sono limitata a confermare e a suggerire di seguire il cambio di colore per sapere quando cantare la parola successiva. Sempre loro hanno riconosciuto “star” all’interno di un’altra pagina. Quindi, io mi limito a confermare le loro intuizioni e a coinvelgerle in questa nuova attività che gli piace molto.

Anarchica! Inequivocabilmente anarchica…

Giada andando all’asilo: “La maestra la sceglio io!

Mamma: “Si dice scelgo”

Giada: “Sì, va bene! La maestra la sceglio io lo stesso!”

E una volta all’asilo si è infilata nella classe di Gaia rinunciando al ciuccio e offrendo nuovamente una manifestazione di disobbedienza civile, mettendosi a disegnare e a fare cose nella classe di sua sorella senza minimamente pensare di andare nella propria.

La mamma ha saggiamente deciso di non intromettersi nelle questioni scolastiche, quando le piccole sono a scuola la competenza di far rispettare le regole spetta alla scuola, ha salutato e se n’è andata a cuor leggero.

…anche perchè con questa piccola guerrigliera mi aspettano battaglie ben più dure e devo tenere da parte tutte le forze.

Ora abbiamo 4 anni

Quattordici anni fa avevo sognato di partorire una bambina e che il suo nome sarebbe stato Gaia Lillia.
Dieci anni dopo sei arrivata tu, bimba che più bimba non si può, principessa e fatina rigorosamente rosa, rosa fuxia, materializzando così il peggiore incubo per una mamma che non ha mai giocato con le bambole.
Immaginavo che i miei figli sarebbero nati d’estate.
Effettivamente il Global Warming potrebbe anche far coincidere l’estate con novembre prima o poi.
Immaginavo che saresti nata di giorno e nella mia illusione di primipara avrei avuto il parto naturale più dolce e semplice della storia dell’umanità.
Sei nata di notte con un cesareo d’urgenza e fuori nevicava, in novembre!!!
Eppure quando ti ho vista e sentita, ti ho riconosciuta subito, il tuo primo vagito è un’emozione che mi porterò dentro per sempre, non è mai esistito suono più bello e perfetto. La perfezione della tua salute, di nessuna complicazione nonostante l’urgenza, la bellezza della tua pelle un po’ cotta, ma tutto era andato bene, e quel musino corrucciato.

Anche quell’espressione mi era famigliare e ora ogni volta che sei così, un po’ pensierosa e un po’ arrabbiata, ti rivedo proprio così, come quando ti ho vista per la prima volta. E’ davvero buffo perchè sei cambiata decisamente molto da allora, il nasino era molto più all’insù, le orecchie non sono più quadrate, hai decisamente molti più capelli di allora e perdipiù sono anche decisamente più scuri e lunghi, lunghissimi, hai delle splendide ciglia e sopracciglia definite, eppure quando fai quell’espressione sei decisamente sempre la stessa Gaietta di quando ti ho vista per la prima volta. 
E ho continuato a riconoscerti giorno dopo giorno, cambiamento dopo cambiamento, sei proprio tu quella che aspettavo, uguale a come ti avevo sempre immaginata, anzi meglio, a dispetto del tuo amore per il rosa, a dispetto dell’essere nata in novembre, a dispetto dell’essere nata di notte.
Oggi abbiamo 4 anni, una delle prime notti insieme ho realizzato che ero la “mamma di Gaia” e mi sono sentita importante, forse per la prima volta in vita mia.
Quel giorno sono nata insieme a te.

Ti amo, ti amo così tanto da gioire per ogni progresso verso la tua autonomia, anche se questo significa che avrai, giorno dopo giorno, un po’ meno bisogno di me, io ti osserverò, ti ascolterò, ti abbraccerò e condividerò le tue scelte. Ora che hai 4 anni mi dici che non ti allontanerai mai da me, ma tra pochi anni vorrai vedere il mondo e io ti accompagnerò, nel tuo cuore mi troverai sempre.

Questione di genere

Quando ero piccola io non mi sono mai posta il problema del genere dei miei peluche e pupazzi e nemmeno mi preoccupavo che nei cartoni animati fossero imperanti le figure maschili, anche, perchè vedevo che essere maschio era più semplice, c’erano più vantaggi e meno doveri (anche adesso mi sembra così, però) e quindi se dovevo sognare io ero maschio per essere libera e quindi anche i miei pupazzi lo erano.
Gaia e Giada hanno dichiarato che i loro cuccioli sono tutte femmine (Gaia ha specificato “perchè non hanno il pisellino”) e ci sono rimaste male nello scoprire che Tigro, Pooh, Ro, Fiffy e Buster sono maschi, per fortuna che perlomeno ci sono Darby e la mamma di Ro (sempre Gaia “perchè le mamme sono femmine”), probabilmente sta cambiando qualcosa, o, forse a loro non è impedito niente e se hanno la gonna possono giocare esattamente come quando indossano i pantaloni (questa era la mia limitazione imposta più grave). Hanno le macchinine e le bambole e, nonostante l’asilo, io gli ho spiegato che non ci sono giochi da maschio o da femmina, ma solo giochi con cui ci piace giocare e giochi che per il momento non ci interessano, e così nella letterina a Babbo Natale Gaia vorrebbe metterci anche i Gormiti che vede dai suoi compagni di asilo (vabbe’ vorrebbe anche un prato con i fiori e le farfalle…).

La questione del genere è un tema davvero delicato e mi piace vedere che ci sono mamme, come Sybille, che vanno oltre quelli che sono i normali percorsi scolastici, assolutamente maschiocentrici, nei vari programmi esistono solo gli artisti uomini, poeti uomini, scrittori uomini, e, grazie all’homeschooling, arricchisce i suoi figli delle opere anche dell’altro genere.