Archivio per G&G a scuola

Che fortuna avere in classe un bambino straniero!

“Così si imparano altre lingue!”

Gaia 8 anni commentando i racconti di sua sorella (7 anni, seconda elementare) su due suoi nuovi compagni che parlano francese e indiano.

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Regina di cuori – come sentirsi una mamma

Antefatto

In seconda nella scuola di gaia e Giada c’è il progetto teatro, tutte le seconde partecipano alla realizzazione di una rappresentazione teatrale, canti, balli e parti recitate. L’anno scorso è toccato a Gaia con “Peter Pan”, ma Gaia è piuttosto timida in queste cose e ha scelto di fare i balli di gruppo, niente protagonismo.

Giada, ovviamente, ha fatto una scelta molto differente, lei fa la star da quando è nata, recita e canta da sempre e non poteva che non essere protagonista, perdipiù ha una certa grinta sempre evidente e ora acuita con il karate e, quindi, sarà la regina di cuori dato che la favola che rappresenteranno quest’anno è “Alice nel paese delle meraviglie”.
Le viene particolarmente bene la battuta: “Tagliatele la testa!”, urlata con tono fermo e autoritario, normale, insomma…

Fatto

Sia lo scorso anno che questo non vengono richieste cose impossibili per i costumi, si tratta di vestiti normali, magari colori che richiamino la situazione o particolari, lo scorso anno ad esempio era stata richiesta la bandana per i pirati…

Ma per Giada, Regina di cuori, è stato richiesto un costume da regina, ovviamente Giada mi ha fatto vedere l’avviso sul diario subito dopo il week end e il vestito era richiesto per il venerdì, 5 giorni di tempo, carnevale già passato…

E allora ho deciso di fare la mamma…

Ho cercato un tessuto adatto e devo dire che sono stata molto fortunata, ho trovato un tessuto rosso intrecciato ad un filo dorato, decisamente bellissimo e scenografico.

Ho tirato fuori dalla naftalina la mia macchina da cucire, comprata un anno fa e mai usata…

Ho cercato di riattivare quella parte del mio dna che arriva da mia nonna, super sarta che mi faceva i peluche e che poi seguiva tutte le mie folli idee adolescenziali…

E questo è il risultato (tanto da lontano le cuciture non si vedono):

la mia regina di cuori

Mi sono sentita una mamma vera, in realtà era mia nonna che faceva queste cose per me al volo, tipo un mantello doubleface (rosso e nero) che mi serviva per fare il diavolo, Pantalone e Zorro, sulla scelta del momento e degli accessori che aggiungevo.

A volte capita…

Sabato le mie piccole pesti e io siamo tornate al Poli dopo poco più di due mesi dall’ultima volta, quella della tesi.

L’occasione è stata data dall’evento dedicato ai piccoli dai 7 anni in su intitolato: Nidi, tane, case e rifugi: costruire edifici straordinari con materiali alternativi

Come mancare, ora che sono architetto anch’io?

E così siamo andate, nonostante la pioggia e Gaia che non era al massimo della forma, ma che non avrebbe rinunciato ad un giro a Milano per niente al mondo.

Loro si sono divertite molto, hanno raccontato di aver visto cose davvero molto interessanti (durante la lezione i genitori stanno fuori).

E anch’io ho avuto le mie soddisfazioni, a ripensarci sorrido ancora.

Ero nell’atrio e vedo uno che sembra proprio uno dei professori della mia commissione di tesi e in effetti mi guarda anche lui come se mi riconoscesse e dopo un po’ viene da me e mi chiede se ci conosciamo e io gli dico (balbetto) che sì, ero nell’ultima commissione di tesi e lui mi fa: “Ah, sì, con quella bella tesi sulla Svezia!” E io rimango basita (basita si può dire?), ringrazio per il “bella tesi”, ringrazio anche perchè ha notato la mia parte di critica all’intervento e poi resto davvero senza parole, la mia tesi è piaciuta per davvero e non solo per pietà!

Per fortuna poi doveva entrare a fare lezione alle piccole…

La lezione si teneva in un’aula del Trifoglio, praticamente il luogo dove è cominciato tutto, le prime lezioni sono state lì, e lì ho conosciuto le principali compagne di viaggio, e lì ho assistito ad un buon numero di lezioni del primo anno.

Ed ecco le piccolette sugli stessi banchi dove ho studiato io…

bimbe al Politecnico

le piccolette che prendono appunti in un’aula del Trifoglio

La scuola è finita da più di un mese

Voto a Gaia 10, su tutto, sull’impegno che ci ha messo prima di tutto, costante per tutto l’anno; sui risultati ottenuti, sempre alti se non addirittura altissimi; la curiosità che non è mai mancata. Bravissima, al di là di ogni aspettativa, anche se in realtà non sapevo bene cosa aspettarmi.

Voto alla mamma 6, mi salva solo il fatto di essere stata costante nel seguire i compiti di Gaia, ma per il resto mi darei 4, poco attenta nel firmare avvisi e varie ed eventuali, sempre in ritardo sulla riconsegna dei vari moduli, tanto che la pagella l’abbiamo ritirata in segreteria un paio di settimane dopo la consegna ufficiale, perchè io mi sono presentata a scuola con 4 giorni di ritardo sulla data ufficiale; in ritardo anche con questo post.

Voto al papà 6, si salva solo perchè accompagnarla al pulmino tutte le mattine è stata una vera faticaccia, a Gaia non piace alzarsi presto (a parte il sabato e la domenica, ovviamente) e al mattino è sempre una lotta.

Voto a Giada 10-, i meno sono i capricci per quando voleva fare tutto esattamente come Gaia salvo poi stressarsi e stressare perchè non le riusciva tutto facile come piace a lei. Però ci ha lasciato fare i compiti abbastanza tranquillamente.

Per l’anno prossimo ci si aspetta un impegno doppio per la mamma, ci sarà una seconda elementare e di nuovo una prima, sperando che, almeno per la prima, essendo ripetente le risulti più facile.

Effetti collaterali indesiderati della scuola privata

Asilo ore 17.15, arrivo dopo che la macchina mi ha appena lasciato a piedi (ci metteremo 2 ore e mezza per arrivare a casa, tra una cosa e l’altra), mi accolgono le due piccolette che, come al solito, sono le ultime a lasciare l’asilo, quasi in coro:

“Mamma, andiamo alle Maldive?”

Un loro compagno ci è appena stato come tutti gli anni a Natale e pare che alle Maldive faccia caldo e ci sia il mare…

Per fortuna che l’anno prossimo si va alla scuola pubblica, pare che nel paese dove ci siamo trasferiti il sindaco ci tenga particolarmente all’istruzione e le scuole siano all’avanguardia, vedremo…

…però si rifanno il letto!

Siamo reduci da tre densi giorni di capricci, giorni che ti fanno rimettere tutto in discussione e ti domandi dove siano finite le tue bimbe brave ed educate, quelle che ti inorgogliscono quando ti chiedono “ma sono sempre così?” con un sorriso incredulo e non quando ti chiedono “ma sono sempre così?!?” con un sorriso di compatimento.

La ripresa dell’asilo è stata davvero dura, nuovi orari, soprattutto al mattino, alzarsi alle 6.30 è difficile per un adulto, per due bimbe non deve essere il massimo.

E poi vita da caserma, dalla domenica sera al giovedì sera compreso i cartoni animati sono banditi, si cena alle 18.30 quasi in punto e per le 20 bisogna già essere impigiamate e a letto, storia e nanna.

Da ieri è iniziato il dopo scuola, che per fortuna gli piace (o se lo fanno piacere, non so) e sono le ultimissime ad uscire, 10 minuti oltre l’orario di chiusura.

Gli stiamo chiedendo tanto, perdipiù quest’anno Gaia è di diritto una dei grandi dell’asilo e quindi deve essere brava, e pare che sia proprio così, dall’inizio dell’anno non è ancora andata una volta in Time Out e la maestra ha solo parole di elogio.
Giada fa parte di diritto dei mezzani, avendo già frequentato un anno di asilo, anche se alcuni dei nuovi piccoli hanno praticamente la sua età (lei è di gennaio del 2007), però è una mezzana con ben altre responsabilità rispetto ai piccoli.

Il risultato di tutto questo sono i capricci del sabato e della domenica, l’ultimo week end è stato davvero disastroso, però il sabato mattina e la domenica mattina si rifanno il letto!
…e questo senza che nessuno abbia mai pensato di chiederglielo…

È successo anche a me! – La giustificazione

Ognuno di noi ha dei propri ritmi circardiani che si estendono anche alla settimana. Io in particolare li sento molto questi ritmi, tanto che non mi serve l’orologio o il calendario per sapere l’ora, per svegliarmi al mattino o per sapere che giorno è.
Da due mesi ho questo nuovo lavoro, da due mesi esco alle quattro del pomeriggio.
Mercoledì le piccolette hanno ripreso l’asilo, finalmente, mercoledì per l’evento mi sono presa un giorno di ferie. E così ieri era il primo giorno dei nuovi orari e dei nuovi ritmi, per me ciò ha significato che io ho iniziato sei ore al giorno senza pausa per poter uscire alle tre del pomeriggio e poter prendere il treno alle tre e mezza precise da Milano e arrivare alle quattro a Busto Arsizio, in tempo per l’uscite dalle piccolette alle quattro (in realtà io arrivo all’asilo alle quattro e dieci, ma per quei 10 minuti ci pensa la maestra di Giada).
Ieri i miei colleghi sono andati a mangiare alle quattordici e sono tornati alle quindici, alle quindici e quaranta il papi mi chiama per sapere com’è andata con il treno, io ero ancora al lavoro…
Ho chiuso le quaranta finestre che avevo aperte, spento il pc e mi sono precipitata alla stazione, sono salita sul treno delle sedici, che ha chiuso le porte ed è partito non appena mi sono catapultata dentro e ho incrociato le dita, nel frattempo il papi si è precipitato dal suo lavoro all’asilo con il suo scooter (40 km in 23 minuti racconterà poi la leggenda) ed è arrivato puntuale alle sedici e dieci come già d’accordo con la maestra di Giada.
Io sono arrivata alle sedici e quaranta al Mac Donalds dove sono andati per giocare e bere qualcosa.
E finalmente ci siamo tutti rilassati!