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I bambini nei cortili dei condomini? Perchè no

Bambini al centro dei condomini in Svezia

Bambini al centro dei condomini in Svezia

Forse sta iniziando a cambiare qualcosa, è strano che una cosa così semplice, ma soprattutto in tempi di crisi, un qualcosa che può portare un sensibile miglioramento alla qualità della vita senza reali investimenti, debba essere richiamato all’attenzione dall’alto e non sia invece un’esigenza partita dal basso. Riportare i bambini nei cortili delle case e non solo nei co-housing è davvero un qualcosa che può aiutare e fare stare meglio tutti. Purtroppo una delle prime cose che vengono stabilite nelle assemblee dei superblindati condomini è proprio il divieto al gioco dei bambini. La cosa più incredibile è che spesso siano proprio i condomini con figli a porre il veto con maggiore veemenza, senza nemmeno rendersi conto di andare contro i propri stessi interessi. I bambini non sono piccoli adulti, non sono nemmeno un qualcosa da nascondere dentro le mura, occorre una cultura più aperta alla famiglia, famiglia intesa nel senso di persone adulte (una o più) con minori (uno o più), occorre anche andare incontro alle esigenze dei bambini che sono la possibilità di correre e giocare all’aria aperta con qualsiasi condizione meteo.

Riflessioni dalla lettura della notizia:
Rimini ai proprietari di case«Bambini sempre liberi di giocare» Le nuove norme di polizia urbana invitano i condomini a non vietare lo svago degli inquilini più piccoli – «Lo chiede la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia»
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ABC-Stad

Arbete, Bostad, Centrum – Stad

Lavoro, Alloggio, Centro (inteso come servizi e commercio) – Città

Fatta questa scoperta mi si è aperto un mondo.
Il tendere all’utopia è sempre presente nella Svezia di oggi, ma soprattutto è sempre stato presente.
Questo concetto è diffuso sia per le nuove edificazioni sia per quelle preesistenti.
Poi tutto può essere fatto bene o male, ma direi che già negli anni ’60 in Svezia erano anni luce avanti a quanto si faceva in Italia.
In Svezia c’era questa cosa dell’ABC anche per i quartieri di palazzoni del Miljonprogrammet (un milione di nuovi alloggi in dieci anni*), in Italia negli stessi anni e per le stesse esigenze si costruivano dinosauri di cemento (la definizione non è mia) in pieno deserto di infrastrutture (anche primarie come le fognature) e deserto di servizi, robe come il Corviale a Roma, lo Zen a Palermo, le Dighe a Genova o il Gallaratese a Milano.
E’ vero anche che alla Svezia si può rinfacciare il delirio eugenetico che ha portato alla sterilizzazione di massa degli indesiderabili in anni abbastanza recenti e ben dopo gli orrori della seconda guerra.
Perchè la linea che divide utopia e distopia è molto molto sottile e spesso frastagliata, tanto che in alcuni punti tutto si mescola come su una tavolozza e non si riescono a distinguere i colori e i confini.

(*) Questa promessa del “milione di…” l’abbiamo sentita anche qui, ma là alla fine ce l’hanno fatta, qua…