Archivio per agosto, 2011

In Terra di Svezia

Biglietti fatti!
Anche per quest’anno non mi farò mancare il tradizionale pellegrinaggio in Terra di Svezia.
L’occasione è il BlogFesten 2011, ma in realtà forse me lo perderò per un paio di settimane, vedremo i conteggi finali sulle votazioni per le date.
Non importa, non volevo perdermi una strepitosa offerta di RyanAir e altre congiunzioni astrali favorevoli che quest’anno mi permetteranno di passare in Terra Promessa non le solite scarsissime 24 ore, ma ben 5 giorni, voli compresi, e perdipiù, rullino i tamburi, sarò in compagnia delle mie ormettine.
G&G verranno con me, il papà a casa a riprendersi da queste ultime due settimane di agosto in loro compagnia.
Io e le piccolette in viaggio, per la prima volta in terra straniera, per la prima volta in aereo, per la prima volta un viaggio solo noi tre.
Un miscuglio di prime volte, perdipiù, farò saltare a Gaia ben 3 giorni di scuola nel suo primo anno di elementari, ma penso che il viaggio sarà comunque un’esperienza arricchente anche per lei.
Probabilmente sarà una delle poche bimbe italiane senza discedenze scandinave, di prima elementare, a saper indicare la Svezia su una cartina geografica e a saperne anche indicare la capitale.
Per 5 giorni di ottobre noi saremo lassù, sono davvero contenta e ho anche motivi di studio molto validi per andarci, spero di trovare un po’ meno della pioggerellina grigia che trovo di solito, perchè devo assolutamente fare tante foto, non solo alle mie ormettine, ma anche agli oggetti studio della mia tesi, un paio di quartieri a Stoccolma e uno a Linköping.

Che bello!

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Il gioco del mare

Ieri abbiamo trovato un mare arrabbiato, c’erano le onde, una novità per G&G.

Un po’ di paura all’inizio, ma poi dentro a giocare con le onde, finendo anche sotto e ogni volta si rialzavano pronte a sfidare il mare.

Si sono divertite, tanto che stamattina Giada si è inventata il gioco del mare.

Ha assegnato le parti: papà la sabbia (con tanto di castello, mamma il mare, Gaia l’onda e Giada la bambina che gioca un po’ nel mare e un po’ sulla sabbia.

Giada ha fatto anche la regista, mostrando come dove fare l’onda, quella alta e quella meno alta, la sabbia che doveva fare anche il castello, e il mare, per fortuna, l’ha lasciato tranquillo.

Attrice o regista? Non so, però, la sua strada sembra davvero quella dello spettacolo.

Come Paperino

Sono le 16.05 e sono a Pta Venezia, metropolitana, sto andando a prendere il treno, mi chiamano, mi giro, mi dicono che tre ragazzi mi hanno aperto lo zaino, mi giro, sono tranquilla, tanto non c’è niente, No! Qualcosa c’è, anzi c’era…

Gli ultimi 100 euro del mese, la carta d’identità, il foglio del rinnovo della patente, la moneta del metro di Mosca, qualche corona svedese, la bussolina smagnetizzata di mio nonno, due foto di Gaia (in ordine di importanza inversa).

Mi dispero un po’ mentre ricostruisco i passi dei ladri chiedendo in giro, spero di ritrovare i gusci vuoti con la mia vita, torno in superficie, in Buenos Aires, per ironia la mia via preferita di Milano, giro in Viale Tunisia, ma non trovo niente, vado a fare la denuncia.

Un foglio vuoto che mi permetterà di guidare in attesa del rinnovo.

Avevamo promesso un giorno di mare, domani, alle bimbe e, allora, come Paperino, abbiamo aperto i loro salvadanai, per il mare e per pagare l’abbonamento del treno per settimana prossima…

Saggezza di bimba

“La mamma fa il computer, papi i giochini con i suoi animaletti (farmville)”

“Ma se è la mamma che non vuole il muro, perchè lo rompi tu?”

I pirati all’improvviso

Quando ormai avevo perso ogni speranza, immersa in un mondo rosa e fucsia fatto di principesse e vestitini frù-frù, arrivano i pirati.

Con tutto il loro fascino.

E alla scelta del gioco da portarsi a casa da una gita alla Minitalia Giada ha scelto la spada dei pirati, con cannocchiale, cappello e uncino, sì, è vero è rimasta affascinata anche dal tesoro fatto di dobloni e collana rosa, ma, finalmente, ha scelto i pirati!

A me piaceva molto vestirmi da pirata…

Nemmeno un giorno di mare

E per quest’anno nemmeno un giorno, non ci si riesce proprio…

Però il mare mi manca proprio e in questa piatta e nuvolosa pianura padana ancora di più.

Vabbe’, facciamo finta che per quest’anno non si va al mare perchè devo preparare la tesi.

Uffi, che palle sta’ crisi.

41+3

A 41+3 non si può più lasciar fare alla natura, questa è la regola degli ospedali (almeno qui nel circondario).
Inizia il parto ospedalizzato, inizia l’induzione a cui spesso segue un cesareo.
Gaia e io siamo state fortunate, abbiamo trovato un ginecologo in gamba che non ci ha pensato troppo e, viste le condizioni mie soprattutto di Gaia, ha deciso per il cesareo, un cesareo avvenuto alle 3 di notte.
Ieri sera ho conosciuto una bimba di 7 mesi che non è stata così fortunata. Le condizioni di partenza erano le stesse nostre, 41+3, nessuna dilatazione, nessuna contrazione, segnali di sofferenza nella bimba comunicata da cali nei battiti.
Ma nel suo caso la ginecologa di turno ha deciso di fare di tutto per farle avere un parto naturale e la piccola è nata con indice di Apgar a 0, invece del 7 di Gaia, dopo manovre invasive come la rottura del sacco amniotico, un cesareo d’urgenza per salvare mamma e figlia e la piccola è uscita in arresto cardiaco.
23 giorni di terapia intensiva in un ospedale a chilometri da quello della mamma, 23 giorni in cui mamma e papà potevano vederla solo per 3 ore al giorno, 23 giorni di angoscia.
E tutto per un cesareo rimandato fino al punto di non ritorno.
Si fanno troppi cesarei in Italia, ma spesso si aspetta troppo per un cesareo inevitabile.
Difficile dire se questa nascita così travagliata pur senza travaglio abbia lasciato conseguenze, data la mancata ossigenazione del cervello per parecchi minuti, di sicuro la bimba che ho visto ieri di 7 mesi era una bimba vivace e molto molto attenta a quello che le succedeva intorno, interessata alle mie bimbe, che donava un mare di sorrisi a tutti.
Vivace, sorridente e attenta, sembra che quelle mancanze (ossigeno, mamma e papà, che poi è un po’ la stessa cosa) l’abbiano fortificata e preparata ad affrontare il mondo con una marcia in più.
ogni volta che sento le storie di questi cesarei rimandati a 41+3 ringrazio di aver trovato quel medico e quella equipe che mi ha tranquilizzato, rasserenato e ha fatto nascere Gaia senza complicazioni e sofferenze inutili.