Archivio per giochi

Anamnesi, diagnosi, prescrizione

Dato che mi fa male il dito medio della mano sinistra (quella con cui scrivo) e il dolore si irradia verso il braccio, Giada ha diagnosticato che la mia mano e il mio tendine (che “contiene il dito”) sono stati usati troppo, ovviamente mi ha fatto precise domande sull’utilizzo della mano per il computer e per la scrittura, quindi mi ha prescritto riposo, mi ha dato il permesso di utilizzare la destra “ma non troppo sennò poi ti fa male anche quella”.

Io dal medico non ci vado più…

Gaia qualche giorno fa ha anche costruito uno sfigmomanometro con oggetti di fortuna…

Vincenti!

Ieri, pomeriggio di sport per le piccole!

5 prove: tiro con l’arco, danza, basket, attraversata di un piccolo ponte tibetano e karate; punteggio per ogni prova.

A sorpresa, per mamma e papà, Gaia è risultata la prima classificata nel suo anno, io e il papà eravamo già lì a pensare a cosa dire alla piccoletta che sarebbe rimasta senza premio, ed ecco che la chiamano per ritirare il premio di seconda classificata nel suo anno!

Grande festa! Due vincenti e genitori sorpresi. Ma alla fine perchè ci sorprendiamo? Ce la stiamo mettendo tutta per farne delle personcine vincenti, sicure di se stesse e capaci di divertirsi impegnandosi e loro stanno rispondendo benissimo.

Sappiamo che l’importante è partecipare e glielo abbiamo detto, ma vincere è decisamente più divertente…

Gaia ha vinto una palla da volley, non poteva esserci premio più giusto dato che, la pallavolo, è lo sport che ha scelto quest’anno e dopo il primo mese si può dire che sia la scelta giusta per lei, le piace, si diverte, sorride sempre anche quando ci sono gli esercizi più noiosi e si impegna, si impegna molto.

Giada ha vinto un fresbee ed era felicissima, ha vinto davanti al suo maestro di karate, il suo sport di quest’anno, e questo l’ha resa ancora più felice. Dopo il primo mese di karate di Giada si può decisamente dire che anche qui abbiamo trovato lo sport giusto, le piace imparare il kata e le piacciono moltissimo i pugni e i calci, si impegna motlo anche lei e anche lei si diverte, è bellissimo guardarle fare sport.

Quest’anno siamo riusciti a separarle, a fargli fare due sport differenti in modo che ciascuna riuscisse a seguire le proprie inclinazioni e riuscisse a fare ciò per cui è più portata. A Gaia riesce bene qualunque sport, è naturalmente portata, forse perchè ha fatto ritmica a due anni e mezzo o semplicemte perchè è così, fatto sta che qualsiasi cosa prova le riesce. Uno sport di squadra per lei è perfetto, la aiuterà a vincere la timidezza.

Giada è più individualista, non ha paura di niente e ha molta grinta, lei si impegna più con la testa che con il fisico e il karate è più concentrazione ed equilibrio e per Giada è perfetto, e poi è uno sport individuale, ma ci si allena in gruppo e questo aiuterà il caratterino della piccoletta ad equilibrarsi.

E’ stato un bellissimo pomeriggio!

Gaia e Giada hanno dormito con i loro premi…

Serpenti e iene

Al mattino usciamo molto presto, mentre il resto del mondo generalmente dorme o si sta svegliando.

Le piccolette quando sono vestite sono operative in tutto e per tutto e quindi sveglie, urlanti e con voglia di giocare. E allora ecco un gioco tra noi che consente un minimo di attenzione per non fare troppo rumore nel cortile del condominio.

“Sssshhhhh! Ci sono i serpenti e le iene! Attenzione, non devono sentirci!”

… e così arriviamo silenziosamente (abbastanza) e velocemente alla macchina per poter scappare prima che serpenti e iene ci raggiungano.

Quando apriamo il cancellone possiamo chiamare le aquile e i leoni che ci difendono. Stamattina una iena era riuscita a balzare sul tetto della macchina, ma siamo riusciti a farla cadere con tante smorfie.

(Che serpenti e iene siano i miei cari vicini anonimi? Questo gioco, però, è iniziato molto prima di tutta questa faccenda, forse, inconsciamente ce lo sentivamo)

Megamind e Animals United

I cartoni animati mi piacciono da sempre e li ho sempre guardati, anche molto prima che arrivassero G&G.
Del Re Leone avevo persino acquistato l’edizione speciale appena uscito in videocassetta e così anche per La Bella e la Bestia.
Gli ultimi cartoni che stiamo guardando con un certo rigore sono Megamind e Animals United.
Li adoro entrambi.
Megamind perchè è un tenerissimo cattivone, bimbo genialoide incompreso che decide di diventare il più cattivo, e poi la sua favolosa trasformazione in buono per mancanza di antagonisti e, soprattutto, per conquistare la fanciulla del cuore.
Fanciulla che apprezza per la sua intelligenza e questo davvero non è poco in un cartone animato.
Animals United per il messaggio ecologista e l’aiuto che mi sta dando nel far capire alle bimbe che l’acqua non si spreca e la luce si deve spegnere quando si esce dalla stanza e non importa se è stata lasciata accesa dall’altra, l’impegno a non consumare e a non sprecare deve essere di tutti.
Abbiamo comprato anche il libro “La conferenza degli animali” (del 1949!) storia a cui il cartone si è ispirato ed è il primo libro con pochissime figure con cui Gaia si cimenta nella lettura.
Mitico Billy la mangusta e il suo ritmo giusto, ma strepitose e imponenti le due tartarughe, soprattutto nel discorso che fanno a tutti gli animali riuniti, le mie scene preferite.

Nella foto i cuccioli riuniti che guardano Megamind sull’iPad!

Autoritratti

Gaia ha ricevuto un’agognata macchina fotografica.

Potrei fare un confronto tra quando, circa 35 anni fa, ho ricevuto io la mia prima macchina fotografica e la macchina fotografica di Gaia.

Io, la macchina e un rullino da 36 foto, Gaia in poco più di 24 ore ha fatto più di 350 foto (belle e brutte) che si possono vedere subito sul pc e non dopo giorni di attesa. Generazione digitale…

E’ strano essere fotografati da lei, vedersi con i suoi occhi, ancora un po’ incerti, ancora in fase di sperimentazioni.

Questo è uno dei sui primi autoritratti, ovviamente mi piace

Qualche “prima”

Il primo giorno di scuola per Gaia.
Emozioni per lei, ma anche per me.
Inizia la scuola, la prima frase all’uscita “oggi non ho preso neanche una nota”, forse abbiamo fatto un po’ troppo terrorismo psicologico preventivo.
Era l’unica senza il grembiule nero di ordinanza perchè noi non lo sapevamo, ma è forte e sicura la mia piccola e ha saputo rispondere bene a chi glielo faceva notare.
E’ bello che sappia vivere anche queste piccole “diversità” con i compagni, perchè gli anni di scuola sono lunghi e le diversità negli anni sono spesso dei muri.

La prima volta che Giada va in scooter con suo padre e la prima volta in assoluto che una delle mie bimbe va in scooter per più di pochi metri.
E’ stata accompagnata all’asilo con la mia raccomandazione “guarda che è l’unica Giada che ho” e lei era tutta felice perchè sono andati “quasi a cento” e hanno “superato tutte le macchine, ma si supera solo quando si può”.
Uno spettacolo con il suo caschettino.
E’ tornata raggiante perchè la sua maestra dell’asilo le ha comprato un quaderno dove possono fare le lettere e i numeri e, così, ha superato la crisi, crisi vera con lacrimoni veri, della sorella che iniziava la scuola e lei no.

La prima lezione di danza della mia vita, ora che non devo dimostrare di non essere una femminuccia, ora che ho raggiunto la pace con il mio corpo e la mia femminilità che fa parte del mio essere madre (sempre in divenire), ho deciso di andare a lezione di danza moderna, sembra divertente e io ho voglia di divertirmi.
La prima mezz’ora è di fondamenti di classico, bello, divertente e strano, strano vedermi in continuazione allo specchio, per me, che gli specchi li rifuggivo come nemmeno un vampiro sa fare.
Ora guardo quell’immagine in canottiera e tuta, con i capelli corti, brizzolati, come c’è scritto sulla nuova carta d’identità, normopeso ancora un po’ appesantita, con le cicatrici dell’obesità, molto visibile l’avanbraccio pendule, movimenti ancora un po’ goffi, impacciati, legati, ma quell’immagine ride e si diverte, ha imparato a smetterla con il perfezionismo, non devo più saper fare le cose prima ancora di provarci, ho rinunciato ad essere il genio che non sono mai stata e che mi sarebbe piaciuto essere.
Sono, finalmente, una persona, una persona che ha sbagliato molto, che ha pagato molto i propri errori e quelli dei suoi genitori e che ora vuole normalità, goffaggine anche, perchè no, una persona che vuole imparare, certo, ma soprattutto divertirsi, che bello vedersi sorridere allo specchio, una persona che arriva in ritardo su tutto, a volte anche di decenni, ma quando ci arriva la consapevolezza è davvero grande.
Sarà un gioco in più da fare insieme alle piccolette, andiamo alla stessa scuola di danza e abbiamo la stessa maestra, sarà divertente ballare insieme.

E’ stata una giornata impegnativa e decisamente ricca di cose.
Abbiamo fatto davvero tanto, al mattino ho portato Gaia in bici e ho apprezzato le distanze della vita in paese, dopo la scuola, ho portato Gaia al lavoro di papà e abbiamo mangiato con lui, poi siamo andate a Milano e abbiamo preso treno e metropolitana e questo è sempre un evento degno di nota.

E’ stata anche la prima volta che le due “sorelline siamesi” sono state separate per così tante ore da due anni in qua. Alla sera non smettevano più di dirsi cose e di mostrare l’una all’altra le cose fatte durante il giorno.
E’ stato bello guardarle e ascoltarle mentre si scambiavano le emozioni vissute e le esperienze, come se una volta che una fa una cosa sia trasferita automaticamente anche all’altra, semplicemente così, per sorellitudine, come se ci fosse un contatto continuo anche quando sono separate.

E oggi è il primo degli altri giorni, quello dopo un giorno di “prime” così importanti.

E a giugno farò il saggio… pregasi stare alla larga dall’altomilanese…

Il gioco del mare

Ieri abbiamo trovato un mare arrabbiato, c’erano le onde, una novità per G&G.

Un po’ di paura all’inizio, ma poi dentro a giocare con le onde, finendo anche sotto e ogni volta si rialzavano pronte a sfidare il mare.

Si sono divertite, tanto che stamattina Giada si è inventata il gioco del mare.

Ha assegnato le parti: papà la sabbia (con tanto di castello, mamma il mare, Gaia l’onda e Giada la bambina che gioca un po’ nel mare e un po’ sulla sabbia.

Giada ha fatto anche la regista, mostrando come dove fare l’onda, quella alta e quella meno alta, la sabbia che doveva fare anche il castello, e il mare, per fortuna, l’ha lasciato tranquillo.

Attrice o regista? Non so, però, la sua strada sembra davvero quella dello spettacolo.