Archivio per Svezia

Nostalgia di Svezia

Il 2013 è stato il primo anno senza Svezia dopo 5 anni consecutivi, mi è mancata, mi manca. E poi non ne scrivo nemmeno più, la tesi l’ho finita e l’ho discussa. Un paio di settimane fa ho fatto il mio bel figurone al corso OSS, la materia era sociologia (una conferma in più che ho sbagliatop corso di studi, ma non è mai troppo tardi) e ho parlato della mia Svezia, ho affrontato più le ombre delle luci, ma vabbe’ ho comunque parlato di Svezia monopolizzando una parte di lezione, mi sono divertita e mi sono sbloccata un po’ di più sul parlare in pubblico.

In ogni caso ho decisamente nostalgia di Svezia anche perchè non so ancora quando ci potrò tornare, e allora ho preparato le kanebullar.

Mi piacciono troppo, in casa piacciono solo a me, ma non fa niente, le ho preparate lo stesso.

Ho modificato solo l’interno, insieme a burro, zucchero e cannella ho aggiunto delle mele stracotte e frullate.

Buonissime.

E la Svezia continua a mancarmi.

Oggi nevica

Ieri ho depositato la tesi.

s-composizione di un quartiere modello: Hammarby Sjöstad, Stockholm

La discussione avverrà il 16 dicembre.

Dai ringraziamenti:
Gli amici svedesi, Mauro Boffardi e la famiglia Balorso in primis per l’ospitalità e la condivisione delle esperienze e tutto gli altri nodi della rete dei blogger italiani in Svezia.

E dopo?

Dopo potrò finalmente dedicarmi seriamente allo studio dello svedese. Non mi servirà per trasferirmi, ma per poter leggere in svedese.

…forse ci siamo, finalmente, probabilmente, manca davvero poco

Mi sento piccola

Ora che ho mandato in giro la mia tesi in forma di saggio breve (alla relatrice e a una persona esperta sull’argomento) mi sento terribilmente piccola.
Mi sembra di aver scritto solo ovvietà e banalità e anche un po’ di errori, sui contenuti e su certe affermazioni.
Temo il giudizio, ma prima o poi questo momento doveva pur arrivare…

Stoccolma

Tra un mese parto ancora una volta per un breve giro in terra svedese (ho già comprato i biglietti dell’aereo, a proposito, rivoglio la tratta di EasyJet Malpensa – Arlanda, non mi piace quella di RyanAir Orio al Serio – Skavsta).

Questo è il mio quinto viaggio, questa volta ho messo da parte il mio sogno, proprio perchè mi sembra solo un bel sogno. Non vado per cercare di capire come posso stabilirmi lassù con la mia famiglia, vado soltanto per me, perchè Stoccolma mi piace, perchè sto scrivendo una tesi su Stoccolma e sugli svedesi, perchè mi piace viaggiare da sola anche se amo la mia famiglia e quando sono in viaggio da sola vorrei che fosse con me, perchè ho voglia di rivedere volti che vedo una volta all’anno o addirittura ogni due anni,…

Forse sarà la prima visita consapevole, so esattamente cosa voglio fotografare e soprattutto so che questa volta voglio fare tante foto, di solito ne faccio poche, non mi piace sentirmi turista, ma questa volta sì, mi porterò una cartina e un itinerario e un elenco di foto da fare, immagini che per il momento vivono nei miei ricordi, ma immagini che mi servono per meglio rappresentare ciò che scrivo.

Turista consapevole, forse meglio ricercatrice, cercherò conferme alla mia tesi, e ora finalmente ne ho una, e cercherò le tracce dei piani per Stoccolma che si sono succeduti negli anni, e ora li ho studiati, ora i quartieri e le case di Stoccolma mi sono famigliari, devo solo documentarli.

Sarà bello essere turista e non importa se c’è lo splendido sole dell’anno scorso o la piogerellina autunnale a cui mi sono abituata negli anni precedenti.

Spero solo di poter fare un paio di foto da un punto panoramico, so che ce ne sono diversi e cercherò di capire il più adatto.

Un sogno è stato accantonato, ma senza rimpianti e senza recriminazioni, forse un velo di tristezza per quello che sarebbe potuto essere, ma non importa, non ho perso niente da quando ho iniziato a sognare, ho solo guadagnato, ho imparato a conoscere un paese come non mi è mai capitato con nessun altro, ho conosciuto persone meravigliose, ho ascoltato storie interessanti, ho fatto viaggi che non avrei mai fatto.

Vivo ancora in Italia, ma non importa, ormai sto sviluppando ottimi anticorpi a questo paese.

Ho ancora 46 corone dalla mia ultima visita e so che quando tornerò dopo questo viaggio riporterò con me altre corone, un modo per pensare che tornerò presto.

Magari un bel viaggio, un po’ più lungo del solito, insieme a tutta la mia famiglia, campeggiando qua e là.

Meno di 10 giorni in 4 anni per amare una città, un paese e una lingua, se non altro il tempo di permanenza negli ultimi due anni è aumentato…
2/4 dicembre 2008 (2) – Blogfesten antelitteram – da sola – pioggerellina fine e cielo coperto quasi tutto il tempo
25/26 ottobre 2009 (1) – 1° Blogfesten – da sola – pioggerellina fine e cielo coperto quasi tutto il tempo
30/31 ottobre 2010 (1) – 2° Blogfesten – da sola – cielo coperto quasi tutto il tempo
13/17 ottobre 2011 (4) – 3° Blogfesten – con le due piccolette – sole, incredibile splendido sole per tutto il tempo

5/8 ottobre 2012 (3) – 4° Blogfesten – da sola – ???

ABC-Stad

Arbete, Bostad, Centrum – Stad

Lavoro, Alloggio, Centro (inteso come servizi e commercio) – Città

Fatta questa scoperta mi si è aperto un mondo.
Il tendere all’utopia è sempre presente nella Svezia di oggi, ma soprattutto è sempre stato presente.
Questo concetto è diffuso sia per le nuove edificazioni sia per quelle preesistenti.
Poi tutto può essere fatto bene o male, ma direi che già negli anni ’60 in Svezia erano anni luce avanti a quanto si faceva in Italia.
In Svezia c’era questa cosa dell’ABC anche per i quartieri di palazzoni del Miljonprogrammet (un milione di nuovi alloggi in dieci anni*), in Italia negli stessi anni e per le stesse esigenze si costruivano dinosauri di cemento (la definizione non è mia) in pieno deserto di infrastrutture (anche primarie come le fognature) e deserto di servizi, robe come il Corviale a Roma, lo Zen a Palermo, le Dighe a Genova o il Gallaratese a Milano.
E’ vero anche che alla Svezia si può rinfacciare il delirio eugenetico che ha portato alla sterilizzazione di massa degli indesiderabili in anni abbastanza recenti e ben dopo gli orrori della seconda guerra.
Perchè la linea che divide utopia e distopia è molto molto sottile e spesso frastagliata, tanto che in alcuni punti tutto si mescola come su una tavolozza e non si riescono a distinguere i colori e i confini.

(*) Questa promessa del “milione di…” l’abbiamo sentita anche qui, ma là alla fine ce l’hanno fatta, qua…

Mal di Svezia

Questo è il momento più difficile, il ritorno alla routine dopo aver visto che vivere più serenamente è possibile.
Non è tutto facile lassù, soprattutto per chi è immigrato e non è svenska nemmeno per metà e nemmeno sposato con uno svenska.
Eppure, nonostante le difficoltà, nonostante una lingua così lontana, il mal di Svezia inizia nel momento stesso in cui ci si prepara per ritornare verso una casa che non è più casa, una casa che è hus e non più hem.
Hem è la Svezia, dove c’è il sole, dove si sta fuori volentieri, dove i bimbi trovano sempre un posto gradevole dove giocare, dove i prati sono davvero verdi e il cielo è davvero azzurro.
Sarà che abito in questa hus nel mezzo della pianura padana dove i colori non ci sono più, dove è grigio anche se la nebbia non riesce più a farsi vedere a Milano, ma sono rimasta incantata dai colori della Svezia.
Forse è meglio se non ci metto piede in primavera, potrei davvero non tornare più quaggiù.