Archivio per gennaio, 2011

E’ natale a casa mia*

Ma a casa mia è ancora Natale! E questo perchè, ormai, il film preferito di Giada è “Festa a casa Muppet”.
Questo film è riuscito a sbalzare Mulan nelle preferenze di Giada dopo decisamente molte settimane di primato incontrastato, primato che deteneva anche nella colonna sonora da sentire in macchina per il tragitto casa-asilo.
E’ un film mio, bellissimo, un film, e non un cartone, perchè protagonista è un attore in carne ed ossa affiancato da tutta la banda dei Muppets che interpreta la storia “Canto di Natale” di Dickens, in assoluto la mia storia di Natale preferita.
Le piccolette chiamano il film semplicemente “Scrooge”, amano molto, Giada in particolare, questa storia in cui il cattivone diventa bravo e non si impressionano per i vari fantasmi (qui i soci defunti di Scrooge sono 2, i fratelli Marley) e spiriti dei natali che compaiono.
E’ un film mio, perchè fa parte della mia collezione di versioni cinematografiche della storia di Dickens (ho anche qualche libro di diverse edizioni).
Per me è inconcepibile un Natale senza guardarne 3 o 4 versioni differenti, ho persino la versione interpretata da Barbie (l’ho guardata una sola volta per dovere).
Quella che amo di più, però, è proprio questa dei Muppets e, quindi, ben venga questo interesse di Giada (che ora ne chiede una copia tutta sua).
L’altra versione che mi piace è il film del 1970, lo guardavo tutti gli anni, l’ultima volta che l’ho visto programmato in tele è stato quando Gaia era arrivata da un mese, era piena notte e io ero sveglia per la pleurite che ancora pensavo fosse solo un mal di schiena insopportabile, Gaia dormiva sulla mia pancia, come sempre, è stato un bel momento, perchè dei dolori alla schiena non ho ricordo, ma il ricordo della tenerezza della mia bimba su di me mentre guardavo il film è indelebile.
L’anno prossimo sarà il tempo di leggere la storia originale, magari in lingua originale…

*citazione da L’Era Glaciale 3 – L’alba dei dinosauri
Verso cantato da Crash e Eddie dopo aver respirato il gas esilerante attraversando l’Abisso della morte.
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Auguri cucciolotta!

Ed ecco anche il post per il tuo compleanno piccola grande quattrenne.
In ritardo, ma solo per continuare i festeggiamenti iniziati ben prima del tuo compleanno.
I regali la domenica mattina, per avere almeno un giorno per goderseli pienamente.
La torta con mamma, papà e una Gaia addormentata il mercoledì sera, giorno reale del tuo compleanno, i festeggiamenti all’asilo il giorno dopo e poi la torta con i nonni il sabato sera.
Sei la piccolina, ma per me hai sempre un anno in più, per me avevi 4 anni già dal tuo terzo compleanno, anche se ancora r o l per te pari sono, la s sfugge, ma guai se noi proviamo ad imitarti, perchè ci correggi e ci fai notare la differente pronuncia, e io ho così la conferma, ancora una volta, che sai già tutto e che reciti la tua parte da piccoletta.
Reciti persino quando fai i capricci e poi mi spieghi perfettamente la logica comportamentale di chiunque ti capiti di osservare, e questo mi fa davvero paura, una piccola Freud per casa che mette a nudo i nostri processi comportamentali è davvero troppo, forse è per questo che reciti così bene, improvvisando.
E poi sei una terribile chiacchierona, quando ti attivi non smetti un attimo, le tue spiegazioni di qualsiasi cosa sono surreali, se fossi all’università avresti tutti 30 solo per sfinimento di chi ti sta ad ascoltare.
Sai che devi imparare tante cose e ora ti sei messa in testa che andrai a scuola quando a settembre inizierà Gaia, comincerai già un anno prima, ma due mi sembrano troppi, anche per una piccola Freud.

Intervallo pubblicitario – problema capelli lunghi, anzi lunghessimi

Non amo la pubblicità e non amo far pubblicità, anche se, quando ero piccola, volevo fare grafica proprio perchè affascinata dal mondo pubblicitario.
Premessa
Io ho sempre avuto i capelli corti, alla maschietto.
Le mie piccolette hanno i capelli lunghi, da sempre, o meglio, da quando gli sono cresciuti, soprattutto Gaia che è nata con la chierica come il suo papà.
Gaia ha capelli lisci ma ribelli, nel senso che si annodano facilmente.
Giada ha capelli lisci refrattari ai nodi, ma che lei nutre regolarmente ad ogni pasto che fa anche se ha la coda e quindi sono sempre impiastricciati.
Fatti
Lavare i capelli a Gaia è sempre stata una tortura per entrambe, devo dire che ha sviluppato una notevole pazienza allo districamento (non sempre), però guai a dire “li tagliamo”, al massimo è concessa la spuntatina per far riprendere vita alle punte.
Da sempre sono quindi alla ricerca di uno shampo che lavi bene e al contempo districhi le matasse.
Ne avevo trovato uno a marchio Sma con l’improbabile nome di Krik e Krok (o simile), che più che uno shampo per bambini sembrava uno shampo per animali, per foma e colori del flacone (giallo alla vaniglia e arancione al mandarino).
Mi aveva colpito la parola “districante” riportata bene in vista sul flacone e io ero proprio alla frutta con Gaia, l’ho comprato, provato e venerato come salvatore dei bagnetti.
Funziona benissimo e se ne usa pochissimo, quindi dura davvero molto e io ho due teste da lavare.
Poi ho iniziato a lavorare a Milano e non ho più lo Sma vicino, profonda disperazione appena terminato l’ultimo flacone di scorta.
E di nuovo la pubblicità, lo shampo di Rapunzel (Garnier) per i capelli magici, ma soprattutto “scioglie i nodi”, io e Gaia ci siamo accese a sentire questa frase e abbiamo deciso di provarlo.
Funziona, funziona a meraviglia come il Krik Kroc, e anche in questo caso ne basta poco.
Scusate la pubblicità, per di più gratuita (se Garnier e Sma vogliono ricompensare questo spot post con una fornitura annuale…), ma sono problemi terreni di chi ha due teste cappellute da lavare frequentemente.

Un tempo lento

Vorrei un tempo lento, senza fretta e senza attese.

Un tempo senza affanni.

Un tempo che sappia concedere altro tempo.

Non ho fretta di invecchiare.

Non ho fretta di vedere le piccolette che crescono.

Non voglio tempo da far passare o da ammazzare.

Voglio un tempo lento da gustare, da guardare, da capire.

Scendiamo in piazza?

Che si fa?
Si scende in piazza, come hanno fatto i belgi*, e si chiede un governo che finalmente si occupi dell’Italia?
O si continua ad aspettare che il grande nano risolva i suoi problemi con la giustizia facendosi fare nuove leggi?

*Loro non hanno un governo ufficiale da poco più di 200 giorni, ma noi non ce l’abbiamo da quando il nano è al potere, e anche prima non è che fosse meglio…

Quello che mi preoccupa davvero di questo schifo di paese

Sono donna,  sono mamma di 2 bimbe.
Lavoro con uomini, anzi ragazzi, perchè a parte i responsabili, il più vecchio ha 28 anni.
Inutile discutere con loro di argomenti come le modelle di 7 anni travestite da Vogue Francia in oggetti sessuali, di questo capiscono solo che le bambine si ritroveranno un “gruzzolo” cospicuo quando saranno grandi e poi sono vestite, mica nude…
E il calendario di Toscani? Le modelle erano maggiorenni, quindi…
E il femminismo? Ma è come essere maschilisti! Io sono per il centro…
E le difficoltà delle donne per trovare lavoro? Ma non è vero, anzi le donne lo possono trovare lavoro più facilmente dei ragazzi, un sacco di locali cercano ragazze di bella presenza per fare le bariste e servire ai tavoli…
E poi è giusto non assumere donne che devono avere bambini, una ditta non può fare beneficenza…
E le lettere ai giornali sugli ultimi sviluppi del nano, indignate perchè a casa propria si può e deve fare ciò che si vuole, anche commettere un reato come pagare prostitute minorenni…

Mi ritrovo molto in questo articolo di oggi sul corriere, mi sembra davvero di voler vivere in un mondo parallelo, qui moralità sembra che faccia rima con imbeccillità, e sembra così antiquato parlare di femminismo e di rigore morale.

Ma sono davvero l’unica rimasta?

Le nebbie di Avalon

Non c’è mago Merlino e la fata Morgana è emigrata da un pezzo in terre nordiche, sono rimaste solo le nebbie.
Ormai è più di una settimana che la nebbia non se ne va e io, che ero milanese, non la sopporto più.
Non sopporto più questo grigio, questo velo fitto che unito agli effetti della mia cheratite è davvero devastante e desolante.
Per di più mi sembra di vivere nel mezzo di una vignetta bianca, c’è la casa e poi il nulla avvolto dalla nebbia.
E poi odio questo freddo non contestualizzato…