Archivio per così per dire

Odio vedere gli uomini che fanno pipì

Lo so, sembra un post un po’ così, ma davvero non ne posso più.

In ogni film c’è almeno una scena in cui un uomo fa pipì, sembra che non facciano altro.

Ultimamente faccio 300km un giorno alla settimana, tutta autostrada e nel mio tragitto mi capita di vedere almeno un uomo che in una piazzola di sosta fa pipì.

E che stress!

Mi sembra l’espressione più bieca e volgare del machismo.

Un’inutile ostentazione, o forse sono solo incontinenti…

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Faccio cose

Sto imparando a fare app android per smartphone con tecnologia nfc per leggere tag rfid.

…e sto anche terminando il mio secondo tirocinio da oss.

…e sono ancora disoccupata e la banca mi stressa perchè ci sono uscite e non ci sono entrate…

Integrarsi

L’integrazione è difficile, essere straniero in un paese straniero è difficile, gli autoctoni non ti accolgono a braccia aperte. E poi c’è l’ostacolo della lingua.

Ma prendiamo una milanese, milanese da generazioni, cresciuta sentendo parlare il milanese, anche se lei spiaccica si e no un paio di parole e al massimo uno scioglilingua.

Trapiantate questa milanese in uno sperduto paesino della val padana, in mezzo alle nebbie, basso varesotto quasi provincia di Novara anche se sempre in provincia di Milano.

Nessun legame con il resto del paese, solo sembrava carina la casa, o meglio era l’unica trovata abbordabile.

Ed ecco che l’integrazione è quasi impossibile, nessuno parla con questa straniera e anche la lingua è un ostacolo perchè il milanese parlato nel paese non è lo stesso milanese di Milano con cui è cresciuta.

Prima la milanese pensava che fosse per i suoi orari, ma quest’anno porta le bimbe a scuola e le va a prendere quando ci sono le altre mamme, e non serve nemmeno essere rappresententante di classe, il dialogo è ridotto al minimo.

E si ritrova così a parlare con altre mamme, le mamme immigrate, quelle che arrivano davvero da un’altra nazione e non solo da 30 km da qui.

Forse sarebbe stato più facile emigrare per davvero…

Bilancio dopo 4 mesi

Ormai sono 4 mesi dal licenziamento.

Per certi aspetti la cosa migliore che mi sia capitata quest’anno.

Mi sto riprendendo la mia vita, ho ancora molte difficoltà perchè il buco nero è dietro l’angolo, anzi è sempre un passo davanti a me e in questo momento di incertezze è troppo facile raggiungerlo. Stare con le bimbe in modo rilassato mi piace, al mattino non ho fretta, non devo correre a prendere il treno, non le devo svegliare all’alba, andiamo a scuola in bici, è tutto molto più rilassato.

Al pomeriggio non devo preparare subito da mangiare, torniamo in bici, possono fare merenda, possono giocare, se abbiamo voglia ci possiamo fermare al parco per una scivolata e un giro di altalena.

E poi ci sono i compiti, ci divertiamo a studiare insieme, la mia attenzione è tutta per loro, stiamo iniziando ad utilizzare le mappe mentali ed è divertente scrivere e disegnare insieme, studiare diventa un gioco, tutto diventa facile.

E poi ricominciamo con il corso d’arte, da lunedì prossimo, il martedì e il giovedì sono impegnati dal karate e il mercoledì e il venerdì dalla pallavolo, il sabato e la domenica compiti e altre ed eventuali.

E io lavoro, studio e imparo a suonare il sax, di giorno, mentre le bimbe sono a scuola. Tra un paio di settimane, alla sera, avrò il mio corso OSS, perchè non si sa mai che lavoro si dovrà fare.

Un passo per volta, un giorno dopo l’altro,…

La mia prima volta di una cup (post molto al femminile)

Ho provato finalmente una cup per il mio ciclo.

Era già da un bel po’ che rimbalzavo tra un blog e l’altro per leggere esperienze e commenti e mi sono decisa, nonostante la mia poca familiarità con il mio corpo.

Mi ha convinto l’igiene che comporta, con i tamponi (interni o esterni) bisogna lavarsi venti volte al giorno per sentirsi in ordine e poi è fastidioso sempre.

Mi ha convinto la motivazione ambientale, solo un oggetto da smaltire alla fine del suo ciclo vitale che è di 10 anni e non di un paio d’ore o una notte al massimo.

Mi ha convinto il risparmio anche se richiede un investimento iniziale di una ventina di euro.

Tra le infinite proposte ho scelto Ruby Cup che oltre ai vantaggi di una cup ha un valore aggiunto. E’ un progetto di tre donne scandinave trapiantato in Kenia, aiuta concretamente la realtà femminile in cui lavora e offre alle ragazze keniote un aiuto concreto.

Mi trovo bene, funziona e mi sento meglio usando la mia Ruby Cup.

Quello che stona è che le cups sono un passaparola tra blogger e non sono pubblicizzati.

Forse perchè una cup dura 10 anni ed è più igienica di un pannolino/tampone che dura due-quattro ore?

Leggere

Manualistica su carta, è più facile scorrere avanti e indietro con semplicità e anche guardare e consultare un paio di pagine non consecutive. in contemporanea.

Saggistica ancora sono indecisa tra digitale e cartaceo, trovo più facile segnare note e sottolineare sul formato cartaceo.

Letture di evasione decisamente digitale, comodo, pratico e facile, anche se mi manca un po’ il senso di “dove sono arrivata” basandomi solo sulla linea della percentuale di pagine lette.

Viaggio tra i pianeti

Ieri siamo state a Milano, le piccolette ed io, per dovere e per piacere.

Il dovere era quello di rirtirare la mia lettera di licenziamento e altri documenti dall’avvocato.

Il piacere è stato quello di un viaggio tra i pianeti al Planetario. Le piccolette lo hanno scoperto due anni fa e da allora cerchiamo di andarci ogni volta che posso portarle a Milano.

Sono state proiettate immagini di Venere, Marte, Titano con riferimenti ad una loro possibile colonizzazione e devo dire che in questo momento non mi dispiacerebbe emigrare così distante dalla Terra. Non mi dispiacerebbe ricominciare addirittura su un altro pianeta.

Lo so leggo troppi libri di fantascienza…

Però colonizzare nuovi mondi, nuovi panorami, nuovi cieli,…

E’ stato un bel viaggio.

Forse la Svezia non è abbastanza lontana da qui…