Archivio per progetto SE

E dopo?

Dopo potrò finalmente dedicarmi seriamente allo studio dello svedese. Non mi servirà per trasferirmi, ma per poter leggere in svedese.

…forse ci siamo, finalmente, probabilmente, manca davvero poco
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Stoccolma

Tra un mese parto ancora una volta per un breve giro in terra svedese (ho già comprato i biglietti dell’aereo, a proposito, rivoglio la tratta di EasyJet Malpensa – Arlanda, non mi piace quella di RyanAir Orio al Serio – Skavsta).

Questo è il mio quinto viaggio, questa volta ho messo da parte il mio sogno, proprio perchè mi sembra solo un bel sogno. Non vado per cercare di capire come posso stabilirmi lassù con la mia famiglia, vado soltanto per me, perchè Stoccolma mi piace, perchè sto scrivendo una tesi su Stoccolma e sugli svedesi, perchè mi piace viaggiare da sola anche se amo la mia famiglia e quando sono in viaggio da sola vorrei che fosse con me, perchè ho voglia di rivedere volti che vedo una volta all’anno o addirittura ogni due anni,…

Forse sarà la prima visita consapevole, so esattamente cosa voglio fotografare e soprattutto so che questa volta voglio fare tante foto, di solito ne faccio poche, non mi piace sentirmi turista, ma questa volta sì, mi porterò una cartina e un itinerario e un elenco di foto da fare, immagini che per il momento vivono nei miei ricordi, ma immagini che mi servono per meglio rappresentare ciò che scrivo.

Turista consapevole, forse meglio ricercatrice, cercherò conferme alla mia tesi, e ora finalmente ne ho una, e cercherò le tracce dei piani per Stoccolma che si sono succeduti negli anni, e ora li ho studiati, ora i quartieri e le case di Stoccolma mi sono famigliari, devo solo documentarli.

Sarà bello essere turista e non importa se c’è lo splendido sole dell’anno scorso o la piogerellina autunnale a cui mi sono abituata negli anni precedenti.

Spero solo di poter fare un paio di foto da un punto panoramico, so che ce ne sono diversi e cercherò di capire il più adatto.

Un sogno è stato accantonato, ma senza rimpianti e senza recriminazioni, forse un velo di tristezza per quello che sarebbe potuto essere, ma non importa, non ho perso niente da quando ho iniziato a sognare, ho solo guadagnato, ho imparato a conoscere un paese come non mi è mai capitato con nessun altro, ho conosciuto persone meravigliose, ho ascoltato storie interessanti, ho fatto viaggi che non avrei mai fatto.

Vivo ancora in Italia, ma non importa, ormai sto sviluppando ottimi anticorpi a questo paese.

Ho ancora 46 corone dalla mia ultima visita e so che quando tornerò dopo questo viaggio riporterò con me altre corone, un modo per pensare che tornerò presto.

Magari un bel viaggio, un po’ più lungo del solito, insieme a tutta la mia famiglia, campeggiando qua e là.

Meno di 10 giorni in 4 anni per amare una città, un paese e una lingua, se non altro il tempo di permanenza negli ultimi due anni è aumentato…
2/4 dicembre 2008 (2) – Blogfesten antelitteram – da sola – pioggerellina fine e cielo coperto quasi tutto il tempo
25/26 ottobre 2009 (1) – 1° Blogfesten – da sola – pioggerellina fine e cielo coperto quasi tutto il tempo
30/31 ottobre 2010 (1) – 2° Blogfesten – da sola – cielo coperto quasi tutto il tempo
13/17 ottobre 2011 (4) – 3° Blogfesten – con le due piccolette – sole, incredibile splendido sole per tutto il tempo

5/8 ottobre 2012 (3) – 4° Blogfesten – da sola – ???

Mal di Svezia

Questo è il momento più difficile, il ritorno alla routine dopo aver visto che vivere più serenamente è possibile.
Non è tutto facile lassù, soprattutto per chi è immigrato e non è svenska nemmeno per metà e nemmeno sposato con uno svenska.
Eppure, nonostante le difficoltà, nonostante una lingua così lontana, il mal di Svezia inizia nel momento stesso in cui ci si prepara per ritornare verso una casa che non è più casa, una casa che è hus e non più hem.
Hem è la Svezia, dove c’è il sole, dove si sta fuori volentieri, dove i bimbi trovano sempre un posto gradevole dove giocare, dove i prati sono davvero verdi e il cielo è davvero azzurro.
Sarà che abito in questa hus nel mezzo della pianura padana dove i colori non ci sono più, dove è grigio anche se la nebbia non riesce più a farsi vedere a Milano, ma sono rimasta incantata dai colori della Svezia.
Forse è meglio se non ci metto piede in primavera, potrei davvero non tornare più quaggiù.

In Terra di Svezia

Biglietti fatti!
Anche per quest’anno non mi farò mancare il tradizionale pellegrinaggio in Terra di Svezia.
L’occasione è il BlogFesten 2011, ma in realtà forse me lo perderò per un paio di settimane, vedremo i conteggi finali sulle votazioni per le date.
Non importa, non volevo perdermi una strepitosa offerta di RyanAir e altre congiunzioni astrali favorevoli che quest’anno mi permetteranno di passare in Terra Promessa non le solite scarsissime 24 ore, ma ben 5 giorni, voli compresi, e perdipiù, rullino i tamburi, sarò in compagnia delle mie ormettine.
G&G verranno con me, il papà a casa a riprendersi da queste ultime due settimane di agosto in loro compagnia.
Io e le piccolette in viaggio, per la prima volta in terra straniera, per la prima volta in aereo, per la prima volta un viaggio solo noi tre.
Un miscuglio di prime volte, perdipiù, farò saltare a Gaia ben 3 giorni di scuola nel suo primo anno di elementari, ma penso che il viaggio sarà comunque un’esperienza arricchente anche per lei.
Probabilmente sarà una delle poche bimbe italiane senza discedenze scandinave, di prima elementare, a saper indicare la Svezia su una cartina geografica e a saperne anche indicare la capitale.
Per 5 giorni di ottobre noi saremo lassù, sono davvero contenta e ho anche motivi di studio molto validi per andarci, spero di trovare un po’ meno della pioggerellina grigia che trovo di solito, perchè devo assolutamente fare tante foto, non solo alle mie ormettine, ma anche agli oggetti studio della mia tesi, un paio di quartieri a Stoccolma e uno a Linköping.

Che bello!

Lettere a caso?

Ci risiamo, con lo svedese intendo.

Ho ancora le ultime due settimana di malattia da sfruttare fino in fondo e allora ributtiamoci a capofitto sullo svedese.

Penso che giocare a Scarabeo in svedese possa essere relativamente facile, basta mettere vicine le lettere che in italiano non penseresti mai di poterle leggere come una parola di senso compiuto e voilà ecco “omöjlig” che per l’appunto vuol dire impossibile.

Mi sono quasi abituata ai postfissi “en” ed “et” al posto dell’articolo, però quando mi capitano queste parole che proprio non riesco a imparare un po’ mi scoraggio.

Ma tiremm innanz!

41 anni e due bimbe: fiducia accordata!

Incredibile vero?
Quelli che solitamente sono punti a sfavore mi hanno permesso di avere fiducia per la mia tesi.
Avevo due professoresse in ballottaggio, una era la preannunciata tesi sulla migrazione italica in Svezia e poi, a sorpresa, proprio sul fotofinish, si è fatta avanti questa proposta, una proposta davvero interessante e da non sottovalutare in vista di un possibile dottorato di ricerca in terra di Svezia e anche di possibilità professionali in genere anche qui.
Un tema davvero interessante e nuovo, futuro futuribile, bello!
E così ho finalmente scelto e sono finalmente al lavoro su questa nuova tesi.
A breve i dettagli.

Jante insegna

Alcune considerazioni post Blogfesten.
Ha ragione Jante, chi credo di essere?
Pensare di trasferire una famiglia in un paese dove non abbiamo radici, ma solo alcune affinità, non è facile, soprattutto perché non abbiamo niente da offrire a questo paese, abbiamo solo una quasi laurea in architettura con una decennale esperienza in banale programmazione asp, e quasi trent’anni da operaio, e due figlie che speriamo diventino meglio di noi, più brave, più determinate, più preparate.
Tutti i partecipanti al Blogfesten avevano molto più di noi da offrire al paese ospitante, lauree interessanti, studi interessanti, personalità e preparazione.
Noi non abbiamo nemmeno capitali che ci permettano di provare.
Non è un vero e proprio abbandono del “progetto SE”, però, di sicuro bisogna guardare obiettivamente la realtà.
Di tutto questo mi resta la conoscenza meno superficiale di un paese interessante che fino a due anni fa mi era praticamente sconosciuto, l’approccio ad una lingua con strani suoni che è sicuramente molto più musicale di quanto mi aspettassi, e l’aver conosciuto e incontrato persone speciali, generose, ricche di esperienze interessanti.
Mi rimane anche la volontà di migliorare, migliorare si può sempre, anche a 41 anni, anche con una vita che sembra incastrata e che sicuramente è stata condizionata da eventi esterni, c’è una laurea che mi aspetta, la possibilità di migliorare le mie conoscenze lavorative, la possibilità di crescere.
La certezza che devo offrire possibilità alle piccolette e fargli vedere che c’è un mondo fuori da qui che le aspetta.
Hej då! Vi ses!