Archivio per maggio, 2010

Ricatti morali

“Gaia, ma tu mi vuoi bene?”
“Sì”
“Allora perchè non mi disegni Saetta Mac Queen?”
“Adesso te lo disegno”
“Sì, ma mi devi insegnare come si fanno le macchine”

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Soliloquio in un’agenzia per il lavoro

Non so perchè, ma mi sono rimessa a caccia di lavoro.
Sono andata in un’agenzia di lavoro iterinale, tanto per iniziare.
Il colloquio, anzi soliloquio, con una donna, è andato più o meno così:

“Lei ha già una posizione aperta presso di noi, quindi si tratta solo di aggiornare il suo cv”

“Va bene”

“Noi lavoriamo principalmente per la produzione, quindi cerchiamo soprattutto operai e magazzinieri”

…allora è per questo che in due anni non avete mai chiamato mio marito, perchè operaio e magazziniere…

“Qui ci sono 28 esami in architettura, si è laureata?”

“No, però gli esami sono completati e sto preparando la tesi”

“Lavora sempre nel settore informatico?”

“Sì, da circa 2 anni lavoro in nero”

“Con che tipo di contratto? Occasionale, partita iva, a progetto?”

“Lavoro in nero, senza contratto”

“Quindi non in regola?”

…in nero, quello vero, quello che trovi dopo che hai figli, quello dove ti pagano in contanti ogni 15 giorni, quello dove non c’è malattia, ferie o permessi, quello dove se ritardi di mezz’ora perdi soldi, quello dove se stai a casa per studiare un po’ perdi soldi, quello dove fai sempre i conti della serva per vedere se  e quanto puoi permetterti di perdere qualche ora di lavoro per investirla in tempo per te e ti accorgi che le ore che fai non sono mai abbastanza, nero quello da medioevo, quello da invisibili, quello che non compare in nessuna statistica di produzione, quel nero lì, quello che in italia non c’è, quello che, se senti il governo, è solo per gli extracomunitari, quello da cui fai fatica ad uscire perchè è come se per due anni non avessi mai lavorato, ecco quel nero…

“Vedo che ha una figlia piccola”

…ho portato il cv preparato per il CerVello di mamma e papà con ben evidenti le mie capacità acquisite con la maternità, ormai uso sempre questo…

“Due…”

“Ma… è organizzata? Vanno all’asilo?”

…io sto già lavorando a tempo pieno, in nero, ma sto lavorando, quindi sono organizzata, ho due robot che non hanno bisogno di manutenzione quasi mai…

“…”

“Ho inserito i dati, se capita qualcosa la chiameremo”

L’agenzia è Adecco di Busto Arsizio, sconsigliata per tatto e sensibilità e palese disinteresse per il lavoro che svolgono e per le persone che si rivolgono a loro.

Amarsi

Oggi ho fatto la “voce della mamma”…
A pranzo ero seduta in un locale a leggere e mangiare, nel tavolo a fianco 2 ragazze stavano ripassando la loro lezione, o forse preparavano la maturità. Le ascoltavo mentre veloci esponevano concetti conosciuti, forse un po’ troppo veloci, ma forse avevano un po’ di cose da preparare.

All’improvviso il telefono di una delle due suona e la sento dare mille spiegazioni sul perchè era lì, in quel locale con la sua amica a studiare, penso che la sua mamma sia un po’ troppo stressante e mi riprometto di non fare così con le mie quando avranno 18 anni o giù di lì.

Poi capisco che non sta parlando con la madre, ma con il suo ragazzo e questo mi fa venire la pelle d’oca e un brivido che corre sulla schiena. No, non può essere, è una ragazza carina, non può essere vero, poi la ragazza piange e si scusa con il ragazzo. Mette giù e ha ancora le lacrime agli occhi.

Mi alzo la raggiungo e parliamo un po’.

Mi sono sentita mamma e adolescente allo stesso tempo.

Spero di essere il suo tarlo per un po’, spero che riesca a liberarsi da questa gabbia, spero che riesca a farsi aiutare, spero di non leggere mai il suo nome negli articoli di cronaca, spero che lei e la sua amica riescano a viaggiare insieme e libere, spero che riescano a vivere i loro sogni.
Spero che riescano ad amarsi e poi troveranno l’amore, quello vero e non la maschera della gelosia, che non è amore, ma solo violenza. Una violenza subdola che spegne i sogni.

Non mi è mai capitato di sentirmi così partecipe, nè di ascoltare le conversazioni altrui, ma erano troppo vicine e poi la solita frase “potrebbero essere le mi figlie”, effettivamente sì e ho più del doppio dei loro anni, non so perchè, ma davvero mi sembra uno spreco enorme che due vite così potenzialmente belle si lascino chiudere in gabbia nella speranza che i loro aguzzini cambino, non sono riuscita a starmene lì con il mio libro e sentire due vite buttarsi via senza far nulla.

Spero che riescano ad amarsi più di così.

Un’altra strada

Il palloncino non ha funzionato molto, mi sono persa un po’ per strada, per colpa mia e per altri incidenti di percorso come la cheratite.
Mi è stato proposto l’intervento di sleeve gastrectomy, in pratica il mio stomaco diventerà un tubo.
Ho letto, ho parlato con il chirurgo, ho parlato con altri sleevati e mi sembra una buona soluzione, adatta a me.
5 giorni di ospedale, 3 comunque li dovrei fare già per la rimozione del palloncino, il mio desperate househusband che invidia il fatto di potersi riposare un po’ e vorrebbe andare al mio posto, e io che penso, invece, al sondino che dovrò tenermi per 3 giorni, oltre a flebo e all’anestesia generale. Ma se dopo rinasco va tutto bene…

Tombolarsi

Dal Giadese -> innamorarsi

E per sposarsi ci si prende per mano e si balla un po’…

Gaia è innamorata di Giada e Giada delle principesse e delle bestie (“La bella e la bestia”) e anche dei ranocchi (“La principessa e il ranocchio”)

Desperete househusband

Ore 6.10 – interno camera + bagno
Gi “Devo fare la pipì”
M “Andiamo”
Ga “Mamma, anch’io”
Gi “Mamma, posso accendere la luce?”
M “No, papi dorme”
Ga “L’ha accesa mamma, la spengo?”
M “No, ormai non fa niente e poi ci serve”
Ga “Mamma ho i capelli che sembrano carne” (sbrodolamento da tachipirina)
M “Li laviamo nel lavandino”
Ga “Mammaaaa, mi ha bagnato il pigiama!”
M “Tanto adesso ci dobbiamo vestire”
M “Andiamo ad asciugare i capelli in camera” (dove il papà continua a ronfare)
Gi “Mamma perchè c’è il pavimento bagnato”
P “Dove è bagnato??”

2 giorni, 1 famiglia a 1/2, 2 figlie uniche, 2 genitori single

Perchè abbattersi e non cogliere l’opportunità offerta da una situazione avversa?
Per affinità, in famiglia ci si divide spesso, incosapevolmente, nella coppia mamma – Giada e papà – Gaia.
E allora per una volta ci siamo scambiati le figlie e io mi sono portata via Gaia per 2 giorni e il papà è rimasto a casa ad accudire la piccoletta con la febbre.
Tutto questo per provare a rafforzare i legami.
Poteva andare meglio e poteva andare peggio, purtroppo io e Gaia abbiamo avuto 2 giorni di acqua e questo forse non ci ha aiutato molto, ci sono stati attimi belli e attimi, lunghi, di capricci o quanto meno di nervosismo e inquietudine, che Gaia sia una bimba amplificata (come leggo su genitoricrescono) e quindi devo cambiare approccio? Studierò…
Giada cercava un po’ la mamma, ma ieri sera mi ha anche detto che con papà è stata bene e quindi direi che almeno su questo fronte le cose non sono andate tanto male. Mi aspettavo un po’ di broncio e, invece, è stata molto dolce e coccolosa e mi ha accarezzato davvero molto.
Forse bisogna cercare di portare Gaia in giro più spesso, anche senza sua sorella, c’erano molti altri bimbi, ma non è entrata in relazione praticamente con nessuno, nonostante sia stata invitata a giocare da più di una bimba, è un po’ chiusa e introversa, pensavo che bastasse l’esperienza nido e asilo, ma evidentemente così non è.
Si accettano suggerimenti…