Archivio per obesità

Pregiudizi ponderali occulti

Quando mi capita di dire che ero obesa (nemmeno poi così tanto tempo fa) spesso mi sento dire “non si direbbe”
Non so se questo vuole essere un complimento o è vero stupore nel vedere che un ex-obeso ormai normopeso non è dissimile da un normopeso qualsiasi.
Non so cosa ci si aspetti da un ex-obeso che ora è normopeso, soprattutto con i vestiti indosso.
Sotto, è vero, la differenza c’è, la pelle cascante che non si riempie più di ciccia, ma con i vestiti indosso che differenza ci può mai essere?
Il pregiudizio nei confronti di noi obesi c’è e si sente anche quando noi obesi siamo normopeso.
Ci sono barriere e un noi e un loro anche quando visivamente non c’è più differenza.
Più ci penso e più quel “non si direbbe” mi suona come un pregiudizio.

Un anno dopo

In ritardo di qualche giorno, ma la foto è del 22 giugno, un anno esatto dopo.

Di questa sleeve e di questo dopo sleeve ho già detto tutto, ora lascio parlare le immagini, quella che mi sono fatta il giorno prima dell’intervento, e quella fatta un anno esatto dopo, 43 chili in meno dopo, lo spazio grigio a destra è lo spazio in meno che occupo, anche in foto,

un anno dopo

Che ne dite? Sono cambiata un po’?

Acqua

Stamattina ho accompagnato le bimbe e poi sono andata in piscina!

In piscina, finalmente, dopo davero troppo tempo che non ci andavo, ho avuto delle emozioni nuove ora che il mio peso è più accettabile. E poi alle 9 del mattino ci sono quasi esclusivamente pensionate donne, forse le donne ci tengono un po’ di più allo stare bene, o forse è stato un caso.

E’ stato davvero bello, una bracciata dopo l’altra e accorgersi di essere decisamente fuori forma, ma questo lo sapevo già.

L’acqua è il mio elemento, mi piace l’acqua che mi circonda, mi piace l’acqua sopra e sotto di me.

E poi, finalmente, il mio accappatoio è molto avvolgente, prima dovevo tenermelo stretto stretto, ora, invece, mi basta la cintura e mi avvolge completamente, è grande, enorme e ora mi vergogno molto meno del mio corpo, c’è ancora un problema di braccia e di gambe, ma le metteremo a posto, la piscina è il primo passo.

E poi potersi permettere la piscina alle 9 di mattina è davvero una cosa imperdibile, mi sto coccolando in questo scampolo di malattia, ed è proprio bello avere un po’ di tempo per sè.

Educare all’obesità

La mamma trangugia un bicchiere di Coca-Cola con una fettina di limone in pochi secondi, la figlia la vuole imitare, la mamma la incita. E’ uno dei momenti sereni in cui si trovano solo loro due, è un momento di complicità.

Un altro momento così “felice” è il panino del sabato pomeriggio, un panino raffinato, non il solito pane e salame, ma pur sempre un panino e la promessa di mangiare tutto a cena “sennò poi la nonna lo capisce che abbiamo mangiato”.

E l’aperitivo a base di tartine della domenica mattina nel bar bello un po’ più distante da casa e la solita promessa anche se sono già le 11 e si mangia dopo nemmeno 2 ore.

I risultati di questa educazione non si vedono necessariamente subito, a volte anche a distanza di anni, l’importante è piantare bene i semi, l’importante è rendere i momenti legati al cibo gli unici momenti speciali, così il cibo diventerà un sereno rifugio, permetterà di ritrovare i sapori dell’infanzia serena.

E’ così che si educa all’obesità.

La percezione di sè

Mi ero lasciata quasi 20 anni fa, mi ero rivista per poco circa 12 anni fa.

Ora mi sto rivedendo, poco per volta, specchiarsi è ancora difficile, la paura degli specchi non è svanita insieme all’obesità e quindi ancora sfuggo. Poi a volte mi capita di soffermarmi davanti, abbiamo uno specchio che permette di riflettersi interamente proprio all’ingresso e così ho scoperto che il sedere enorme di prima è svanito, è ancora un sederone, certo, però ora mi posso guardare senza che lo sguardo sfugga da un’altra parte.

La cosa più difficile è rivedere il proprio volto, sono passati davvero molti anni dall’ultima volta che mi sono “guardata” davvero allo specchio, mi sono ritrovata un po’ invecchiata, con qualche occhiaia, ho tagliato i capelli e me li sono tinta di nero, ho un viso decisamente più maturo di quello che ricordavo, però non è più deformato dall’obesità, ho anche ritrovato il mio collo.

Ora posso guardarmi e conoscere e ri-conoscere questa nuova me.