CV e maternità

Nel 2008, quando ancora non mi ero arresa a questo status quo e speravo ancora che l’Opportunità potesse accadere anche a me, bastava solo volerlo e crederci e lavorare, riflettevo sul ruolo di madre che lavora. In particolare volevo scrivere il mio curriculum, un curriculum che mettesse in luce, ovviamente, le mie qualità, qualcosa che evidenziasse le capacità acquisite nei miei 3 anni precedenti, quando un lavoro vero non ero riuscita a trovarlo, ma quando la mia maturità professionale, le mie capacità decisionali, la mia intraprendenza, la mia capacità di perseguire progetti a breve, medio e lungo termine avevano raggiunto livelli mai visti. Purtroppo riflettevo anche sul fatto che la causa di tutte queste capacità improvvisamente amplificate era la cosa che, se volevo avere qualche chance di arrivare ad un colloquio, dovevo tenere nascosta.

Alla fine del 2005 ero diventata madre e all’inizio del 2007 ero diventata bi-mamma e, per quanto io non abbia mai smesso realmente di lavorare, questa era una cosa che di fatto mi metteva al di fuori del mercato del lavoro (e lo sono tutt’ora, anche se tutt’ora lavoro a tempo pieno), questa era la cosa da non scrivere, da non menzionare nè nel curriculum nè in caso di insperato colloquio, e questo, anche se essere bi-mamma mi aveva di fatto trasformato e sicuramente reso migliore come persona e come lavoratrice.

Per chi volesse leggersi il post di allora lo trova sul vecchio blog cliccando qui.

Ora c’è questa bellissima iniziativa di Genitori Crescono, come non aderire?

Il CerVello di mamma e papà

La Stampa ne parla qui

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14 commenti»

  Blanka wrote @

Ciao, vedo le date….. è passato il tempo ma la tema è attuale. x me ora specialmente! dopo lungo tempo di pausa sto scrivendo curriculum x trovarmi lavoro, la amministratrice…. mi piace tanto! non sapevo come descrivere il mio lavoravo a casa. :-) Grazie

  orma wrote @

Hello friend,

That new book I’ve just read seems to be really amazing, it’s just has to be on your list! Please read it here http://hold.soundcitymusicgroup.com

orma

  M di Ms wrote @

Io dico sempre che sono amministratrice delegata di una piccola azienda famigliare. Un abbraccio.

M di MS

  TopGun wrote @

è così che va, o che dovrebbe andare almeno, per far si che le cose vadano nel miglior modo possibile.

  andima wrote @

“pochi si rendono conto che la famiglia è un azienda.”

TopGun, non potevi dirlo in modo migliore!

  Carin wrote @

Orma. Sono stata molto fortunata con un capo che mi ha sempre appoggiato.Poi dove lavoro siamo due donne vice presidi che possiamo dare appoggio l’una all’altra. Siamo forti insieme anche “contro” il capo. Poi ho un marito che divide veramente tutti gli aspetti di essere una famiglia con me. Ci sono periodi della nostra vita quando abbiamo avuto figli e lui ha studiato e così io ho preso più responsabilità della famiglia e adesso lui fa quasi tutto a casa, visto che io a volte parto alle otto di mattina e torno all nove di sera, o devo stare via una settimana. Lui fa la spesa, cucina, prende cura dei bambini, pulisce la casa… tutto. Non so bene com’è in Italia adesso, ma per una donna questo appoggio è indisensabile perché una donna in carriera deve mostrare mille volte più di qualsiasi uomo, deve essere sempre a disposizione ed essere sempre di buon umore e pronta a risolvere ogni situatione di irritazione con calma e la famosa vena sociale che si dice che le donne hanno dalla nascità. Un altro aspetto è quello che scrive TopGun, che le donne non sono tanto brave in aiutarsi tra loro. Ma devo dire che è difficile non cambiare quando uno arriva ad una certa posizione perché ci sono tanti aspettative su una donna che non ci sono su un’uomo. Ho letto un bel libro svedese che tratta delle diverse parti che una donna può fare nello spettacolo che si chiama posto di lavoro. O sei la bella che vieni trattata bene se agisci un po’ alla vamp, o sei quella efficace che fa tutto il lavoro per tutti o se non vuoi seguire quel gioco diventi la copia del maschio. Non mi ricordo tutti i tipi che hanno menzionato ma c’è molto da imparare da quel libro! io vedo ogni giorno che c’è quella lotta di rimanere te stessa. Ci vuole tanto corraggio, tanta volontà e tanta forza. Poi un vantaggio in Svezia è sempre che i diritti di lavoro sono molto forti`, ma io penso che la maggior parte delle donne che cambiano lavoro, che non ce lo fanno più`lo fanno per questi fattori sottili difficili da spiegare e di cui è quasi impossibile trovare prove.

  TopGun wrote @

finché le donne in Italia, in tanti casi, per raggiungere la ribalta ci stanno a rendersi oggetti…e quando raggiungono posizioni di rilievo si comportano da uomini sarà tosta.

  orma wrote @

@Carin
Sei davvero bravissima! La lingua non ti limita affatto, ti sei espressa benissimo e sei davvero una donna in gamba, gestire una famiglia di 4 figli e un lavoro impegnativo e importante come il tuo non è da tutti. Ti ammiro molto e i tuoi commenti sono sempre molto apprezzati.
Purtroppo le donne non possono mai abbassare la guardia in nessun paese…

  Carin wrote @

Mi dispiace se ho scritto qualcosa brutto, so com’è la situazione in Italia e fa proprio arrabbiare! La lingua mi limita, non riesco ad esprimermi bene.

Era così anche qui non tantissimo tempo fa e ancora molte donne hanno paura di dire che hanno o vogliono avere figli. Molti datori di lavoro chiedono lo stesso, anche se c’è una legge che dice che è vietato. Volevo dire che anche qui può essere uno svantaggio parlare di famiglia e specialmente bambini, ma che io lo faccio lo stesso e fino adesso è andato sepre bene. E una bellissima iniziativa da Genitori Crescono e spero che abbia effetto. Anche le donne svedesi hanno bisogno di più corraggio quando si tratta di queste cose. Poi io so benissimo che non si può paragonare i due paesi quando si tratta dei diritti delle donne. Forse ha anche da fare con il fatto che le donne svedesi cominciavano a lavorare già negli anniquaranta/cinquanta.

  orma wrote @

@Top
Grazie

  orma wrote @

@Carin
Purtroppo qui in Italia la maternità è vista come un handicap pesantissimo per i datori di lavoro, una donna, qui, è discriminata sempre, quando non li ha perchè li potrebbe avere e quando li ha perchè per i datori di lavoro sono un impedimento.
Spesso, qui, se riesci ad arrivare ad un colloquio ti fanno firmare un foglio di dimissioni in bianco per quando sarai incinta.
Questo è uno dei motivi per cui vorrei trasferirmi in Svezia.

  TopGun wrote @

@Carin in Svezia la legislazione e la cultura che avete sulle pari opportunità (e pari doveri) è diversa.

perché oltre alla maternità, ci si può assentare dal lavoro anche per paternità .
in Italia non è così.

  Carin wrote @

Ma sai che forse sono stupida, ma il fatto che riesco a portare avanti una famiglia con quattro bambini è una cosa che ho sempre messo in evidenzia sia nel CV che nell’intervista che si fa qui in Svezia quando uno fa domanda per un lavoro. Specialmente quando si tratta di un lavoro come capo. L’unica “paura” che un datore di lavoro mai espresso è che le madri spesso devono stare a casa se i bambini sono malati. (Il che però nella famiglia mia principalmente è il compito del mio marito perché lui ha un lavoro più flessibile).

  TopGun wrote @

bellissimo post.

pochi si rendono conto che la famiglia è un azienda.
mia madre è capitano d’industria :D

metticelo nel CV.

Capitano d’industria con 3 unità alle dipendenze :)


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