Archivio per gennaio, 2012

Finalmente 5, ancora?

Eh già! Questa cosa di avere 14 mesi in meno è un po’ una fregatura, alla fine sei sempre più grande, è già da un po’ che per me hai 5 anni. Ti piace farti chiamare “cucciolotta della mamma” e a me piace chiamarti così, anche se poi ti vedo sempre grande, più grande di quanto sei davvero. Sarà per i tuoi discorsi seri che iniziano sempre con la tua manina aperta e tu che dici “Aspetta…”, sarà che capisci persone e situazioni come nemmeno uno psicologo saprebbe fare, sarà che ci aspettiamo che tu faccia esattamente quello che fa tua sorella e quindi anche i tuoi compitini sono più difficili dei suoi. C’era il sole e il vento di Föhn che ci regalava un’anticipo di primavera: tu. Ti amo cucciolotta della mamma.

Da dove arriva???

Mamma: “Domani mattina facciamo un po’ di letterine”
Giada*: “No! Io pensavo le facevamo prima, tipo stasera. Se facciamo prima le cose noiose, poi possiamo giocare”
*5 anni tra 6 giorni

Il lettone

Giada non ha mai dormito nel lettone, si è abituata da subito e molto volentieri a dormire nella sua culla prima, nel suo lettino dopo e nel suo letto poi.

Ma da poco dopo il trasloco (un anno fa) le incursioni notturne si sono fatte sempre più frequenti, ogni scusa è buona, epistassi, sete, pipì, o anche niente, tra le 3 e le 5 è ormai certo che arriverà, a volte con tutto il suo zoo, a volte da sola.

Due le eccezioni: la settimana prima di Natale, al mattino si è svegliata convinta fosse Natale e convinta che avrebbe trovato i regali, ha avuto la sorpresa che mancavano ancora 7 giorni a Natale, il suo dispiacere più grande è stato lo sforzo inutile di essere rimasta nel suo letto tutta la notte. La settimana dopo, tra il 24 e il 25 ha dormito nel suo letto, a dimostrazione che è questione di volontà (le avevamo detto che Babbo Natale non sarebbe passato se non la trovava nel suo letto).

Poi basta, il miracolo non si è ripetuto nemmeno per la befana.

Il problema grosso è la precisa volontà di dormire nel nostro letto, volontà espressa chiaramente e in tutti i modi.

Stasera, al momento di preparare il nostro letto ha detto: “Lo faccio io, così se lo faccio è il mio letto!”

E’ caduto!

Il primo dentino di Gaia è caduto!

E’ passato davvero un bel po’ da quando ha iniziato a dondolare e stamattina è finalmente caduto, dietro ci sono già due nuovi dentoni pronti a dare il cambio.

Era ieri che esultavamo per il primo dentino e ora eccolo qui dopo poco più di cinque anni di onorato servizio.

Ovviamente Giada è nera di rabbia, perchè ora sua sorella è un po’ più grande…

Un’altra volta

“Basta! Vado via, visto che non mi volete!
Mamma, c’è buio fuori?”

“Sì, amore”

“Allora vado via un’altra volta”

…mmmh, inversione di ruoli

“Mamma, posso fare i compiti?”

“Ma no amore, c’è tanto tempo ancora, gioca un po’, li potrai fare domani!”

Forse ho sbagliato ruolo…

Una storia d’amore

Lo zio Mario è stato uno zio severo, poche parole, bastava il suo sguardo per mettere in riga me e i miei 2 cugini. Parco di gesti d’affetto, distante forse, così lo sentivo.

Ora è lo zione, quello che mi chiama per sapere come va, come sto io, come stanno le piccole e, soprattutto come sta andando con la tesi, quasi come un papà impaziente di vedere l’ultima figlia laureata, la pecora nera del gruppo o forse la pecorella smarrita, ora mi parla, e ha gesti affettuosi. Ieri è stato qui da noi, è stata la prima volta che ha visto la nostra casa, piccola rispetto alla sua e a quella dei miei cugini. Abbiamo parlato tanto, in una giornata abbiamo condensato i racconti di una vita intera, anzi di più vite. Mi ha raccontato la storia di suo padre, la sua, quella di suo fratello, tante cose che nemmeno immaginavo. E dire che ci vedevamo ogni domenica…

Ma all’epoca lui era lo zio severo, ora è lo zione, solo… 5 anni fa mia zia se n’è andata, improvvisamente, inaspettatamente, pochi giorni di ospedale, è stata la prima volta che mi ha chiamato mio zio, prima mi chiamava sempre mia zia, solo da quello ho capito che stava succedendo qualcosa di grave e di brutto.

Ieri aveva le lacrime agli occhi quando mi ha detto che la loro è stata una bellissima storia d’amore. Erano genitori, ma erano prima di tutto una coppia, una coppia complice, affiatata, una bellissima coppia per quarantanni. E’ stato strano sentire mio zio che parlava d’amore, ho ancora il ricordo dello zio severo, sulla sua poltrona con il giornale, è stato strano vedere le sue lacrime composte, dietro il fazzoletto, seduto sul mio divano, sono passati 5 anni e ancora non ci sembra possibile.