Archivio per così per dire

Odio vedere gli uomini che fanno pipì

Lo so, sembra un post un po’ così, ma davvero non ne posso più.

In ogni film c’è almeno una scena in cui un uomo fa pipì, sembra che non facciano altro.

Ultimamente faccio 300km un giorno alla settimana, tutta autostrada e nel mio tragitto mi capita di vedere almeno un uomo che in una piazzola di sosta fa pipì.

E che stress!

Mi sembra l’espressione più bieca e volgare del machismo.

Un’inutile ostentazione, o forse sono solo incontinenti…

I bambini nei cortili dei condomini? Perchè no

Bambini al centro dei condomini in Svezia

Bambini al centro dei condomini in Svezia

Forse sta iniziando a cambiare qualcosa, è strano che una cosa così semplice, ma soprattutto in tempi di crisi, un qualcosa che può portare un sensibile miglioramento alla qualità della vita senza reali investimenti, debba essere richiamato all’attenzione dall’alto e non sia invece un’esigenza partita dal basso. Riportare i bambini nei cortili delle case e non solo nei co-housing è davvero un qualcosa che può aiutare e fare stare meglio tutti. Purtroppo una delle prime cose che vengono stabilite nelle assemblee dei superblindati condomini è proprio il divieto al gioco dei bambini. La cosa più incredibile è che spesso siano proprio i condomini con figli a porre il veto con maggiore veemenza, senza nemmeno rendersi conto di andare contro i propri stessi interessi. I bambini non sono piccoli adulti, non sono nemmeno un qualcosa da nascondere dentro le mura, occorre una cultura più aperta alla famiglia, famiglia intesa nel senso di persone adulte (una o più) con minori (uno o più), occorre anche andare incontro alle esigenze dei bambini che sono la possibilità di correre e giocare all’aria aperta con qualsiasi condizione meteo.

Riflessioni dalla lettura della notizia:
Rimini ai proprietari di case«Bambini sempre liberi di giocare» Le nuove norme di polizia urbana invitano i condomini a non vietare lo svago degli inquilini più piccoli – «Lo chiede la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia»

Nostalgia di Svezia

Il 2013 è stato il primo anno senza Svezia dopo 5 anni consecutivi, mi è mancata, mi manca. E poi non ne scrivo nemmeno più, la tesi l’ho finita e l’ho discussa. Un paio di settimane fa ho fatto il mio bel figurone al corso OSS, la materia era sociologia (una conferma in più che ho sbagliatop corso di studi, ma non è mai troppo tardi) e ho parlato della mia Svezia, ho affrontato più le ombre delle luci, ma vabbe’ ho comunque parlato di Svezia monopolizzando una parte di lezione, mi sono divertita e mi sono sbloccata un po’ di più sul parlare in pubblico.

In ogni caso ho decisamente nostalgia di Svezia anche perchè non so ancora quando ci potrò tornare, e allora ho preparato le kanebullar.

Mi piacciono troppo, in casa piacciono solo a me, ma non fa niente, le ho preparate lo stesso.

Ho modificato solo l’interno, insieme a burro, zucchero e cannella ho aggiunto delle mele stracotte e frullate.

Buonissime.

E la Svezia continua a mancarmi.

Oggi nevica

Ieri ho depositato la tesi.

s-composizione di un quartiere modello: Hammarby Sjöstad, Stockholm

La discussione avverrà il 16 dicembre.

Dai ringraziamenti:
Gli amici svedesi, Mauro Boffardi e la famiglia Balorso in primis per l’ospitalità e la condivisione delle esperienze e tutto gli altri nodi della rete dei blogger italiani in Svezia.

Viaggio tra i pianeti

Ieri siamo state a Milano, le piccolette ed io, per dovere e per piacere.

Il dovere era quello di rirtirare la mia lettera di licenziamento e altri documenti dall’avvocato.

Il piacere è stato quello di un viaggio tra i pianeti al Planetario. Le piccolette lo hanno scoperto due anni fa e da allora cerchiamo di andarci ogni volta che posso portarle a Milano.

Sono state proiettate immagini di Venere, Marte, Titano con riferimenti ad una loro possibile colonizzazione e devo dire che in questo momento non mi dispiacerebbe emigrare così distante dalla Terra. Non mi dispiacerebbe ricominciare addirittura su un altro pianeta.

Lo so leggo troppi libri di fantascienza…

Però colonizzare nuovi mondi, nuovi panorami, nuovi cieli,…

E’ stato un bel viaggio.

Forse la Svezia non è abbastanza lontana da qui…

Ho lavato il pavimento della cucina

Oggi sì, mi è scesa qualche lacrima, sto realizzando che ora non ho più un lavoro. Sarà che è iniziata la vita da casalinga, oggi per la prima volta in non so quanti anni ho lavato il pavimento della cucina. Non che fino ad oggi non fosse mai stato lavato, ma è che fino ad oggi la maggior parte delle faccende di casa erano di appannaggio di mio marito (e questo so che può essere causa di profonda invidia sul suolo italico), io mi occupavo di preparare da mangiare, riordinavo, badavo alle bimbe e al cane.

Ma i patti sono patti e abbiamo sempre stabilito che chiunque di noi due un giorno fosse stato a casa, quello a casa si sarebbe occupato in tutto e per tutto della casa. Mio marito ha sempre sperato di essere lui quello che avrebbe fatto il casalingo, per un po’, in effetti, si poteva anche pensarlo dato che avrei voluto lavorare sul serio, avrei voluto realizzarmi sul lavoro.

Vorrei un vero lavoro, ancora ci credo, vorrei realizzarmi, e poi presto servirà anche un secondo stipendio, uno non basta. Ma ho 43 anni, tra 27 giorni 44…

Spiegare il juke box ad una bimba di quasi 5 anni

Giada ama la musica, tutta.

Sta ascoltando l’album di Bennato “L’isola che non c’è”, e questo perchè sono le canzoni dello spettacolo su Peter Pan che fanno a Leolandia-Minitalia, che abbiamo visto ad agosto per due giorni consecutivi, grazie all’entri gratis il giorno dopo.

Dire che le è piaciuto è molto riduttivo (si accettano biglietti gratis per la nuova stagione), da lì l’amore per l’album di Bennato.

U§na delle canzoni dell’album si intitola appunto “Juke box”.

“Mamma cos’è il juke box?”

“Era una cosa dove si metteva una monetina e si ascoltavano i dischi”

Sì, ma poi bisogna spiegare cosa sono i dischi, e perchè bisognava mettere una monetina da qualche parte per poter ascoltare la musica che lei ascolta con l’iPod…

Come si fa a spiegare la cultura e gli usi di una generazione fa ad una generazione digitale?