Archivio per educazione

La scuola secondo orma

Scuole aperte 12 ore dal nido alle superiori, orario 7.30/19.30, ma non come parcheggio.
Aree relax, sport, studio libero, studio guidato.
Armadietti per poter riporre il materiale scolastico e non.
Le materie scientifiche in inglese, l’inglese come gioco dal nido.
Dalle elementari introduzione di una terza lingua comunitaria, ma anche di rafforzamento di quella di origine (cinese, arabo,…).
La materia di inglese equiparata all’italiano (grammatica e letteratura).
Storia delle religioni e delle civiltà.
Materie di base e materie specifiche per un determinato percorso di studi.
Percorsi interdisciplinari.

Biblioteche, palestre, uscite didattiche dall’asilo, perchè gli asili non sono dei parcheggi, per educare i bambini alle cose belle non si inizia mai troppo presto.

Scuole e insegnanti che seguano lo sviluppo del singolo, perchè non tutti sono dei geni alla stessa età, ogni persona ha i suoi tempi, certo ci devono essere degli obiettivi da raggiungere, ma non dei voti da collezionare.

…e poi cercare di rendere partecipi anche i genitori, un po’ di homeschooler esportato a scuola quasi un controsenso o un gioco di parole, magari organizzando delle serate a scuola, dove bimbi e ragazzi siano comunque seguiti e i genitori possono discutere anche di scelte didattiche. Senza, però, discriminare i genitori con poco tempo a disposizione.

La scuola come luogo di ritrovo, aperta, ma nello stesso tempo luogo sicuro.

Tutor che sappiano aiutare i ragazzi (a 15 anni) a scegliere il percorso di studi più adatto senza che i voti siano discriminante, spesso, infatti, voti bassi non significa poco impegno o poca attitudine allo studio, ma, a volte, un insegnante poco adatto per quello studente.

Utopia…

Questo post partecipa all’iniziativa Giornata di Blogging sulla Scuola italiana.

Scuola italiana, possibile?

L’anno prossimo Gaia inizierà le elementari e purtroppo andrà in una scuola pubblica dove non sarà possibile continuare il percorso bilingue dell’asilo.

Purtroppo le scuole primarie bilingue costano più di un mutuo e noi proprio non ce la facciamo, perdipiù sono anche distanti da dove viviamo e quindi scuola pubblica con un’ora di inglese alla settimana “perchè sa, signora, a quell’età non è possibile pensare che possano fare più di un’ora alla settimana”. No, non lo so perchè in Italia ci sia questa ottusità e questo pensare di essere così superiori che possiamo rimandare lo studio delle altre lingue a data da destinarsi, quando tutto diventa più difficile e quando tutto è lasciato di nuovo in mano alle famiglie, non lo so perchè si pensa che i bambini siano così limitati da non poter sfruttare questi anni per dargli più imput possibili, proprio quando sono così piccoli che assorbono e interiorizzano tutto come spugne.

E’ anche per queste ragioni che il 12 aprile parteciperò con un post alla “Giornata di blogging sulla scuola italiana”, sul sito di PontiTibetani ne potete leggere qualcosa in più. Il mio post, lo anticipo, sarà un manifesto di orma di come vorrei che fosse la scuola di ogni ordine e grado, niente di che, solo un sogno a occhi aperti.

blogging scuola italiana

12 aprile - blogging scuola italiana

La nostra legge marziale

E così dopo i capricci e le rispostacce di questi ultimi due giorni ecco le regole imposte:

  • sveglia presto al mattino, ci si alza alle 7 prontamente all’accensione del sole in camera (lampadario a forma di sole)
  • ci si lava e si fa colazione su due tavoli rigorosamente separate, tavoli separati anche per pranzo e cena
  • si va all’asilo, un bacio, una carezza e un’abbraccio ma niente altre storie
  • pronte al mio arrivo all’asilo, senza farmi aspettare i soliti due minuti per la fine del disegno
  • a casa niente giochi e cartoni (cartoni che sono già banditi solitamente durante la settimana) solo libri e due fogli a testa per disegnare
  • cena, ancora su tavoli separati, e poi ci si prepara per la nanna

Funzionerà?

Ovviamente le coccole sono sempre presenti.

Troppo rigidi? Troppo morbidi? Vedremo i primi risultati di questo e altro solo tra una decina d’anni, incrociamo le dita e proviamo a fare del nostro meglio.

Polpettine svedesi

Reduci da 2 giorni di fuoco, le bimbe sono più scatenate che mai e non importa se le porti fuori e le sguinzagli con le loro bici, non crollano, non c’è verso.

Sabato notte alle 3 si sono svegliate e hanno iniziato a chiacchierare, che poi ancora non ho capito questa simbiosi che hanno nello svegliarsi in contemporanea, nemmeno fossero gemelle per davvero, le sentivo e stavano parlando di “cose importanti”, parlavano di principesse e poi non mi ricordo. il problema è che hanno scoperto questa cosa del chiacchierare a letto e così anche ieri sera non c’era verso di addormentarsi, dovevano parlare di cose importanti, non fa niente se io e il papà scleravamo, loro dovevano parlare di cose importanti.

E poi la piccoletta dimostra ogni giorno quanto è lunga la sua lingua, l’ultima parola deve essere sempre la sua e questo con tutti, maestra, compagni dell’asilo, con sua sorella, e anche con noi. Metterla in castigo è un’impresa, anche perchè poi è pure buffa e fa ridere. Venerdì sera si è arrabbiata con sua sorella e ha deciso che se ne doveva andare da casa, ha aperto la porta ed è uscita, non sono riuscita a prenderla sul serio, stava recitando, e allora l’ho fotografata, suo padre l’ha seguita, dopo un po’, e poi sono tornati ridendo.

Poi durante il week end ne hanno combinate un altro po’ e ora sono in castigo per un po’ di giorni, vedremo…

Cosa c’entrano le polpettine svedesi? Più o meno niente, le ho fatte sabato, la Svezia mi manca.

Accetto consigli su cosa fare con le piccolette.

Doggy arriverà a Natale

E’ stata dura, davvero dura, un lavoro ai fianchi durato qualche anno, ma alla fine sono riuscita a strappare a Rob la promessa di un cane.
Sì, finalmente, arriverà un cane in questa strampalata famiglia, andremo in canile, ovviamente, però ci servirà un cucciolotto di pochi mesi in modo che cane e bimbe si abituino a vicenda. G&G ad oggi non hanno molta dimestichezza con i cani e un po’ si spaventano e, dato che a noi piacciono i cani di taglia medio-grande (tipo pastore tedesco), sarà il caso che all’inizio non sia già troppo grande, e poi vorrei che fosse il loro compagno di giochi nell’età dell’infanzia. Da una parte so che è un discorso un po’ egoistico, dall’altra so cosa vuol dire perdere un compagno di vita e non vorrei che affrontassero questo dolore troppo presto.
L’idea è di prenderlo all’inizio delle feste del prossimo Natale, in modo che le piccolette siano un po’ meno piccolette, magari cominciare a fargli frequentare qualche canide per abituarle un po’ (abbiamo diversi vicini con quadrupedi) e avere poi il tempo delle vacanze di Natale per abituarci tutti al nuovo assetto famigliare.
Un cane in famiglia penso possa essere un valido aiuto educativo per le piccolette, un cane è un essere vivente da rispettare e di cui considerare le esigenze e poi dà affetto e ha bisogno di affetto sempre e non solo quando si ha voglia. E’ molto diverso da un pupazzo interattivo, è sicuramente più impegnativo, perchè è per tutta la sua vita e non si può mettere in pausa, però è molto più ricco di emozioni e di insegnamenti.
Ho amato i miei cani anche durante i periodi più difficili della nostra vita, ho sofferto quando li ho persi, ma mi hanno lasciato così tanto che ho voglia di avere nuovamente un cane e ora, con due figlie, sarà anche, se possibile, più bello e divertente.

Questione di genere

Quando ero piccola io non mi sono mai posta il problema del genere dei miei peluche e pupazzi e nemmeno mi preoccupavo che nei cartoni animati fossero imperanti le figure maschili, anche, perchè vedevo che essere maschio era più semplice, c’erano più vantaggi e meno doveri (anche adesso mi sembra così, però) e quindi se dovevo sognare io ero maschio per essere libera e quindi anche i miei pupazzi lo erano.
Gaia e Giada hanno dichiarato che i loro cuccioli sono tutte femmine (Gaia ha specificato “perchè non hanno il pisellino”) e ci sono rimaste male nello scoprire che Tigro, Pooh, Ro, Fiffy e Buster sono maschi, per fortuna che perlomeno ci sono Darby e la mamma di Ro (sempre Gaia “perchè le mamme sono femmine”), probabilmente sta cambiando qualcosa, o, forse a loro non è impedito niente e se hanno la gonna possono giocare esattamente come quando indossano i pantaloni (questa era la mia limitazione imposta più grave). Hanno le macchinine e le bambole e, nonostante l’asilo, io gli ho spiegato che non ci sono giochi da maschio o da femmina, ma solo giochi con cui ci piace giocare e giochi che per il momento non ci interessano, e così nella letterina a Babbo Natale Gaia vorrebbe metterci anche i Gormiti che vede dai suoi compagni di asilo (vabbe’ vorrebbe anche un prato con i fiori e le farfalle…).

La questione del genere è un tema davvero delicato e mi piace vedere che ci sono mamme, come Sybille, che vanno oltre quelli che sono i normali percorsi scolastici, assolutamente maschiocentrici, nei vari programmi esistono solo gli artisti uomini, poeti uomini, scrittori uomini, e, grazie all’homeschooling, arricchisce i suoi figli delle opere anche dell’altro genere.

Ti voglio bene

Venerdì notte ho avuto uno di quei pensieri subconscio che a volte capita quando si sta dormendo ma non troppo.
Quasi un’illuminazione, finalmente ho capito il danno che sberle e urla possono provocare, invece di educare.
Forse non in modo così diretto come l’ho immaginato.
Io sono cresciuta con la normalità della sberla e della sculacciata, era quasi un vanto che mia nonna non dicesse nemmeno “ti do una sberla” che la sberla era già arrivata. E, quindi, questa per me era la normalità e anch’io, fino a venerdì, ritenevo che una sberla o una sculacciata non fossero poi questo gran danno, anzi, forse, in certi momenti metteva un punto. E poi le urla, sì, avrei sempre voluto urlare meno, ma in fondo io mi sentivo tranquilla perchè non le ho mai insultate o denigrate e questo pensavo fosse abbastanza, anche perchè poi urlavo solo nei momenti di massima tensione per tutti.
E invece tutto questo può essere destabilizzante, e un brivido mi è percorso lungo la schiena e questa sensazione me la ricorderò. Se io dico alle mie figlie che gli dò una sberla perchè voglio il loro bene, perchè se la meritano, perchè è giusto, e gli urlo per farle capire, come faranno a capire di non accettare questo comportamento da nessun altro? Come faranno a difendersi da un amore sbagliato?
Io gli voglio bene e non alzo le mani e non urlo, perchè voglio che loro stiano bene.
Siamo sempre stati più duri con Gaia, ma non perchè fosse la più grande, ma proprio per la diversità di carattere.
Questa è stata la cosa che più mi ha fatto riflettere. E’ ovvio che vogliamo bene a entrambe con la stessa intensità.

Gaia ha un carattere forte e debole nello stesso tempo, è caparbia, ma spesso si arrende di fronte alle prime difficoltà, vuole vincere, e piuttosto che perdere rinuncia alla gara. I suoi capricci sono lunghi e inconsolabili, ma se le si parla spesso scende a compromessi. Accetta troppo facilmente le punizioni, in questo è più debole. E’ troppo facile essere duri con lei, non so neanch’io spiegare come e perchè ed è proprio su questo che sto cercando di lavorare, su noi genitori,  e su Gaia.

Giada a differenza con i suoi sit in, con i suoi sorrisi che smontano tutto, con il fatto che non so come ma riesce sempre a fermarsi ad un attimo prima dello sbotto, è difficile che si prenda le urlate o le sculacciate. E così temo che Gaia possa percepire un trattamento diverso, quando, invece, si tratta di una risposta diversa a due caratteri diversi, anche se con Gaia abbiamo avuto finora un comportamento troppo duro (anche se è stata nel lettone fino ai tre anni).

Ci sono caratteri che sono inclini all’essere vittime? Come si può rendere questi caratteri più forti senza snaturarli?