Archivio per settembre, 2011

Un cane bilingue?

Anzi trilingue: italiano, english e bauese (o barkish?).
Lo ammetto l’inglese sta un po’ sparendo dalle nostre vite, Gaia ha iniziato le elementari e il nostro budget (anche di tempi di vita) non ci ha permesso una scuola inglese, ma solo quella statale del paese con tutti i pro e i contro (vedo molti contro, ma purtroppo per il momento non si può fare altro).
Giada ha cambiato asilo, ne abbiamo trovato uno più a portata dei nostri orari dove la trattano da reginetta, è assecondata sulla sua sete di imparare e quindi, ora, a due settimane dall’inizio della scuola, ha scritto più parole Giada all’asilo di Gaia in prima elementare…
Ma l’inglese si è un po’ perso, nessuno glielo parla più, a casa c’è poco tempo, si mangia e si va a nanna, il sabato se ne va tra la danza e i mestieri e la domenica vola via senza nemmeno accorgersene.
E’ rimasto un triste “Water, please”, buttato lì ogni tanto.
Che fare?
Gaia da grande vorrebbe fare la veterinaria e anche la sub per curare i delfini, ma noi viviamo nella pianura padana, niente mare, a Giada piacciono i gatti, ma il papà di gatti non ne vuole sapere.
E allora?
E allora il progetto Doggy prende corpo, un cane è più pratico di un delfino e più coinvolgente di un gatto (almeno per il papà), a un cane si parla molto, volendo, e perchè allora non avere un cane che risponde solo se gli si parla inglese?
Sit down, come here, up, down, jump, run, stay,…
Il nostro cane abbaierà in inglese, ieri ne abbiamo visto uno di 6 mesi, un bel meticcio taglia media che ha già cambiato tre famiglie, forse diventerà il nostro cane e il nostro insegnante di inglese e anche il primo paziente di Gaia…

Il cane è soprattutto per me, tutto il resto è un contorno per convincere il papà…
Anche se è un bel contorno, perchè io sono fortemente convinta del valore educativo di un animale nella vita di un bimbo, e soprattutto prenderne adesso uno di sei mesi significa che tutta la sua parte di vita più attiva coincide con la parte in cui l’interesse di un bambino per un animale è maggiore, quando sarà vecchio e stanco anche G&G non saranno più tanto interessate al cane perchè avranno mille interessi e il momento coinciderà con le scuole superiori, e a quel punto sarà solo mio.
La vita di un cane non è lunga e il momento della sua fine, se tutto va bene, dovrebbe coincidere con l’inizio dell’età adulta di G&G, quando potranno affrontare serenamente una perdita così significativa come quella del proprio amico d’infanzia.
E poi questo tentativo di far entrare più inglese nella nostra vita, un modo come un altro per farlo anche parlare a G&G (ma anche a me e anche al papà, l’unica vera mina vagante di tutto il progetto) e non solo ascoltarlo, potrebbe essere una spinta o semplicemente restare confinato a Mr Brown (si potrebbe anche chiamare così, ha la testolina marrone e il corpo bianco con un altro paio di macchie marrone), chi lo sa, però mi sembra un progetto interessante.
E poi se Mr Brown sa che “go out” significa andare a spasso si eviterà di dover cercare sinonimi come con Lium, se si usava la parola “usciamo” in una frase normale lui si preparava scodinzolante pronto per uscire e non importa se “usciamo” non era rivolto a lui, a quel punto bisognava portarlo fuori!
Brownie [ndr. abbreviazione di Mr Brown e allusione ai folletti], don’t bark!” suona bene, mi piace!

Annunci

Per chi abita a Malmö (o chi l’ha visitata)

Sto cercando materiale e immagini sul quartiere Bo01 di Malmö, quello nuovo tutto issimo ed eco, ovviamente per la mia tesi.

Se mi legge ancora qualcuno e se c’è qualcuno che ha fotografato il quartiere, grattacielo Turning Torso compreso, che magari abita a Malmö batta un colpo.

Si risposa

Ecco, si risposa e per la terza volta e questa volta a poca distanza dalla seconda.

Ma il primo non era un grande amore che l’ha lasciato provato e vedovo inconsolabile?

E lei è del ’69, proprio come me…

Quando avevo 15 anni fantasticavo molto su di lui, era il mio mito, per lui ho fatto 5 piani a rotta di collo, perchè avevo visto che sulla porta della cartoleria di fronte a casa c’era il suo poster (all’epoca avevo una buona vista), avevo tutti i suoi dischi e lo disegnavo, mi sarebbe piaciuto disegnare le copertine dei suoi dischi.

Ma lui aveva ben 27 anni più di me, e dato che un padre non l’avevo e dato che nemmeno sapevo chi potesse essere, fantasticavo molto, sarebbe stato molto bello essere la figlia di Paul McCartney.

Qualche anno dopo mi sono accontentata di avere un meraviglioso cane che era nato il 18 giugno proprio come il mio amato papà immaginario!

Ma come fa?

42 anni, un marito, 2 figlie, un lavoro di 6 ore, 3 ore di pendolarismo, la tesi, il corso di danza moderna 2 volte alla settimana.

Spesso alle 10 di sera mi mimetizzo con il letto e ci resto fino alle 6 del mattino dopo.

Ma il nano come fa? Cosa prende per essere così attivo? Io fatico a soddisfare un uomo solo e lui ha la fila fuori dalla porta…

Voglio quello che prende lui!!!

e a sinistra solo nebbia

Il virus in quiete della mia cheratite si è risvegliato e ora è attivo e gioca con il mio occhio sinistro.

Di sprawl e non ci sono più le mezze stagioni

La scuola è iniziata ufficialmente lunedì, ma già lunedì pomeriggio era impossibile trovare un grembiule nero con colletto bianco taglia 6 anni (sarebbe stato meglio 5 data l’altezza di Gaia).
Alla domanda “Ma ne arriveranno altri?”, la risposta era un divertito “Ma signora! La stagione è ormai finita, i grembiuli per la scuola li teniamo da agosto a inizio settembre”.
Forse sono già in Svezia e non lo sapevo (in Svezia la scuola inizia ad agosto).
Quindi bisogna fare incetta di grembiuli in agosto, perchè casomai andassero a fuoco per combustione spontanea durante l’anno scolastico, nove mesi in cui i bimbi vanno anche in giardino a giocare con il grembiule, corrono, cadono, si prendono,…
Fanno i bambini, insomma, ecco, se facendo i bambini un grembiule andasse irremidiabilmente strappato scaterebbe un dramma, perchè grembiuli in vendita durante la mezza stagione, che per assurdo coincide con l’anno scolastico, non se ne troverebbero in nessun centro commerciale.
E arriviamo allo sprawl, allo scempio della periferia diffusa, l’area metropolitana senza confini, dove i nuovi punti di riferimento, i nuovi “centri” sparpagliati per ogni dove, sono per l’appunto i centri commerciali.
Abbiamo girato 4 centri commerciali in 2 giorni e non so quanti chilometri in macchina, in pieno delirio scuola che inizia quaderni da comprare (prossimo post) e finalmente li abbiamo incredibilmente trovati, e avevamo pure la scelta, di solito trovavamo un solo modello taglia 11 anni, ieri sera, quando ormai stavo perdendo ogni speranza e già immaginavo la frase da scrivere sul diario come giustificazione per la maestra, abbiamo trovato un gruppetto di grembiuli neri con colletto bianco taglia 6 anni con il disegnino sulla tasca o sul petto, ovviamente in fucsia e rosa e argento (roba che sarei innorridita e avrei chiesto quello con spiederman).
Gaia ha scelto quello con la scritta SuperGirl (perchè bisogna convicersi da piccole, che l’autostima è una cosa difficile da conquistare) e uno con cuori e corona (perchè principessa è per sempre), il costo era anche ragionevole, perchè fino ad allora avevo notato che quelli per maschietti a giacchina con zip costavano sempre 7/8 euro meno di quelli lunghi da bimba con i bottoni, ancora non mi capacito di queste differenze e ancora, come mi era già capitato quando cercavo delle magliettine bianche normali girocollo, non capisco perchè le cose per bimba devono essere meno pratiche e comodo e economiche delle stesse cose per bimbo.
La strada per la parità è lunga, avere figlie femmine è più costoso anche nelle banalità.

Qualche “prima”

Il primo giorno di scuola per Gaia.
Emozioni per lei, ma anche per me.
Inizia la scuola, la prima frase all’uscita “oggi non ho preso neanche una nota”, forse abbiamo fatto un po’ troppo terrorismo psicologico preventivo.
Era l’unica senza il grembiule nero di ordinanza perchè noi non lo sapevamo, ma è forte e sicura la mia piccola e ha saputo rispondere bene a chi glielo faceva notare.
E’ bello che sappia vivere anche queste piccole “diversità” con i compagni, perchè gli anni di scuola sono lunghi e le diversità negli anni sono spesso dei muri.

La prima volta che Giada va in scooter con suo padre e la prima volta in assoluto che una delle mie bimbe va in scooter per più di pochi metri.
E’ stata accompagnata all’asilo con la mia raccomandazione “guarda che è l’unica Giada che ho” e lei era tutta felice perchè sono andati “quasi a cento” e hanno “superato tutte le macchine, ma si supera solo quando si può”.
Uno spettacolo con il suo caschettino.
E’ tornata raggiante perchè la sua maestra dell’asilo le ha comprato un quaderno dove possono fare le lettere e i numeri e, così, ha superato la crisi, crisi vera con lacrimoni veri, della sorella che iniziava la scuola e lei no.

La prima lezione di danza della mia vita, ora che non devo dimostrare di non essere una femminuccia, ora che ho raggiunto la pace con il mio corpo e la mia femminilità che fa parte del mio essere madre (sempre in divenire), ho deciso di andare a lezione di danza moderna, sembra divertente e io ho voglia di divertirmi.
La prima mezz’ora è di fondamenti di classico, bello, divertente e strano, strano vedermi in continuazione allo specchio, per me, che gli specchi li rifuggivo come nemmeno un vampiro sa fare.
Ora guardo quell’immagine in canottiera e tuta, con i capelli corti, brizzolati, come c’è scritto sulla nuova carta d’identità, normopeso ancora un po’ appesantita, con le cicatrici dell’obesità, molto visibile l’avanbraccio pendule, movimenti ancora un po’ goffi, impacciati, legati, ma quell’immagine ride e si diverte, ha imparato a smetterla con il perfezionismo, non devo più saper fare le cose prima ancora di provarci, ho rinunciato ad essere il genio che non sono mai stata e che mi sarebbe piaciuto essere.
Sono, finalmente, una persona, una persona che ha sbagliato molto, che ha pagato molto i propri errori e quelli dei suoi genitori e che ora vuole normalità, goffaggine anche, perchè no, una persona che vuole imparare, certo, ma soprattutto divertirsi, che bello vedersi sorridere allo specchio, una persona che arriva in ritardo su tutto, a volte anche di decenni, ma quando ci arriva la consapevolezza è davvero grande.
Sarà un gioco in più da fare insieme alle piccolette, andiamo alla stessa scuola di danza e abbiamo la stessa maestra, sarà divertente ballare insieme.

E’ stata una giornata impegnativa e decisamente ricca di cose.
Abbiamo fatto davvero tanto, al mattino ho portato Gaia in bici e ho apprezzato le distanze della vita in paese, dopo la scuola, ho portato Gaia al lavoro di papà e abbiamo mangiato con lui, poi siamo andate a Milano e abbiamo preso treno e metropolitana e questo è sempre un evento degno di nota.

E’ stata anche la prima volta che le due “sorelline siamesi” sono state separate per così tante ore da due anni in qua. Alla sera non smettevano più di dirsi cose e di mostrare l’una all’altra le cose fatte durante il giorno.
E’ stato bello guardarle e ascoltarle mentre si scambiavano le emozioni vissute e le esperienze, come se una volta che una fa una cosa sia trasferita automaticamente anche all’altra, semplicemente così, per sorellitudine, come se ci fosse un contatto continuo anche quando sono separate.

E oggi è il primo degli altri giorni, quello dopo un giorno di “prime” così importanti.

E a giugno farò il saggio… pregasi stare alla larga dall’altomilanese…