Archivio per luglio, 2011

La paura della felicità

Ci penso da un po’, da quando mi vedo bene, nonostante i tessuti un po’ troppo rilassati.
Anche se fine mese ormai arriva prima del 15, riusciamo bene o male a far fronte a tutti gli impegni e scadenze.
Abbiamo una casa, piccola ma è pur sempre una casa (vabbè abbiamo un mutuo grande).
Ci troviamo bene con i vicini, c’è molto scambio di figli, le porte sono sempre aperte, c’è stata la gran grigliata condominiale, sabato ci sarà la pizzata.
In queste sere autunnali, pardon estive, nonostante le temperature, ci si ritrova fuori per qualche chiacchiera.
Il lavoro va, tra alti e bassi, ma c’è, ed è a tempo indeterminato, cosa che di questi tempi è davvero una gran cosa.
Le bimbe crescono e sembra anche bene, nonostante qualche spavento ogni tanto, come vedere Giada con la flebo, però stanno fortunatamente bene, sono sufficientemente brave e sufficientemente monelle.
Ieri mi hanno cantanto tanti auguri e mi hanno preparato disegni e torta, sicuramente il compleanno più bello di tutti e quarantadue.
Poi ho finalmente avuto l’ok per la mia proposta di tesi e questa volta si parte davvero, anzi ho già iniziato, l’argomento è bellissimo e lo sento davvero mio, molto più di tutti quelli che mi sono capitati in questi anni, e poi la relatrice mi piace davvero molto e soprattutto segue e consiglia, cosa che finora non mi era mai capitata.
E così ho quasi paura, ho paura che questo momento di grazia si dissolva, ho paura di ripiombare in periodi bui.
Ho paura della felicità.

Che ognuno continui a coltivare il proprio orticello

Dialogo tra colleghi.

Primo: “Hai sentito che da settembre aumenta il prezzo del biglietto della metropolitana?”

Secondo: “Tanto io ho l’abbonamento fino a marzo dell’anno prossimo”

Terzo: “E ad agosto aumenta il costo dei treni”

Primo: “Tanto io ho la tessera fino a maggio dell’anno prossimo”

Non so, ma non credo che ci possa essere un dialogo costruttivo con queste premesse.

Chiacchiere

Per un paio d’ore abbiamo un bimbo di un anno meno di Giada (quindi 3 anni e mezzo) ospite.

Un chiacchierone come Giada, non sta zitto un secondo, parla, chiede, commenta.

Rob prova a giocare con la X-Box (che coraggio con 3 bimbi in casa!), il piccolo gli si piazza vicino e lo tempesta di parole.

Ad un certo punto Rob: “ma quanto parli?”

Piccolo: “la bocca è fatta per parlare!”

Rob zittito.

Tremendi questi piccoli dalla risposta pronta!

Camomilla fields forever

G&G per questo mese stanno andando in un bellissimo posto in mezzo ai campi, dove fanno passeggiate tra pannocchie e more, gite dal vicino fattore alla stalla delle mucche e dei vitellini, in mezzo ai prati a raccogliere fiori.
Si sono accorte che un tipo di fiore raccolto sa di camomilla.
Giada: “facciamo la camomilla e la vendiamo alla spesa”
Gaia: “sì, e una parte la portiamo ai bambini poveri”
Ecco un commercio equo-solidale.

Prove tecniche di indipendenza

Dopo sei ore di dormite a intervalli al pronto soccorso, Giada è stata considerata abbastanza in buona salute per tornare a casa sotto osservazione.

E’ stata con noi giusto il tempo di tornare a casa, poi, in cortile abbiamo incontrato mamma e figlia di 3 anni più grande di Giada, due chiacchiere tra grandi, un paio di giochi tra bimbe e Giada ha abbandonato il nido per andare a giocare a casa della nuova amica.

Alle 19 ci ha fatto chiedere dal papà e dalla bimba di poter restare a mangiare a casa loro.

Alle 20 e venti ha chiesto di poter restare là a dormire.

Alle 20 e ventiquattro è tornata a casa a lasciare giù un suo gioco e quando le abbiamo ricordato che doveva tornare a casa a dormire ha risposto: “lo so che devo tornare per dormire, ma quando è buio” ed è salita per le scale verso la casa della sua nuova amica.

Nel frattempo l’altra è a casa di amici, anche lì con bambine più grandi, si diverte e resterà là a dormire.

Il padre pensava di tenere le figlie segregate in casa fino a 35 anni…

Ancora al PS

Da stamattina siamo in una stanzetta del Pronto Soccorso.
Giada non sta bene dalle 5 e mezza, ora dorme con una flebo in attesa del ricovero, starà in osservazione fino a domani.
Forse si tratta di una brutta gastroenterite, ma non si sa e quindi stiamo a vedere.

Impegni istituzionali

Weekend alternativo con sorpresa.

Sabato

La sorpresa è iniziata sabato mattina con la visita del messo comunale.
Quando suona un messo comunale uno si fa mille domande, almeno io, e poi vado subito in paranoia pensando al peggio.
Invece, il messo comunale ci chiede se ci va di ricevere il sindaco nel pomeriggio, perchè il sindaco avrebbe piacere di incontrare i nuovi residenti.
Ora, noi abitiamo in un condominio “spantegato” in sei palazzine di 2 piani con 4 appartamenti per piano (compreso il piano terra 12 appartamenti a palazzina).
Ci sono ancora in vendita una ventina di appartamenti e questo rende il condominio ancora vivibile.
E’ innegabile che il sindaco abbia visto un copioso aumento della popolazione, considerato che il comune aveva, prima di questa ondata migratoria, poco più di 5000 abitanti.
Ora, non so se avere come condomino il fratello del sindaco abbia reso il nostro condominio un interessante bacino elettorale, ma tantè, il sindaco ci teneva a conoscere i nuovi residenti.
E allora ci siamo preparati al grande evento fissato per le 17.30 dello stesso pomeriggio.
Nel frattempo, casa da sistemare, panni da piegare, mega spesa per il giorno dopo, Gaia al pronto soccorso per una puntura di zanzara che le ha fatto gonfiare entrambi gli occhi, e via così.
Verso l’ora fissata sistemo una cassetta di panni su un tavolino e li metto lì facendo una bella pigna, “Non vorrai far vedere al sindaco quella pigna?”, “Ma tanto non deve entrare”, con il messo (anzi la messa) comunale si parlava di un incontro collettivo all’interno del cortile.
E, invece, il sindaco è andato casa per casa e con ogni famiglia si è speso in parole e ha ascoltato quello che avevamo da dirgli, piste ciclabili (a breve arriveranno fino a casa nostra, forse per intercessione del fratello del sindaco), zanzare, mosche, lavoro più vicino a casa e scuola con orari per lavoratori.
Ci ha lasciati con un opuscolo sul comune e la frase “se avete bisogno chiedete pure”. Gaia lo rivedrà il primo giorno di scuola, Il primo giorno di scuola gira per tutte le scuole e un comune così piccolo con una via che si chiama “Via delle scuole” in cui sfilano in ordine sparso: asilo (da quest’anno), elementari, medie e liceo (sì, sì, c’è pure un liceo che è anche interessante) direi che si presenta bene.

Domenica

Il regolamento condominiale vieta le grigliate, e considerando che tutti gli appartamenti godono di giardino o terrazzo molto vivibile è veramente molto difficile che tale divieto possa essere rispettato.
Da un po’ di giorni c’era un foglio da firmare appeso al cancello di ingresso.
E così ieri le griglie e le piastre dei condomini sono state radunate in un angolo del cortile più interno e gli è stato dato fuoco…
Così hanno potuto cuocere ininterrotamente dalle 10 alle 14 montagne di verdure, costine, hamburger, salamelle, spiedini e tomini per una mega grigliata condominiale.
Simpatica occasione per conoscerci un po’ al di là dei vari incontri in cortile, per i bimbi è stata una giornata di sballo totale, tutto il giorno in giro a giocare senza nessuno che provava a fermarli, in una mescolanza di giochi e di case, tutte aperte (quelle al piano terra).
La tonnellata di cibo è bastata anche per una spaghettata serale (aglio, olio e peperoncino).
Ora i vicini sono un po’ più vicini e il condominio è più vivo.
L’idea è di programmare altre occasioni del genere, metteremo nuovi avvisi al cancello, soprattutto ora che si avvicina agosto e, causa crisi e acquisto recente, staremo tutti un po’ più a casa.
Per la prossima si pensava addirittura ad una notte bianca…
…magari di sabato, però.