Archivio per gennaio, 2013

Serpenti e iene

Al mattino usciamo molto presto, mentre il resto del mondo generalmente dorme o si sta svegliando.

Le piccolette quando sono vestite sono operative in tutto e per tutto e quindi sveglie, urlanti e con voglia di giocare. E allora ecco un gioco tra noi che consente un minimo di attenzione per non fare troppo rumore nel cortile del condominio.

“Sssshhhhh! Ci sono i serpenti e le iene! Attenzione, non devono sentirci!”

… e così arriviamo silenziosamente (abbastanza) e velocemente alla macchina per poter scappare prima che serpenti e iene ci raggiungano.

Quando apriamo il cancellone possiamo chiamare le aquile e i leoni che ci difendono. Stamattina una iena era riuscita a balzare sul tetto della macchina, ma siamo riusciti a farla cadere con tante smorfie.

(Che serpenti e iene siano i miei cari vicini anonimi? Questo gioco, però, è iniziato molto prima di tutta questa faccenda, forse, inconsciamente ce lo sentivamo)

Come andare in bicicletta

E’ tempo di imparare nuove cose!
Dopo una prova sui pattini il giorno della Befana, è arrivato il momento del battesimo della neve.
Domenica abbiamo passato una giornata sui campi da sci.
3 ore con il maestro per le piccolette, la loro prima volta sugli sci.
Si sono divertite e sciare gli piace moltissimo.
E io?
Io ho rimesso gli sci dopo più di vent’anni, e non è come andare in bicicletta, è molto molto meglio.
Lo stile non è certo quello dei maestri di sci, ma mi sono divertita lo stesso e ho osato anche piste impegnative. Bello!
Non vedo l’ora che le piccole imparino per poter sciare insieme a loro e andare in alto, fargli vedere paesaggi bellissimi e fargli toccare il cielo dalla cima delle montagne.
Sarebbe bello anche poter fare la settimana bianca, ma questo è un sogno.
Il papo (diminutivo di paponzo) ha fatto il portaborse, a lui non piace sciare, vent’anni fa ha provato ad imparare, ma l’entusiasmo è scemato presto e questo è stato uno dei motivi del lungo stop dalle piste, oltre ad altre varie ed eventuali.
Nel pomeriggio, per un’oretta, ho fatto la raccogli bimbi (ci siamo aggregati ad uno sci club della zona e i bimbi erano davvero tanti), il papo li faceva partire dall’alto di una babyssima e io li raccoglievo all’arrivo, li fermavo e li mettevo sul tapis roulant che li riportava due metri più su (ai miei tempi si faceva tanta tanta scaletta, ora è tutto più comodo).
Siamo sempre in attesa di sapere se siamo dei bravi genitori e questo rimane come una nuvola nera che incombe con la sua pesante ombra e non fa godere in pieno dei momenti di gioia e di scoperta, come in un quadro di Magritte, con i sassi nuvola e le ombre che fanno notte dove c’è il giorno.
Domenica le nuove esperienze sono state tante, in ordine di apparizione:
– essere vestite come dei marziani
– il casco (quando ho smesso io nemmeno se ne parlava del casco obbligatorio)
– la montagna in inverno
– l’ovovia
– il maestro di sci (tra mito e realtà)
– la seggiovia (ora sono bellissime e comodissime, ma gli skylift sono scomparsi?)
– sciare
Domenica prossima si replica con meno stupore, forse, ma molta attesa in più perchè adesso c’è la consapevolezza che stare sulla neve è bellissimo.

Scuola di pittura

Opera prima a olio di Gaia.
Il titolo è: La savana

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Altri colloqui

Oggi ho saputo che ci saranno altri colloqui, non solo noi genitori, ma anche le bimbe.

Vorrei che questa cosa si chiudesse rapidamente, ma evidentemente non sarà così, ormai sono più di 2 mesi che va avanti ed è un tempo lunghissimo…

Se qualche assistente sociale o psicologa infantile passa di qui e ha consigli su come affrontare tutto questo è ben accetta.

La parola d’ordine è mantenere la serenità, ma non è così facile come scriverlo, è davvero brutto sentirsi sotto osservazione per una cosa così delicata come l’essere genitore, una cosa per cui già ci si mette in discussione mille volte al minuto…

E per cosa poi? Per una schifosa segnalazione di vicini che vogliono restare anonimi per paura di ripercussioni…

E’ un motivo valido?

Di ricordi e dinosauri

Ieri sera a cena le piccolette mi hanno chiesto come si chiamavano le mie maestre di scuola e io gli ho detto che proprio non me lo ricordavo, che mi ricordavo solo il nome della mia prima maestra, che è durata solo un anno perchè ci picchiava e le mamme hanno protestato con il preside.

Poi mi hanno chiesto come mi comportavo a scuola, se facevo la monella, io ho detto di no, che ero brava come loro, solo che una volta ho fatto un disegno in grande con la matita sul muro in fondo alla classe.

Mi hanno chiesto cosa ho disegnato e ho semplicemente detto la verità:

“Ho disegnato dinosauri che facevano la cacca”

Abbiamo riso molto tutti, è stata davvero una bella serata, spensierata, ci voleva proprio, dato che viviamo ancora in attesa di sapere se siamo o no dei bravi genitori.

Poi ho dovuto raccontare anche di quando avevo costruito un ospedale per cavallette con un cartone e poi l’ho portato in casa con tutti i pazienti, ma questa è un’altra storia…

Alzheimer

Da qualche anno questa malattia ci accompagna.
Mia suocera ha iniziato con i primi segni qualche anno fa, alla’inizio si conoscevano con il suo modo di essere, tipo ripetere centomila volte se avevamo mangiato abbastanza.
Ma ora è proprio evidente. Se ne sono accorte anche le piccolette, sanno che la nonna ha una malattia che le fa dimenticare le cose e per questo chiede le stesse cose ogni secondo.
È pericoloso lasciare le pentole sui fornelli, se passa lei è la vede accende il gas qualsiasi cosa sia e qualsiasi ora sia, è successo a Natale. Mio suocero aveva lasciato un pentolino con le polpette al sugo e lei, verso le 4 ha pensato di accenderlo, ovviamente nessuno si è accorto che era andata in cucina, eravamo tutti in sala con le piccolette che guardavano i loro regali, dopo un po’ l’odore di bruciato ha raggiunto la sala. Pentola da buttare, ma soprattutto pericolo scampato.
È una malattia che mi spaventa, lei vive in un mondo parallelo, non è con noi nemmeno quando è nella stessa stanza, non sembra come nei film, non c’è nessun momento in cui sembra rendersi conto di quello che le accade, è altrove sempre.

Numeri

Gaia: “Il mio numero preferito è il 2!”
Mamma: “Perché?”
Gaia: “Perché si trasforma in cigno!”