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Ciao nonno

Eravamo a fine gennaio e dopo un battibecco normale e banale ho detto a mio marito di andarsene pure dai suoi per un po’, così ci saremmo chiariti le idee.
Ci siamo messi a ridere perchè sua madre ha l’Alzheimer e tra le due situazioni era tutto sommato meglio stare a casa pur se con qualche battibecco piuttosto che stare sempre con i suoi e con sua madre che ripete le stesse cose ogni 30 secondi.
…ma poi è andata nostro malgrado proprio così, Rob si è dovuto “trasferire” dai suoi per un paio di mesi. Mio suocero è semplicemente crollato, il punto fermo della famiglia, il bastone di tutti, di sua moglie, ma anche nostro, è semplicemente crollato, una prima avvisaglia l’avevamo avuta il 26 dicembre con un giro al pronto soccorso.
A inizio febbraio ha avuto un ricovero di pochi giorni e poi una specie di agonia, uno spegnimento giorno dopo giorno per poco più di un mese.
Eravamo in quattro ad alternarci nella loro casa per non lasciarli soli, io e Rob ci incontravamo al mattino a casa dei suoi, a casa ci è tornato poco, lavorando faceva spesso il turno di notte dai suoi.
Se n’è andato una mattina alle 6, dopo una settimana in cui quasi non apriva più gli occhi.
Pochi giorni prima mi aveva detto di volermi bene e mi ha riempito di baci, e io credo di avergli dato più baci in questo periodo che nel resto dei 30 anni che l’ho conosciuto.
Non ho mai pianto perchè non potevo davanti a Rob e non potevo davanti alle bimbe.
Alle bimbe abbiamo spiegato tutto da subito, momento per momento hanno saputo le reali condizioni del nonno, sapevano che sarebbe morto presto, anche perchè dovevano capire l’assenza da casa del loro papà.
Sono state bravissime e molto più mature di quello che potessi aspettarmi, hanno visto il nonno per l’ultima volta vivo due sere prima che morisse e lo hanno voluto rivedere il giorno dopo la sua morte, quando era tutto ben vestito, da me, per il funerale. Ce l’hanno chiesto loro con parole e motivazioni adulte a cui non si poteva dire no. La sera dopo che l’avevano visto vivo per l’ultima volta gli hanno preparato due bellissime lettere d’addio che io gli ho messo poi nella tasca della giacca.
E’ quasi un mese che non c’è più e sembra un’altra epoca, il nostro mondo è cambiato un po’, anche perchè ora mia suocera è in una casa di riposo, impossibile poterla tenere in casa. Ma la casa dei nonni era già silenziosa nel momento in cui mio suocero è stato rinchiuso nella bara.
Ho pianto un paio di settimane dopo quando Rob mi ha detto di aver finito una confezione di sugo alle olive, me lo aveva chiesto mio suocero all’inizio di questo periodo, l’ultima volta che ha preparato da mangiare, cucinava benissimo anche un banale piatto di pasta, io non ero riuscita a trovarlo ne avevo preso un altro lui mi ha detto non fa niente e io gli avevo detto che lo avremmo preparato un’altra volta, ma poi non c’è più stata un’altra volta.

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Senza titolo con tanta rabbia

“Renzo il popolo grida che ha il frigo vuoto”

“Ditegli di ordinare una pizza così fa girare l’economia”

Video poker

Dopo quindici mesi di disoccupazione devo dire che ormai abbiamo raschiato il fondo del barile.

Riuscire a far quadrare il bilancio è un’impresa da equilibristi e i buchi si vedono, noi non siamo equilibristi e, soprattutto, il filo su cui abbiamo provato a camminare era davvero troppo sottile.

Avrei dovuto giocarmi tutto ai video poker, adesso sarei in terapia e sarei aiutata a ripianare i debiti…

E allora proviamo a fare outing qui e un po’ di terapia di gruppo.

Mi chiamo orma ho 45 anni, una laurea in architettura conseguita da meno di un anno, quindici anni di esperienza come analista programmatrice, altre competenze acquisite sul campo in particolare quello della preparazione documenti per sistemare debiti e crediti, molto precisa e organizzata, un attestato di OSS (operatore socio sanitario) appena conseguito e domani inizierò un non lavoro di quattro ore e mezza al giorno per 6 euro l’ora, riconosciuti come rimborso spese, come “volontaria” (pare sia legale) per cambiare pannoloni a una signora non più giovane e non più completamente autosufficiente.

Almeno la mia banca rivedrà delle entrate regolari e mi starà un po’ meno con il fiato sul collo.

Per offerte di lavoro vere e concrete in all the world sono qui!

Colori familiari

Verde – gli occhi di Gaia
Blu – gli occhi di Giada
Arancione – i ghepardi di Gaia
Rosso – i cavalli di Giada
Bianco – la luna simbolo di Gaia
Giallo – il sole simbolo di Giada

Questione di tatto

Mezzanotte circa, l’ora dei lupi o delle lupette in incursione verso l’ambito lettone.
Giada arriva, si infila sotto il piumone e inizia come al solito ad accarezzarmi la nuca, qualcosa non la convince “mamma?!?”, la manina si spinge verso il viso e sento che si tira un po’ in su per guardare, poi si rimette tranquilla ad accarezzare la nuca.

Ieri sera, quando le piccole erano già addormentate, ho fatto il mio solito taglio stile marine con il rasoio tagliacapelli a 3 millimetri, era passato un po’ di tempo dall’ultima volta…

Sax!

Eccolo, finalmente!
Anche lui era rimasto sospeso nei quattro mesi bui…
Ora è mio (in prestito) per poterlo imparare e, quando sarò abbastanza brava, suonare con la banda del paese.

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Du-reformen?

Mi piacerebbe tanto una du-reformen anche qui in Italia, ma qui sono tutti troppo attaccati al titolo di dottore anche se hanno finito a stento la quinta elementare…