Archivio per carattere

Determinazione

Giada: “Mamma, io posso vedere il passato, il presente e il futuro.

Il passato perchè me lo ricordo, il presente perchè decido cosa fare e il futuro perchè deciderò io come vivere la mia vita.

Manca un mese e mezzo al suo settimo compleanno e credo che non ci sia augurio più bello che io possa farle se non quello di crescere con questa determinazione.

Giada (Zoe) è fidanzata!

Ufficialmente da giovedì scorso, me lo ha detto solo perchè ormai me lo avevano detto tutti (sua sorella, le sue maestre,…), si sono abbracciati e baciati sulle labbra, come bacia me, suo padre, sua sorella,…
E’ innamorata, ma se deve scegliere tra Filippo (così si chiama il prescelto) e Tiger, il suo cane, sceglie quest’ultimo, e questo rimette un po’ a posto le cose.
Filippo le piace un po’, e un po’ ne è innamorata, stranamente non ne parla molto, lei che è una chiacchiera e che di solito mette tutti i suoi sentimenti in una canzone.
Però quando il suo papà le ha detto che dovevano parlare di questa cosa lei ha detto che tanto ormai si era fidanzata e che già si erano abbracciati e baciati, per fortuna ha solo 5 anni e mezzo (proprio oggi)!
L’adolescenza sarà dura con un tipino così…
Non so cosa aspettarmi da questa piccoletta, però vedere la tenerezza nei suoi occhi mentre ne parlava è stato un privilegio unico.
Ogni minuto con loro lo considero un privilegio, anche se a volte c’è da impazzire.
Giada poi lo dimostra proprio il suo amore per la vita, ama tutto del vivere, forse è per questo che le domande sulla morte provengono quasi sempre da lei, lei ama vivere.
Il suo nome, quello vero, quello che la rappresenta è decisamente Zoe, è il nome che avevo scelto quando sapevo di aspettarla anche se ancora non ne avevo conferma.
E Zoe le è rimasto, lei è proprio l’essenza della vita.

Il lettone

Giada non ha mai dormito nel lettone, si è abituata da subito e molto volentieri a dormire nella sua culla prima, nel suo lettino dopo e nel suo letto poi.

Ma da poco dopo il trasloco (un anno fa) le incursioni notturne si sono fatte sempre più frequenti, ogni scusa è buona, epistassi, sete, pipì, o anche niente, tra le 3 e le 5 è ormai certo che arriverà, a volte con tutto il suo zoo, a volte da sola.

Due le eccezioni: la settimana prima di Natale, al mattino si è svegliata convinta fosse Natale e convinta che avrebbe trovato i regali, ha avuto la sorpresa che mancavano ancora 7 giorni a Natale, il suo dispiacere più grande è stato lo sforzo inutile di essere rimasta nel suo letto tutta la notte. La settimana dopo, tra il 24 e il 25 ha dormito nel suo letto, a dimostrazione che è questione di volontà (le avevamo detto che Babbo Natale non sarebbe passato se non la trovava nel suo letto).

Poi basta, il miracolo non si è ripetuto nemmeno per la befana.

Il problema grosso è la precisa volontà di dormire nel nostro letto, volontà espressa chiaramente e in tutti i modi.

Stasera, al momento di preparare il nostro letto ha detto: “Lo faccio io, così se lo faccio è il mio letto!”

Un’altra volta

“Basta! Vado via, visto che non mi volete!
Mamma, c’è buio fuori?”

“Sì, amore”

“Allora vado via un’altra volta”

Viaggiare con i bambini si può…

a patto che non siano le mie e che io non viaggi sola con loro…
Vorrei dire che sono state meravigliose, che il viaggio è stato indimenticabile per le emozioni positive provate.
Forse non era il momento giusto, forse non dovevo andare da sola dato che Gaia senza la sua famiglia al completo non sta bene.
Forse in questo anno di separazione delle due sorelline siamesi non era il caso di andare a 2000 chilometri da casa e affrontare un viaggio di andata e uno di ritorno di 9 ore circa ciascuno.
Forse ho sbagliato qualcosa, o tutto, nel mio rapportarmi con loro.
Forse tante cose, ma è stato l’incubo peggiore di una madre, ero preparata ad incidenti vari con i bisogni fisici, con rovesciamenti vari di bevande e cibo, ma ai capricci senza soluzione di continuità no, non ero preparata.
La Svezia era meravigliosamente soleggiata, cielo azzurro intenso, luce ovunque (a breve un post sui luoghi comuni).
Devo ringraziare la famiglia Balorso che ci ha accolti con grande generosità, siamo stati bene, e anche le bimbe parlano in continuazione della famiglia Balorso e di come siano stati gentili con noi.
Un grazie immenso anche ai Piccoli Vichinghi per il babysitteraggio al momento giusto che ha salvato un’intera giornata, per le piccole in crisi è stato un vero toccasana e un momento di pausa di cui parlano con gioia.
Gaia sta soffrendo questo inizio di elementari, forse lo stacco dall’asilo alla scuola primaria è davvero difficile e si aggiunge anche allo stacco da sua sorella.
Giada sta soffrendo il cambio di asilo, ma più che il cambio di asilo sta soffrendo il fatto di non vedere Gaia durante il giorno, ne parla sempre, anche all’aereoporto, in attesa di tornare a casa il suo discorso era principalmente questo, ricominciando l’asilo l’indomani (quindi oggi) non si sarebbero più viste così tanto, fino al prossimo anno, quando anche Giada comincerà la scuola.
E io sono crollata in questi giorni, è stato davvero difficile per me reggere il peso delle sofferenze delle piccole.
Sofferenze inespresse, o meglio espresse con capricci più o meno intensi, ora a mente fredda e distante capisco e capisco anche che le mie reazioni dovevano/potevano essere diverse, ma quando ero in mezzo al delirio non capivo e non riuscivo a reagire adeguatamente, presa anch’io dalla stanchezza del viaggio, dalla stanchezza dei capricci che mi hanno colto impreparata, dal fatto di non riconoscere le mie bimbe in quelle piccole pesti ingestibili.
Mi sono sentita una pessima madre, ora sono pronta a rimettere tutto in discussione, mi prendo qualche giorno per poter analizzare più serenamente la situazione e poi vedremo, probabilmente chiederò un aiuto esperto, resto in osservazione qualche giorno, vediamo il rientro, ieri sera ho lasciato che si addormentassero ancora nel lettone con me.

Qualche “prima”

Il primo giorno di scuola per Gaia.
Emozioni per lei, ma anche per me.
Inizia la scuola, la prima frase all’uscita “oggi non ho preso neanche una nota”, forse abbiamo fatto un po’ troppo terrorismo psicologico preventivo.
Era l’unica senza il grembiule nero di ordinanza perchè noi non lo sapevamo, ma è forte e sicura la mia piccola e ha saputo rispondere bene a chi glielo faceva notare.
E’ bello che sappia vivere anche queste piccole “diversità” con i compagni, perchè gli anni di scuola sono lunghi e le diversità negli anni sono spesso dei muri.

La prima volta che Giada va in scooter con suo padre e la prima volta in assoluto che una delle mie bimbe va in scooter per più di pochi metri.
E’ stata accompagnata all’asilo con la mia raccomandazione “guarda che è l’unica Giada che ho” e lei era tutta felice perchè sono andati “quasi a cento” e hanno “superato tutte le macchine, ma si supera solo quando si può”.
Uno spettacolo con il suo caschettino.
E’ tornata raggiante perchè la sua maestra dell’asilo le ha comprato un quaderno dove possono fare le lettere e i numeri e, così, ha superato la crisi, crisi vera con lacrimoni veri, della sorella che iniziava la scuola e lei no.

La prima lezione di danza della mia vita, ora che non devo dimostrare di non essere una femminuccia, ora che ho raggiunto la pace con il mio corpo e la mia femminilità che fa parte del mio essere madre (sempre in divenire), ho deciso di andare a lezione di danza moderna, sembra divertente e io ho voglia di divertirmi.
La prima mezz’ora è di fondamenti di classico, bello, divertente e strano, strano vedermi in continuazione allo specchio, per me, che gli specchi li rifuggivo come nemmeno un vampiro sa fare.
Ora guardo quell’immagine in canottiera e tuta, con i capelli corti, brizzolati, come c’è scritto sulla nuova carta d’identità, normopeso ancora un po’ appesantita, con le cicatrici dell’obesità, molto visibile l’avanbraccio pendule, movimenti ancora un po’ goffi, impacciati, legati, ma quell’immagine ride e si diverte, ha imparato a smetterla con il perfezionismo, non devo più saper fare le cose prima ancora di provarci, ho rinunciato ad essere il genio che non sono mai stata e che mi sarebbe piaciuto essere.
Sono, finalmente, una persona, una persona che ha sbagliato molto, che ha pagato molto i propri errori e quelli dei suoi genitori e che ora vuole normalità, goffaggine anche, perchè no, una persona che vuole imparare, certo, ma soprattutto divertirsi, che bello vedersi sorridere allo specchio, una persona che arriva in ritardo su tutto, a volte anche di decenni, ma quando ci arriva la consapevolezza è davvero grande.
Sarà un gioco in più da fare insieme alle piccolette, andiamo alla stessa scuola di danza e abbiamo la stessa maestra, sarà divertente ballare insieme.

E’ stata una giornata impegnativa e decisamente ricca di cose.
Abbiamo fatto davvero tanto, al mattino ho portato Gaia in bici e ho apprezzato le distanze della vita in paese, dopo la scuola, ho portato Gaia al lavoro di papà e abbiamo mangiato con lui, poi siamo andate a Milano e abbiamo preso treno e metropolitana e questo è sempre un evento degno di nota.

E’ stata anche la prima volta che le due “sorelline siamesi” sono state separate per così tante ore da due anni in qua. Alla sera non smettevano più di dirsi cose e di mostrare l’una all’altra le cose fatte durante il giorno.
E’ stato bello guardarle e ascoltarle mentre si scambiavano le emozioni vissute e le esperienze, come se una volta che una fa una cosa sia trasferita automaticamente anche all’altra, semplicemente così, per sorellitudine, come se ci fosse un contatto continuo anche quando sono separate.

E oggi è il primo degli altri giorni, quello dopo un giorno di “prime” così importanti.

E a giugno farò il saggio… pregasi stare alla larga dall’altomilanese…

I pirati all’improvviso

Quando ormai avevo perso ogni speranza, immersa in un mondo rosa e fucsia fatto di principesse e vestitini frù-frù, arrivano i pirati.

Con tutto il loro fascino.

E alla scelta del gioco da portarsi a casa da una gita alla Minitalia Giada ha scelto la spada dei pirati, con cannocchiale, cappello e uncino, sì, è vero è rimasta affascinata anche dal tesoro fatto di dobloni e collana rosa, ma, finalmente, ha scelto i pirati!

A me piaceva molto vestirmi da pirata…