Archivio per G&G

A volte capita…

Sabato le mie piccole pesti e io siamo tornate al Poli dopo poco più di due mesi dall’ultima volta, quella della tesi.

L’occasione è stata data dall’evento dedicato ai piccoli dai 7 anni in su intitolato: Nidi, tane, case e rifugi: costruire edifici straordinari con materiali alternativi

Come mancare, ora che sono architetto anch’io?

E così siamo andate, nonostante la pioggia e Gaia che non era al massimo della forma, ma che non avrebbe rinunciato ad un giro a Milano per niente al mondo.

Loro si sono divertite molto, hanno raccontato di aver visto cose davvero molto interessanti (durante la lezione i genitori stanno fuori).

E anch’io ho avuto le mie soddisfazioni, a ripensarci sorrido ancora.

Ero nell’atrio e vedo uno che sembra proprio uno dei professori della mia commissione di tesi e in effetti mi guarda anche lui come se mi riconoscesse e dopo un po’ viene da me e mi chiede se ci conosciamo e io gli dico (balbetto) che sì, ero nell’ultima commissione di tesi e lui mi fa: “Ah, sì, con quella bella tesi sulla Svezia!” E io rimango basita (basita si può dire?), ringrazio per il “bella tesi”, ringrazio anche perchè ha notato la mia parte di critica all’intervento e poi resto davvero senza parole, la mia tesi è piaciuta per davvero e non solo per pietà!

Per fortuna poi doveva entrare a fare lezione alle piccole…

La lezione si teneva in un’aula del Trifoglio, praticamente il luogo dove è cominciato tutto, le prime lezioni sono state lì, e lì ho conosciuto le principali compagne di viaggio, e lì ho assistito ad un buon numero di lezioni del primo anno.

Ed ecco le piccolette sugli stessi banchi dove ho studiato io…

bimbe al Politecnico

le piccolette che prendono appunti in un’aula del Trifoglio

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Anamnesi, diagnosi, prescrizione

Dato che mi fa male il dito medio della mano sinistra (quella con cui scrivo) e il dolore si irradia verso il braccio, Giada ha diagnosticato che la mia mano e il mio tendine (che “contiene il dito”) sono stati usati troppo, ovviamente mi ha fatto precise domande sull’utilizzo della mano per il computer e per la scrittura, quindi mi ha prescritto riposo, mi ha dato il permesso di utilizzare la destra “ma non troppo sennò poi ti fa male anche quella”.

Io dal medico non ci vado più…

Gaia qualche giorno fa ha anche costruito uno sfigmomanometro con oggetti di fortuna…

ADA

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Primo giorno di ADA.

ADA è il mio progetto, ci seguirà quest’anno scolastico per un’ora alla settimana, vedremo durante l’anno se riusciamo ad aggiungere un’altra ora al venerdì o nel week end.

ADA è Atelier Des Arts, il nome è pomposo e vuole diventare il nostro laboratorio di creatività.

Sarà un percorso che si svilupperà in 15 unità, ogni unità potrà essere suddivisa in più lezioni.

Il percorso sarà un viaggio da carta e matite al digitale attraverso tecniche tradizionali e tecniche digitali. Quindi pittura, fotografia, che già si pone a metà strada, fotoritocco e computer graphic. Verranno, inoltre, mostrati esempi di storia dell’arte e probabilmente faremo anche un’uscita didattica in un museo d’arte.

L’obiettivo sarà la creazione di un libro che racconti la storia di due animali differenti, il libro sarà come uno scrap book da trasformare in ebook utilizzando gli strumenti informatici adatti.

La prima lezione della prima unità ci ha visto raccogliere immagini dell’animale scelto e la loro composizione in un disegno a mano libera che dalla prossima lezione verrà colorato prima a matite e poi a tecnica libera, probabilmente pittura a olio, poi proveremo anche gli ecoline.

E’ stata posta particolare attenzione al disegno dell’animale e a osservare e riportare le corrette proporzioni.

Gaia ha scelto il canguro e probabilmente la zebra.

Giada ha scelto il cavallo e il koala.

Io proverò con elefante ed aquila.

Ho preparato un cartello con scritto ADA – Atelier Des Arts e l’ho attaccato sul muretto vicino al tavolo dove si svolgeranno le lezioni, mi sono posta alle mie bimbe come se stessero seguendo un corso vero e hanno risposto in modo incredibile, mi hanno ascoltato senza fiatare, divertendosi e facendomi domande sensate, impegnandosi come se fossi per davvero una delle loro maestre.

La prima lezione le ha lasciate entusiaste, abbiamo spesso disegnato insieme, ma questa volta mi sono proposta nella veste di insegnante e questo ha fatto una differenza incredibile.

Abbiamo preparato un cassetto per riporre i materiali prodotti durante il corso e appena il papà è tornato a casa lo hanno sommerso con tutto quello che era successo in una sola piccola ora.

Il programma è pronto, il logo quasi e la prossima volta il cartello da appendere sarà più colorato.

Vincenti!

Ieri, pomeriggio di sport per le piccole!

5 prove: tiro con l’arco, danza, basket, attraversata di un piccolo ponte tibetano e karate; punteggio per ogni prova.

A sorpresa, per mamma e papà, Gaia è risultata la prima classificata nel suo anno, io e il papà eravamo già lì a pensare a cosa dire alla piccoletta che sarebbe rimasta senza premio, ed ecco che la chiamano per ritirare il premio di seconda classificata nel suo anno!

Grande festa! Due vincenti e genitori sorpresi. Ma alla fine perchè ci sorprendiamo? Ce la stiamo mettendo tutta per farne delle personcine vincenti, sicure di se stesse e capaci di divertirsi impegnandosi e loro stanno rispondendo benissimo.

Sappiamo che l’importante è partecipare e glielo abbiamo detto, ma vincere è decisamente più divertente…

Gaia ha vinto una palla da volley, non poteva esserci premio più giusto dato che, la pallavolo, è lo sport che ha scelto quest’anno e dopo il primo mese si può dire che sia la scelta giusta per lei, le piace, si diverte, sorride sempre anche quando ci sono gli esercizi più noiosi e si impegna, si impegna molto.

Giada ha vinto un fresbee ed era felicissima, ha vinto davanti al suo maestro di karate, il suo sport di quest’anno, e questo l’ha resa ancora più felice. Dopo il primo mese di karate di Giada si può decisamente dire che anche qui abbiamo trovato lo sport giusto, le piace imparare il kata e le piacciono moltissimo i pugni e i calci, si impegna motlo anche lei e anche lei si diverte, è bellissimo guardarle fare sport.

Quest’anno siamo riusciti a separarle, a fargli fare due sport differenti in modo che ciascuna riuscisse a seguire le proprie inclinazioni e riuscisse a fare ciò per cui è più portata. A Gaia riesce bene qualunque sport, è naturalmente portata, forse perchè ha fatto ritmica a due anni e mezzo o semplicemte perchè è così, fatto sta che qualsiasi cosa prova le riesce. Uno sport di squadra per lei è perfetto, la aiuterà a vincere la timidezza.

Giada è più individualista, non ha paura di niente e ha molta grinta, lei si impegna più con la testa che con il fisico e il karate è più concentrazione ed equilibrio e per Giada è perfetto, e poi è uno sport individuale, ma ci si allena in gruppo e questo aiuterà il caratterino della piccoletta ad equilibrarsi.

E’ stato un bellissimo pomeriggio!

Gaia e Giada hanno dormito con i loro premi…

Tooth’s day

E’ successo così, in un sonnacchioso pomeriggio di luglio. Ieri, Giada ha sentito dondolare il suo primo dentino.

C’è stata grande festa, questo primo dondolamento era atteso da molto, Giada lo aspettava da quando, ormai due anni fa, ha dondolato il primo dente di Gaia, tutti ce lo aspettavamo da un annetto pensando, erroneamente, che se Gaia ha iniziato a 5 anni e mezzo lo stesso sarebbe accaduto con Giada.

Ma Giada è Giada e con lei tutto deve essere spettacolare ed esagerato e allora ieri sera sono partite le decorazioni in soggiorno per festeggiare questo attesissimo evento, decorazioni in carta e cartoncino a forma di dente attaccate un po’ ovunque.

Qualcosa per tutti noi

Due settimane da disoccupata, in questo momento non cerco, ho rimandato tutto a settembre.

E’ stato un anno pesantissimo e ora ho bisogno di ricaricare le energie, e poi la scuola è finita, l’oratorio estivo è finito e Gaia e Giada sono a casa e ci sono un po’ di cose da riorganizzare.

La prima settimana l’ho passata facendo qualche turno in ambulanza, tanto per riprendere un po’.

A Gaia e a Giada abbiamo regalato uno stage estivo in una scuderia, si sono divertite moltissimo, erano entusiaste dai cavalli, dal lavoro di scuderia e dal poter abbracciare i cavalli, in più hanno preparato un piccolo spettacolo che consisteva in alcune posizioni da assumere sul cavallo, numeri da circo e quindi cose divertentissime. Credo che sia stata, fino ad ora, l’esperienza più arricchente che hanno fatto.

In questi mesi il rapporto di coppia è stato messo a dura prova, non è stato un periodo facile e anche se eravamo solidali in tutto, le preoccupazioni di questi mesi hanno provocato non pochi scossoni e, quindi, abbiamo deciso di fare un regalo anche a noi e ci siamo regalati qualche ora in una camera di un motel extra lusso con tanto di mini piscina, volevamo e avevamo bisogno di stare lontani da vicini, mestieri da fare, conti da controllare,… Qualche ora solo per noi, per ritrovarci un po’, in un posto carino e confortevole. Anche questi sono stati soldi ben spesi, è stata la prima volta che andavamo in motel e ora fa parte dei nostri ricordi più dolci.

Ora inizia un periodo di austerity, anche perchè bisogna vedere quando riuscirò a trovare un nuovo lavoro…

Serpenti e iene

Al mattino usciamo molto presto, mentre il resto del mondo generalmente dorme o si sta svegliando.

Le piccolette quando sono vestite sono operative in tutto e per tutto e quindi sveglie, urlanti e con voglia di giocare. E allora ecco un gioco tra noi che consente un minimo di attenzione per non fare troppo rumore nel cortile del condominio.

“Sssshhhhh! Ci sono i serpenti e le iene! Attenzione, non devono sentirci!”

… e così arriviamo silenziosamente (abbastanza) e velocemente alla macchina per poter scappare prima che serpenti e iene ci raggiungano.

Quando apriamo il cancellone possiamo chiamare le aquile e i leoni che ci difendono. Stamattina una iena era riuscita a balzare sul tetto della macchina, ma siamo riusciti a farla cadere con tante smorfie.

(Che serpenti e iene siano i miei cari vicini anonimi? Questo gioco, però, è iniziato molto prima di tutta questa faccenda, forse, inconsciamente ce lo sentivamo)