Quando si diventa vecchietti si muore?

E siamo arrivati alle domande sulla morte, domande a cui non so rispondere, paure che non so rassicurare.
Giada, in particolare, fa domande del tipo “Ma poi anche tu e papi morite?”, “e poi tornate dal cielo?”, “e tutte le tue cose le lasci qui?”, “allora, ogni tanto, le metto io, sennò cosa restano a fare qui?”.
Il problema è che me lo dice con vocina piangente, soprattutto quando dice “io voglio stare tutti i giorni [sempre] con te”.
E poi “ma anche noi diventeremo vecchiette? E poi moriamo?”, “e come si fa a morire?”, “e dopo cosa succede?”.
E io mi sento impotente, sono anche abbastanza atea da non avere la consolazione del paradiso, ma non riesco a dirglielo adesso e allora lascio che mi dicano “E quando vai in cielo rivedi i tuoi cani?”.
La morte è una cosa che sconcerta anche me e capisco il loro “non è giusto”, nonostante non credo di voler vivere per sempre, però, davvero non so cosa dirgli, resto ammutolita, senza risposte, e non avere risposte non aiuta a non ricevere più domande.

E non glielo dico che si  può morire anche molto prima di diventare vecchietti, perchè quando l’ho saputo io ero alta come loro e mia nonna, alle mie domande sulla morte, mi ha brutalmente risposto che si poteva morire anche da bambini come ero io, da quella sera ho iniziato ad avere paura di addormentarmi per sempre, perchè mi era stato anche detto che morire era come dormire senza sogni, e io non voglio dirgli nemmeno cose simili, non voglio che restino sveglie come me per cercare di capire quando ci si addormenta cosa succede.

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2 commenti»

  rosa wrote @

non sono pronta per queste domande. non ero pronta neanche a leggerle qui nel tuo post, pensa un po’. mi sono emozionata.

  Paola wrote @

Ciao. Mi permetto di lasciarti un consiglio anche se non ci conosciamo. Seguo il tuo blog da un po’ e trovo stupendo il tuo modo di raccontarti, per questo mi sembra quasi di conoscerti. Vorrei consigliarti il metodo usato dal mio papà quando ero piccola: di’ loro che non c’è nulla dopo la morte, che non ci si accorge di nulla, e fallo col sorriso sulle labbra. I bambini non hanno paura della morte, quindi se tua figlia ha i lacrimoni quando ne parla vuol dire che la paura le è stata inculcata da qualcuno. Nel mio caso, ad esempio, furono le suore a terrorizzarmi con le loro storie sull’inferno e sulla dannazione eterna. Così il mio papà mi diceva “ma no, che scemenze! Quando muori non te ne accorgi. Non ti accorgi di niente, nemmeno di essere morta” ed io mi sentivo enormemente rassicurata dal fatto che i morti non se ne accorgessero. Mi aiutava a non soffrire troppo per la morte dei miei cari e a non avere paura per la mia morte. Però è fondamentale che tu glielo dica in maniera serena, come se fosse la cosa più normale del mondo. E se dovessero chiederti se anche tu, un giorno, morirai, rispondi “sì, ma tra tantissimo tempo” (sempre senza dimostrare alcun turbamento all’idea di lasciarle). Fidati, funziona. Tu sei la loro mamma, l’autorità massima a cui fare riferimento. Se ti mostri serena all’idea di morire, riuscirai a trasmettere la stessa serenità, anche se tutto il resto del mondo remerà contro dimostrando alle tue figlie quanto sia terribile la morte. In fin dei conti, per un bambino la mamma è la mamma, gli altri non sono nessuno a confronto!


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