I capricci della diva

Giada fa capricci.
E questo è normale, ha poco meno di quattro anni.
Quello che non è normale è non riuscire a capire quando i capricci sono veri.
Lei studia le espressioni, si guarda allo specchio e prova le scene di pianto, poi rifà le stesse espressioni per il pubblico, ovvero per me.
Il problema è quando non è davanti allo specchio, bisogna guardarla con la coda dell’occhio e aspettare, vedere se spunta il sorrisino rivelatore, quello che dice che è tutta una recita, e allora tanto vale stare al gioco e il capriccio è già finito.
In effetti è difficile che Giada faccia un capriccio vero, è più facile che faccia la buffoncella, e così non è che sia più facile, perché l’ascolto è pari a zero e i tempi si dilatano, ma perlomeno si ride…

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