LA telefonata

Un dialogo che aspettavo da  q u a r a n t u n a n n i.
“Pornto”
“Parlo con A. C.?”
“Sì, lei chi è?”
“Sono Monica U. O., tua figlia, forse”
“…”
Fin qui è andata come mi aspettavo, poi, dopo il silenzio, pensavo che avrebbe riattaccato, oppure mi avrebbe semplicemente chiesto “come stai?”, oppure altre diecimila ipotesi che mi erano venute in mente l’attimo dopo aver trovato il suo numero di telefono.
Tutte tranne:
“Non sono io quello che cerchi”
E poi, nel corso della conversazione, dando altri dettagli, “C’erano altri A.C. a Milano nel ’68”
Eppure tutto corrisponde, tutti i particolari che mi ha dato corrispondono con l’altra versione della storia, quella che mi facevo raccontare da mia madre e che ho sentito per circa trentanni.
Sei mio padre!
Lo sento, nonostante le tue parole volessero convincermi del contrario.

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4 commenti»

  MammaTuttoFare wrote @

che coraggio che hai avuto nel fare La telefonata!
ti abbraccio, non sapendo nulla della tua storia, però immagino che abbia fatto male sentirsi rispondere così, tanto male…

  Stefania wrote @

… che colpo al cuore… momenti fortissimi … non so nulla della storia , ma ti abbraccio straforte … e ti auguro la giusta strada …

  Sunflower 2006 wrote @

Certe persone non riescono davvero ad essere genitori. Sei stata molto coraggiosa a scavare nel passato e telefonare. Hai fatto ciò che era in tuo potere. Ora sta a lui scegliere (e mi pare l’abbia già fatto). Lascialo andare e cammina oltre.
Ti abbraccio

  Carlo wrote @

urka… perché è cosi’ importante sapere da dove veniamo? chi era/cosa ha fatto la nostra famiglia? ci manca davvero qualcosa se non lo sappiamo o siamo solo noi che ci sentiamo in “difetto” a non saperlo? E poi nel tuo caso non è vero che non lo sai chi sei: hai un marito che ami e ti ama, hai due bellissime figlie, ti sei fatta strada con tenacia e determinazione nel mondo del lavoro (e non è certo stato facile da quello che racconti)… sapere chi era tuo padre e tutti i perché… si, puo’ essere importante ma non puoi credere davvero che ti possa “completare”. Secondo me lo sei già, ma hai paura (come tutti noi) di convincertene.
Comunque scusa, ti volevo dire che ti siamo vicini, non farti la predica :-)


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