La fame che non si placa, ancora una donna sola

Ho letto questa notizia, di questa donna di 40 anni, uno meno di me che pesava tre volte me, cinque volte una normopeso con complessi per i 2 chili di troppo.
E’ morta di fame, mangiando, a 285 chili.
Era ricoverata per essere tenuta a dieta, ha convinto dei familiari a farsi portare i suoi cibi preferiti, quelli più vietati, pollo fritto e fish and chips. Il servizio sanitario le aveva negato un bypass gastrico che nel suo caso può essere considerato un intervento salvavita al pari di un bypass coronarico (per le possibili complicanze di un’anestesia su una paziente con queste problematiche di peso?).
Ovviamente so solo quanto riportato dai giornali.
E da quello che mi è arrivato io non incolpo la donna, non perchè gli obesi non hanno colpe, ma perchè lei era gravemente ed evidentemente malata, una malattia che va al di là del mangiare troppo, è evidente che la sua mente aveva FAME, una fame che non è di cibo, ma che si rivolge al cibo, perchè è facile ingurgitare, più difficile è capire da dove arriva questa fame e nutrire questa fame con gli alimenti giusti, che non necessariamente, anzi, che sicuramente non è il cibo in senso letterale (non a caso lei è diventata obesa dopo una grave depressione post partum, ancora una volta una donna lasciata sola, nonostante l’affetto dei famigliari).

Io vedo le responsabilità maggiori di questa morte nel servizio medico che anche dai commenti post mortem sembra che liquidino il caso frettolosamente come quello di “una che mangiava troppo e che si è suicidata mangiando”, ma loro dov’erano?

La stessa parola “dieta” deve aver mandato quella donna in paranoia, deve averla fatta sentire intrappolata, ancora di più dei chili che si portava addosso e riesco solo a immaginare la fame che ha sentito ancora più urgente e insistente, quasi più che un bisogno d’aria. Era lì che cercava il suo ossigeno e i suoi famigliari glielo hanno portato, invece di parlare con i medici, invece di cercare altri posti dove ascoltassero questa donna che boccheggiava per la fame appena le hanno paventato una vita di diete e rinunce.

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