Io, ignorante razzista!

Ecco quello che mi offre la mia nuova vita da pendolare che si sposta in treno.
La possibilità di leggere e leggere permette di non ignorare…
Ho letto Gomorra, finalmente, a ormai 4 anni dalla sua uscita.
Io sono nata e cresciuta a Milano, in una famiglia milanese, con origini milanesi, qualche parente a Chiasso, Svizzera.
Non parlo il milanese, lo capisco, ma non lo parlo, perchè in città non si parla il dialetto, si parla italiano.
E forse da qui un po’ di razzismo invidioso è iniziato. Se fossi nata e cresciuta in un paese della provincia di Milano, quasi certamente parlerei il dialetto.
In città non si fa, perchè se parli dialetto nessuno ti capisce, a Milano non ci sono più i milanesi, frasi fatte, ma nemmeno troppo lontane dal vero.
E così un po’ razzisti dentro si è e si rimane, al nord “nun se sta mai coi man in man”, e a Napoli?
A Napoli non hanno voglia di lavorare, loro hanno il mare, il sole, le loro canzoni, la sceneggiata, e quando lavorano quelli…
E poi le barzellette sugli orologi rubati ai semafori, semafori che non vengono rispettati. E così si cresce con questi pregiudizi ben radicati dentro.
E poi loro parlano un’altra lingua, non parlano italiano, parlano il loro dialetto e se lo tengono stretto anche quando emigrano.
Napoletani veri non ne ho mai conosciuti, strano, a Milano, ho avuto molti più contatti con siciliani, tanto da sposarne uno che lo è a metà, il cui cognome è di origini napoletane.
Ma nessun parente a Napoli, solo in Sicilia.
Napoletani ne conosco attraverso la blogosfera, e li seguo anche con interesse, perchè sono persone interessanti.
Eppure qualche pregiudizio mi era rimasto radicato dentro, come le erbacce che anche se le estirpi ricrescono sempre.
E così quando i telegiornali parlano di Napoli, il cervello filtra attraverso queste erbacce e non capisce.
Ora ho letto questo libro e ho rivisto alcune notizie che avevo filtrato e le ho rilette con occhi diversi.
E ho capito che se nasci laggiù hai quattro possibili vite: da emigrato, da derelitto, da deliquente o da eroe. E mi sembra che solo la prima scelta sia quella che offre una maggiore aspettativa di vita.
E ho riflettuto sul fatto che non so se riuscirei a vivere da eroe, forse nemmeno da deliquente, probabilmente vivrei da derelitta, perchè emigrare è difficile, soprattutto quando non hai nemmeno la possibilità di sognare.
E allora forse è meglio se la smetto con quest’aria da milanese indaffarrata, perchè poi fino a ieri lavoravo in nero, proprio come a Napoli, forse prendevo un po’ di più, ma si sa che qui la vita è più cara.
Devo solo ritenermi fortunata di essere nata a nord e non a sud, e purtroppo nemmeno così a nord come mi sarebbe piaciuto.

7 commenti»

  TopGun wrote @

@dancerjude

non siamo noi ad essere razzisti, sono looooro che sono Napoletani! :D (ridiamoci sopra va)

  dancerjude wrote @

@orma
“E ho capito che se nasci laggiù hai quattro possibili vite: da emigrato, da derelitto, da deliquente o da eroe. E mi sembra che solo la prima scelta sia quella che offre una maggiore aspettativa di vita.”

hai capito in pieno… io ho scelto la prima, in fondo eroi si nasce e io, almeno in questo senso, non lo nacqui…

@TopGun
“purtroppo, quello che scrive Saviano nel suo libro, è tutto vero.”

a parte condividere vorrei aggiungere che quello che ha scritto Saviano è solo la punta di un iceberg, la quotidianità dell’essere napoletano è molto più terribile… io ho resistito quasi trent’anni e poi, arresomi, sono scappato (anzi siamo, io e mia moglie)… non mi sono allontanato molto (per adesso), in fondo Roma è ad un tiro di schioppo, ma dopo dieci anni lontani da Napoli, le somme si tirano e sono sempre in positivo in tutti i sensi…

chiedo scusa per il commento lungo, ma Napoli per me resta e resterà sempre un nervo scoperto, perchè è una città fantastica, meravigliosa, magica, ma che ha un solo enorme e grandissimo difetto: ci sono i napoletani (e lo dico senza ironia purtroppo)

  Micol wrote @

Però dove abiti ora qualcuno parla in dialetto. Anche io vengo dalla città, una piccola più a nord sul lago vicino alla Svizzera direi, però mi incanto davanti alle vecchie signore che parlano in dialetto milanese anche per comprare il pane! Spero che tu stia bene e che a settembre riusciamo ad incontrarci.

  Stefania wrote @

Accipicchia che post tosto … mi piace un sacco … un abbraccio grande spero tu stia alla grande ….

  onda wrote @

bè.. qualche piccolo vantaggio c’è, no?

  TopGun wrote @

Non siamo noi ad essere razzisti.
sono looooooro che sono Napoletani.

purtroppo, quello che scrive Saviano nel suo libro, è tutto vero.
Anche se certi “giornalisti” con la gi minuscola lo attaccano, anche se altre parti politiche lo eleggno a cristo (anche questo è sbagliato) quello che scrive Saviano è tutto reale.

  MammaTuttoFare wrote @

bello questo post….anch’io attendo da anni di riuscire a leggere Gomorra..ce la farò, prima o poi!


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