Senza invito

Nell’ottobre del ’97, solo 2 mesi prima del grande crollo e successiva ricostruzione, sconosciuti sono entrati in casa nostra, hanno dato un paio di ossi ai miei due cani e sono entrati facendo un leva su una porta finestra, e hanno portato via tutto, ovvero pochi ricordi dei miei nonni, un anello che mi aveva regalato mio marito, l’altro ce l’avevo addosso, la mia macchina fotografica e la videocamera. Tanto rumore per poche centinaia di euro, tutte cose, però, che non si potevano ricomprare, una parte perchè ricordi e un’altra perchè di soldi non c’enerano più per il superfluo.

La sensazione che si prova quando si sta capendo che c’è stato un furto è davvero difficile da descrivere, sono entrata in casa e subito era impossibile da notare, c’erano però dei dettagli stonati, il mio cane mi ha condotto alla porta finestra e mentre lo faceva iniziavo a realizzare che era successo qualcosa di poco piacevole, un tuffo al cuore e poi sentivo il classico sudore freddo e subito la sensazione di qualcosa che ti manca e che non ti potrà ridare nessuno. E più delle cose materiali è proprio la sensazione di insicurezza quella che ti toglie il fiato.

Sapere che qualcuno è stato, ha camminato, ha frugato, dentro le tue cose, nella tua casa, dove ci sei tu, a nudo, questa è la cosa che più ti fa sentire vulnerabile. Lo so, sono pensieri scontati e anche un po’ banali, ma oggi mi è ricapitato di provare le stesse sensazioni e per fortuna, questa volta, il mio ambiente contaminato non è stata la casa ma solo la macchina, la macchina con cui porto G&G all’asilo è stata aperta ed è stato portato via il navigatore che era nel cassettino, solo 80 euro o poco più, ed è stato portato via anche qualche spicciolo che era stato lasciato lì per pagare l’autostrada e facendo questo hanno spostato e buttato da parte un ciuccio che conservavo, questo, più del furto stesso è stata la cosa più brutta, il non-valore attribuito ai miei valori, essere stati dove ci sto io, dove stanno G&G, aver toccato le nostre cose, aver contaminato il nostro luogo di viaggio, e ancora la sensazione di vulnerabilità che viene lasciata…

4 commenti»

  Ondaluna wrote @

No, non sono considerazioni banali, anzi, sono riflessioni da parte di una persona sensibile e intelligente quale tu sei (ti ho percepita così da subito).
Leggere del ciuccio è stata la cosa che mi ha fatto più male: forse perché, come tu hai detto, ha a che fare col non rispetto dei propri valori.

  Carla wrote @

Ci sono passata anch’io qualche anno fa e ricordo bene la sgradevole sensazione che descrivi… mi dispiace!

  Mammamsterdam wrote @

certe volte pure io mi dico, quando mi hanno rubato una busta di verdura dalle borse della bici, per esempio, ma che tornaconto ne hanno? E però il brutto è proprio il senso di violazione, mica altro. E quello non basta la migliore delle assicurazioni a ridartelo.

  TopGun wrote @

siamo veramente alla frutta.

il navigatore costava 80€ quando l’hai comprato tu nuovo, ma rivenderlo in nero per farci due lire….quanto gli verrà a loro?

il ciuccio almeno lo hai recuperato?
meglio di niente.


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