Giocando con il nemico e ordine di nascita

Gaia è nata per prima e non ha fatto in tempo ad accorgersi di essere figlia unica, perchè ha imparato a parlare sapendo che presto sarebbe arrivata una Giada.
Aveva solo 6 mesi quando ho scoperto di aspettare Giada e  Gaia lo ha saputo da subito, per quello che poteva capire, mi ha seguito in ogni visita e ogni ecografia, ed è stata la terza persona a vedere Giada, prima io, poi il suo papà e poi Gaia, l’ha riconosciuta subito e da subito l’ha coccolata.

Nessun problema nemmeno quando allattavo Giada, Gaia è stata molto seguita, la maggior parte delle attenzioni erano per lei, Giada mangiava e dormiva nella sua culla, quasi non si sentiva.

Poi…

Giada ha iniziato a farsi sentire, durante il suo sesto mese di vita ha iniziato a sviluppare una dote particolare per cui il suo pianto era decisamente superiore in decibel rispetto a quello di sua sorella e ha iniziato a reclamare la sua dote di attenzioni.

Non c’è un momento particolare, ma di sicuro quando è iniziato il periodo dei capricci di Gaia, Giada osservava e ha stabilito che lei avrebbe usato una tecnica differente.

In effetti i capricci di Giada durano molto meno e sono meno ostici, sono più semplici da gestire, e in generale “sembra” più gestibile rispetto a Gaia. In realtà ha lavorato molto per ottenere per sè la maggior parte delle attenzioni della mamma stabilendo che il papà era per Gaia e la mamma solo sua. E senza che ce ne rendessimo conto ha funzionato, anche perchè Gaia è più cedevole sotto questo aspetto e finora ha accettato apparentemente senza problemi questa divisione imposta da sua sorella.

Inoltre, anche all’asilo Giada ottiene maggiori consensi, è decisamente un’attrice nata e sa recitare benissimo la parte di quella brava, mettendo enfasi in quello che fa, soprattutto quando sua sorella non fa. Le logiche di mamma e papà sono un libro aperto, perdipiù illustrato, ha capito già tutto e spesso lo dice anche, “se si fa così succede cosà” con una logica impeccabile, così come sa già quali saranno le reazioni di sua sorella e spiega pure quelle, del tipo “Gaia chiama mamma perchè papi la sta sgridando”…

Come si fa a combattere con una bimba così? Gaia ha già perso, e anche se Gaia quando si impegna, è decisamente brava e sensibile, Giada riesce sempre, o quasi, a metterla in ombra.

Ora tutto questo si sta rivelando, inoltre il fatto che siano così vicine d’età rende difficile differenziarle realmente, è come se avessero la stessa età, anche perchè Giada tende ad imitare, anche troppo bene, quello che fa Gaia, bruciando qualche tappa.

Gaia ne sta risentendo, molto più di quello che appare e il malessere si sta evidenziando. Di sicuro le serve una mamma un po’ più mamma di Gaia che di Giada, anche se non so esattamente come fare. Probabilmente occorrerà anche enfatizzare un po’ di più che lei è quella grande, anche se fin’ora abbiamo evitato questo proprio per non metterle in competizione.

Perennemente equilibristi sul filo…

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3 commenti»

  Stefania wrote @

Non c’è che dire… per quanto si faccia , e con tutte le migliori intenzioni , non si riesce quasi mai a evitare la sofferenza del primogenito all’arrivo o al venire fuori di fatto con getsi e parole , del secondo … Io cerco solo di avere equilibrio ….parola grossa …. Credo che sia importante porsi il problema e poi il resto viene da sè , osservare un pò di più e tentare più strategie … Ti abbraccio…Come stai???

  Morgaine le Fée wrote @

Questo post é proprio molto interessante!
esattamente ieri é arrivato un nuovo bimbo all’asilo del Mezzovikingo, e le maestre ci ha raccontato che ha avuto un attacco di gelosia, con musi lunghi e tentativi di attirare l’attenzione. E noi abbiamo pensato a cosa succederebbe se gli capitasse un fratellino-sorellina….
Il commento di Carin mi sembra molto saggio, comunque.

  Carin wrote @

Non so se riesco a spiegarmi in italiano, ma faccio il mio meglio. Ho quattro bambini, non mi sento un’esperto, ma l’esperienza che ho è che è importante per la più grande avere qualcosa che è solo sua. Per esempio un interesse o dei momenti con te quando non c’è la piccola, può essere fare uno sport o solo uscire con te a fare la spesa o qualsiasi cosa. La cosa più importante secondo me è di mostrarla che lei è unica e che la sorella non c’entra sempre con quello che fa lei, e che la grande ha una zona dove non ha bisogno dí “competere” con la sorellina. Senza dubbio lei ha anche qualcosa unica che non ha la sorellina, ed è quello che dovete trovare. Buona fortuna!


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