Ma come parla?

Giada ha 3 anni e parla da sempre, la sua prima frase è stata “Io non vengo, voglio giocare” e dovevamo andare al nido, praticamente una dichiarazione di guerra.

E ora che ha 3 anni e fa le solite sostituzione di “r” con la “l”, la “s” non sempre viene pronunciata e così un “scura” diventa “cula” e io mi ritrovo a far da interprete per il papà, per non parlare delle parole inglesi che ripete e, in quel caso, l’interprete lo fa Gaia.

Ma sono altre le cose di cui mi stupisco e prima fra tutte i diminutivi che usa per le parole, per lei è tutto in “etto/a” e così cavallo diventa cavalletto, cane diventa cagnoletto, pesce pescioletto e nemmeno la mamma sfugge, che inevitabilmente diventa mammetta. 
L’altra cosa davvero strana è l’accento da “magutt de Berghèm” (muratore bergamasco), come si suol dire, ha davvero una strana cadenza che non usa nessuno ed è tutta sua. Da noi i dialetti sono decisamente banditi e al limite sarebbero milanese e siciliano, ma essendo ormai di recente generazione e nati e cresciuti a Milano città, i dialetti li capiamo, ma non li parliamo.

Quando cerca il suo cavalletto con la cadenza bergamasca è davvero bellissima!

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