Eppure stride – dei delitti e delle pene

E’ uscito Omar, di Erika e Omar, ed è subito chiaro a chi mi riferisco, ormai gli assassini li possiamo chiamare per nome e per questo fanno meno paura e nemmeno ci si interroga più su come sia possibile arrivare a certi delitti.
Nessun problema, ha finito la sua pena inflitta, gli sono stati fatti un po’ di sconti e ora può tornare libero e redento.
Non ci sarebbe nessun problema se…
Dopottutto a questo dovrebbe servire il carcere a redimere e non a vendicarsi infliggendo pene che durino per la vita.
Si potrà rifare una vita, è giovane ha 27 anni, è proprio il momento giusto. Grazie al carcere ha potuto mettere da parte un po’ di soldi guadagnati lavorando, mentre lo stato gli pagava vitto e alloggio e la famiglia la vedeva tutti i giorni a pranzo.
Quindi ora ha già un lavoro e il suo gruzzoletto, tutto giusto, tutto come dovrebbe essere.
Eppure stride…
Stride con la fatica di vivere di chi è fuori, con la fatica che si fa a trovare un lavoro a 27 anni come a 40, la fatica di arrivare a fine mese contando i centesimi rimasti e un affitto ancora da pagare. Stride con l’aiuto che non c’è da parte dello stato (volutamente con la s minuscola) per tutte le famiglie “per bene” in difficoltà. Stride con chi un conto con la giustizia non ce l’ha, ma che deve continuamente pagare per sopravvivere. E stride con chi giustizia non riesce ad averla perchè dopo anni di attesa per le indagini preliminari si sente rispondere “sì, sareste stati vittima di questo reato, ma ormai è prescritto e non si può più fare niente”, ma i debiti da pagare restano alla vittima e non allo stato e nemmeno al colpevole.
Stride con chi cade senza colpe e non viene aiutato a rialzarsi.
Io sono per un carcere redentivo, sono con “nessuno tocchi caino”, sono anche contraria in linea di massima con il carcere a vita. Ma tutto questo e altre situazioni stridono…

3 commenti»

  dannella wrote @

Mi è difficile dare un giudizio sulla questione. Posso riportare quanto sta avvenendo in questi giorni in Germania e in Svizzera. Si stanno giudicando dei giovani adolescenti di Zurigo, che sei mesi fa in gita scolastica in Germania, hanno gratuitamente e senza motivo alcuno, aggredito diverse persone nel centro cittadino, accanendosi in particolare con una di queste riducendola quasi in fin di vita. Dopo mesi di carcere a Monaco, ora il processo. Rischiano fino a 10 anni di carcere. Se fossero stati giudicati in Svizzera avrebbero avuto al massimo 4 anni, per lo stesso reato. Conclusione, non credo che ci sia una giustizia più giustizia di altre, un carcere giusto o sbagliato, credo però che oggi sia più difficile per chi fa il mestiere di magistrato e giudice, valutare la gravità di certi reati, perché la violenza ormai è ovunque e in ogni luogo, in ogni persona e in ogni atto anche quotidiano. Basta vedere come si trasformano le persone quando passano da pedoni ad automobilisti… E soprattutto la violenza nei giovani è impressionante e sembra non avere fine, a me fa paura tutto questo.

  orma wrote @

Sono sostanzialmente d’accordo con te, soprattutto nel caso in questione sono dell’idea che davvero non ci sia il pericolo di reiterazione del reato. Nei casi che dici tu, invece, il pericolo è decisamente una certezza, la mente degli uomini di cui parli è sicuramente più diabolica e maggiormente priva di scrupoli.
In questa italietta tutto stride e scricchiola e la vera galera è quella della “gente comune”.

  pontitibetani wrote @

sarò una voce fuori dal coro … ma sebbene creda che la pena ci stia tutta e anche per lunghi periodi di tempo, continuo a voler (desiderare) più fortemente pene più severe per certi politici condannati, per i dirigenti della thyssen krupp, per gli scafisti … insomma per quelli che sulla pelle altrui ci speculano e lucrano, con consaevolezza. (mettiamoci anche gli imprenditori che sulle macerie dell’acquila festeggiavano)
la follia nei suoi modi e nei suoi tempi richiede modi diversi dal carcere, forse.
mi sembrano reati più gravi, anche se l’orrore finisce per essere minore, e la percezione della sofferenza provocata si stempera in altre questioni …
l’omicidio legato alla follia mi fa (di persona e per istinto più paura) ma la speculazione consapevole sulla pelle e sulla vita di altri mi fa orrore vero, e disgusto per una umanità davvero degradata.
scatena la voglia di pene più severe…


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