Ospdale – pensieri del secondo giorno

Il rispetto
Cos’è il rispetto in un luogo dove le proprie fragilità sono messe a nudo su un letto d’ospedale?
Su cosa si deve basare una convivenza tra persone che non si conoscono nè mai si frequenteranno una volta uscite da una convivenza intima forzata?
Questa è la parte che più odio degli ospedali, le camere a tre letti (quando va bene), il bagno in comune con sei persone, dormire nella stessa stanza con sconosciute a distanza di un metro (per fortuna c’è la tenda), i parenti dei vicini di letto e quelli che non sanno in che camera si trova il loro caro e per questo si sentono autorizzati a sbirciare in ogni camera, e poi le considerazioni non richieste dei vicini di letto sui loro malesseri, l’aria viziatA di camere affollate che sanno di ospedale e che dopo un giorno ti impregnano del loro odore (Gaia ieri non riconosceva più il mio odore e me l’ha proprio detto che non “odoravo di mamma”).

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