Questione di genere

Quando ero piccola io non mi sono mai posta il problema del genere dei miei peluche e pupazzi e nemmeno mi preoccupavo che nei cartoni animati fossero imperanti le figure maschili, anche, perchè vedevo che essere maschio era più semplice, c’erano più vantaggi e meno doveri (anche adesso mi sembra così, però) e quindi se dovevo sognare io ero maschio per essere libera e quindi anche i miei pupazzi lo erano.
Gaia e Giada hanno dichiarato che i loro cuccioli sono tutte femmine (Gaia ha specificato “perchè non hanno il pisellino”) e ci sono rimaste male nello scoprire che Tigro, Pooh, Ro, Fiffy e Buster sono maschi, per fortuna che perlomeno ci sono Darby e la mamma di Ro (sempre Gaia “perchè le mamme sono femmine”), probabilmente sta cambiando qualcosa, o, forse a loro non è impedito niente e se hanno la gonna possono giocare esattamente come quando indossano i pantaloni (questa era la mia limitazione imposta più grave). Hanno le macchinine e le bambole e, nonostante l’asilo, io gli ho spiegato che non ci sono giochi da maschio o da femmina, ma solo giochi con cui ci piace giocare e giochi che per il momento non ci interessano, e così nella letterina a Babbo Natale Gaia vorrebbe metterci anche i Gormiti che vede dai suoi compagni di asilo (vabbe’ vorrebbe anche un prato con i fiori e le farfalle…).

La questione del genere è un tema davvero delicato e mi piace vedere che ci sono mamme, come Sybille, che vanno oltre quelli che sono i normali percorsi scolastici, assolutamente maschiocentrici, nei vari programmi esistono solo gli artisti uomini, poeti uomini, scrittori uomini, e, grazie all’homeschooling, arricchisce i suoi figli delle opere anche dell’altro genere.

3 commenti»

  pontitibetani wrote @

intanto grazie per avere evienziato il link al blog di sibille, interessante per molti aspetti, compreso quello dell’homeschooling (peraltro non esiste nemmeno l’equivalente in italiano o si??)
… il che mi fa anche pensare che la questione che esistono due generi difficilmente nella nostra scuola viene trattato ma nemmeno pensato, però come sottolineato da voi la pubblicità, invece, continua a fare dei maschietti del lottatori nati e delle bimbe insulse veline antelitteram
mentre i bimbi invece, come le tue orma, sono in sintonia con il mondo che cambia .. almeno si spera …

  smile1510 wrote @

è un problema, un vero problema gigantesco questo del genere: sai che ci sono i mattoncini lego azzurri per i machietti e quelli rosa per le femminuccie? ma che cavolo di genitore va a comprare sta roba??? ormai è tutto incasellato, definito, indirizzato o per l’una o per l’altro. non mi stupirei se fra diciamo 50 anni ci saranno i giochi anche per i gay e per i trans…. tristesse! evviva Sybille!!! :))

  orma wrote @

La cosa più triste che ho visto è stata questa estate i Polaretti con l’incarto rosa e quelli con l’incarto blu con dentro i medesimi gadget, l’unica differenza era nell’incarto!!!
La differenziazione solo nel vestito del prodotto ancora non l’avevo vista.


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