Ti voglio bene

Venerdì notte ho avuto uno di quei pensieri subconscio che a volte capita quando si sta dormendo ma non troppo.
Quasi un’illuminazione, finalmente ho capito il danno che sberle e urla possono provocare, invece di educare.
Forse non in modo così diretto come l’ho immaginato.
Io sono cresciuta con la normalità della sberla e della sculacciata, era quasi un vanto che mia nonna non dicesse nemmeno “ti do una sberla” che la sberla era già arrivata. E, quindi, questa per me era la normalità e anch’io, fino a venerdì, ritenevo che una sberla o una sculacciata non fossero poi questo gran danno, anzi, forse, in certi momenti metteva un punto. E poi le urla, sì, avrei sempre voluto urlare meno, ma in fondo io mi sentivo tranquilla perchè non le ho mai insultate o denigrate e questo pensavo fosse abbastanza, anche perchè poi urlavo solo nei momenti di massima tensione per tutti.
E invece tutto questo può essere destabilizzante, e un brivido mi è percorso lungo la schiena e questa sensazione me la ricorderò. Se io dico alle mie figlie che gli dò una sberla perchè voglio il loro bene, perchè se la meritano, perchè è giusto, e gli urlo per farle capire, come faranno a capire di non accettare questo comportamento da nessun altro? Come faranno a difendersi da un amore sbagliato?
Io gli voglio bene e non alzo le mani e non urlo, perchè voglio che loro stiano bene.
Siamo sempre stati più duri con Gaia, ma non perchè fosse la più grande, ma proprio per la diversità di carattere.
Questa è stata la cosa che più mi ha fatto riflettere. E’ ovvio che vogliamo bene a entrambe con la stessa intensità.

Gaia ha un carattere forte e debole nello stesso tempo, è caparbia, ma spesso si arrende di fronte alle prime difficoltà, vuole vincere, e piuttosto che perdere rinuncia alla gara. I suoi capricci sono lunghi e inconsolabili, ma se le si parla spesso scende a compromessi. Accetta troppo facilmente le punizioni, in questo è più debole. E’ troppo facile essere duri con lei, non so neanch’io spiegare come e perchè ed è proprio su questo che sto cercando di lavorare, su noi genitori,  e su Gaia.

Giada a differenza con i suoi sit in, con i suoi sorrisi che smontano tutto, con il fatto che non so come ma riesce sempre a fermarsi ad un attimo prima dello sbotto, è difficile che si prenda le urlate o le sculacciate. E così temo che Gaia possa percepire un trattamento diverso, quando, invece, si tratta di una risposta diversa a due caratteri diversi, anche se con Gaia abbiamo avuto finora un comportamento troppo duro (anche se è stata nel lettone fino ai tre anni).

Ci sono caratteri che sono inclini all’essere vittime? Come si può rendere questi caratteri più forti senza snaturarli?

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5 commenti»

  COse da faRE … « PONTITIBETANI wrote @

[…] cose personali, essere mamma, la mini, salute, sentimenti, villocentesi | Leave a Comment  Un post di Orma, apre le danze a qualcosa che era lì sulla punta delle dita, alla soglia del dicibile, ancora un […]

  Micòl wrote @

è interessante questo post, offre spunti di riflessione.
l’ultima domanda poi me la sto ponendo da troppo tempo nei confronti , gurda cosa, proprio della mia figlia grande, che certo è più grande della tua Gaia.
Noi mamme non agiamo con cattiveria, con voglia di ferire, ma come dici tu per educare, aiutare i nostri bimbi a capire cosa è giusto e cosa è male.
Io ci penso prima di dare una sculacciata. Ieri sera ho dato una sculacciata alla piccola perchè piangeva, si lagnava, eravamo tutti stanchi e nervosi, e così penso che sia anche questa la motivazione che mi porta alle sculacciate. Il fatto che si pensa di ottenere un cabio di rotta ad un comportamento che ha sconfinato, che è troppo, che non si riesce a contenere.
ma è indubbio che rimane la perplessità che sia giusto o meno, che sia insegnamento di qualche cosa.
io credo non porti a niente, dopo mi sento sconfitta ed in colpa più che mai, non risolvo nulla, anzi ieri sera ho peggiorato le cose.
Quindi il trattenersi, porsi nei panni di due bambine e quando è passata la bufera farle ragionare..
ma è un discorso complesso, la tua assoluta sincerità nell’affrontare il tema è veramente speciale.
come la ultima domanda :come si può rendere forti questi caratteri senza snaturarli? è veramente ciò per cui sto lavorando, senza essere per nulla certa del risultato….

  Bilingue Per Gioco wrote @

Intanto lasciami dire che ti ammiro per la trasparenza con cui ti esponi, questi sono temi fondamentali, ma e’ molto difficile parlarne in prima persona.
Poi rispondo alle tue domande con una riflessione e un consiglio.

RIFLESSIONE: secondo me, secondo cio’ che ho osservato, alla fine si e’ sempre piu’ duri con il primo figlio, che guarda caso ha sempre il carattere piu’ caparbio. Potrei sbagliarmi, ma secondo me e’ una cosa da investigare. Una cosa e’ certa, l’ordine di nascita conta, conta moltissimo. Conta perfino per l’apprendimento di una seconda lingua, figurati se non conta per lo sviluppo del carattere.

CONSIGLIO: ti consiglio di leggere uno o entrambi di questi libri. Non si puo’ dare risposta alle tue domande in 3 righe, ma questi libri aiutano molto la riflessione: How to talk so kids will listen and Listen so Kids will talk , Playful parenting .

Infine, una nota veloce a te e Morgaine le Fee, avete <a hfer="http://bilinguepergioco.com/2009/11/08/8-domande-su-di-me/&quot; 8 domande a cui rispondere , se vi va…

L.

  orma wrote @

Io era dell’idea di ignorare i capricci e questo con Giada funziona, lei fa la protesta non violenta e quindi i capricci se li gestisce da sola.
Ma Gaia no, Gaia ti segue con i suoi capricci e anche se la coccoli e le parli mentre fa i capricci lei non smette e poi ti rendi conto che stai dedicando tutto il tuo tempo e tutte le tue attenzioni a chi fa i capricci e non all’altra figlia che gioca per i fatti suoi e nemmeno questo è giusto. E in quei casi davvero non so che fare e nemmeno cos’è giusto per una e per l’altra…

  Morgaine le Fée wrote @

Rifletteró su questo quesito interessante.
solo una cosa: in Svezia é perseguito penalmente il genitore che picchia i figli, intendo dire anche con una sculacciata o una sberla.

Io ho avuto una madre che mi picchiava senza pensarci troppo e perció ho deciso che non alzeró mai le mani su mio figlio, a prescindere dalla legislazione svedese. ma quando il Mezzovikingo sará sufficientemente grande da richiedere provvedimenti disciplinari, credo che adopereró il ragionamento e l’ascolto. se non funzionano, ignoreró i capricci (facile a dirsi, ma a farsi?)


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