Un altro mondo è possibile

Ecco, per me, il riassunto del mio incontro con i blogger italiani in Svezia.

Esistono luoghi dove puoi vivere senza fatiche inutili aggiunte. Luoghi dove puoi davvero lavorare e vivere e non lavorare per sopravvivere.

Un altro mondo è possibile.

Venerdì ero a casa per una febbriciattola di Giada e, in un attimo di follia,  ho acceso la televisione, in una trasmissione parlavano di raccomandazioni da politici per avere un lavoro e il solito sondaggio diceva che il 70% circa di quelli che avevano telefonato aveva detto che lo farebbe, si farebbe raccomandare da un politico per un posto di lavoro.

Me lo sono chiesta, lo farei? La schifosa risposta è stata che, in questo momento in cui sono così, senza prospettive reali e immaginarie, probabilmente sì, lo farei, mi farei raccomandare, poi dormirei probabilmente male, però, forse nemmeno peggio di ora, soprattutto verso la fine del mese e l’inizio di quello successivo, perchè qui non è come in Svezia che pagano regolarmente il 25 del mese, qui, io con il mio lavoro sub sono pagata regolarmente l’ultimo giorno del mese, ma il lavoratore dipendente a tempo indeterminato viene pagato entro il 10 del mese successivo e, a volte, questo entro slitta di un giorno o due. E con G&G un lavoro vero anche per me non sarebbe poi così male e soprattutto a parte G&G un lavoro vero anche per me non sarebbe poi così male.

Il fatto che posso pensare che mi farei raccomandare è molto peggio di quello che a prima vista può sembrare, significa adeguarsi allo status quo  e si percorre una strada che va solo in basso, verso la barbarie.

Il termine lagom viene sempre un po’ guardato con sospetto, come sinonimo di appiattimento, però, lassù l’appiattimento è verso l’alto, perchè si tende a rendere le persone responsabili, ci si aspetta un comportamento esemplare, sempre rispettoso della dignità degli altri e della propria, per questo quell’appiattimento non potrà mai accettare il clientarismo italiano, non è dignitoso aspettare una raccomandazione per poter lavorare e rendersi autosufficienti, non è dignitoso per se stessi e non è dignitoso per la società.

Ecco perchè io lassù mi sento a casa anche senza sapere ancora una parola di svedese e mi sembra un successo incredibile aver captato un “nio” in un discorso e aver capito un titolo di un libro facile come “två folk ett land” senza dizionario, anche se quando compro qualcosa nei negozi mi guardano pensando “turista”.

Casa è dove stai bene e ti riconosci abbastanza nella mentalità e nei valori dominanti e io qui non posso certo sentirmi bene se devo fare violenza su me stessa per accettare lo stato delle cose.

2 commenti»

  Morgaine le Fée wrote @

Jag har inte tänkt på att “lagom” kan väl betyda “lagom uppåt”.

Kram!

  Sybille wrote @

Uh, ti capisco. Capita anche a me spesso (non troppo spesso, finora, peró…). Ad esempio mi chiedo se con la mia homeschooler-mentalitá non potessi vivere meglio ad esempio in California, da come me la descrivono alcune blog-amiche che stanno lí…
E a parte l’Italia, la mia provincia qui con il suo tira-e-molla fra tedeschi e italiani ogni tanto mi sta proprio stretta. Ho appena dato un’occhiata ai quotidiani locali di oggi e mi chiedo se é possibile che dopo tutti questi anni siamo ancora qui e…
Sigh.


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