Archivio per studi

I morgon, om…

Domani, se…

Domani avrei dovuto discutere la tesi, la mia nuova tesi sul quartiere modello in Europa, guardando molto alla Svezia e a Stoccolma.

Ma sono indietro ed è l’ennesimo rinvio. A differenza del solito ci sto lavorando molto e mi sta anche piacendo molto e ho una relatrice che mi segue.

Ancora un rinvio per una, mille e nessuna ragione. Di certo c’è la mia difficoltà a scrivere dopo che per anni non ho scritto altro che dei post che di scientifico hanno ben poco, tutti incentrati sul mio essere in divenire, essere mamma, essere lavoratrice, essere persona, essere… Difficile anche trovare il tempo per scrivere, la sera dopo averle messe a letto di tempo ce n’è davvero poco, un po’ in treno, quando non si viaggia in piedi, e nel week end, tra poco c’è Natale e qualche giorno nella prima settimana del prossimo anno si recupera. E’ una bella avventura, impegnativa, ma arricchente, fine a se stessa, forse, vedremo, magari no, non so…

Però, ci siamo per la prossima sessione, che sarà ad Aprile. C’è metà del primo capitolo, una parte consistente del quarto (quello sulla Svezia) e tanti approcci per gli altri, bibliografia e indice ancora da sfoltire, una buona parte di schede bibliografiche,… E soprattutto, sto cominciando ad avere metodo, dopo aver tanto girato in tondo facendo tutto e niente, ora sto acquisendo un metodo che forse mi permetterà di procedere un po’ più spedita nelle prossime settimane. Si accettano suggerimenti e consigli…

I morgon, om…

Vabbe’, niente rimpianti…

ABC-Stad

Arbete, Bostad, Centrum – Stad

Lavoro, Alloggio, Centro (inteso come servizi e commercio) - Città

Fatta questa scoperta mi si è aperto un mondo.
Il tendere all’utopia è sempre presente nella Svezia di oggi, ma soprattutto è sempre stato presente.
Questo concetto è diffuso sia per le nuove edificazioni sia per quelle preesistenti.
Poi tutto può essere fatto bene o male, ma direi che già negli anni ’60 in Svezia erano anni luce avanti a quanto si faceva in Italia.
In Svezia c’era questa cosa dell’ABC anche per i quartieri di palazzoni del Miljonprogrammet (un milione di nuovi alloggi in dieci anni*), in Italia negli stessi anni e per le stesse esigenze si costruivano dinosauri di cemento (la definizione non è mia) in pieno deserto di infrastrutture (anche primarie come le fognature) e deserto di servizi, robe come il Corviale a Roma, lo Zen a Palermo, le Dighe a Genova o il Gallaratese a Milano.
E’ vero anche che alla Svezia si può rinfacciare il delirio eugenetico che ha portato alla sterilizzazione di massa degli indesiderabili in anni abbastanza recenti e ben dopo gli orrori della seconda guerra.
Perchè la linea che divide utopia e distopia è molto molto sottile e spesso frastagliata, tanto che in alcuni punti tutto si mescola come su una tavolozza e non si riescono a distinguere i colori e i confini.

(*) Questa promessa del “milione di…” l’abbiamo sentita anche qui, ma là alla fine ce l’hanno fatta, qua…

Qualche “prima”

Il primo giorno di scuola per Gaia.
Emozioni per lei, ma anche per me.
Inizia la scuola, la prima frase all’uscita “oggi non ho preso neanche una nota”, forse abbiamo fatto un po’ troppo terrorismo psicologico preventivo.
Era l’unica senza il grembiule nero di ordinanza perchè noi non lo sapevamo, ma è forte e sicura la mia piccola e ha saputo rispondere bene a chi glielo faceva notare.
E’ bello che sappia vivere anche queste piccole “diversità” con i compagni, perchè gli anni di scuola sono lunghi e le diversità negli anni sono spesso dei muri.

La prima volta che Giada va in scooter con suo padre e la prima volta in assoluto che una delle mie bimbe va in scooter per più di pochi metri.
E’ stata accompagnata all’asilo con la mia raccomandazione “guarda che è l’unica Giada che ho” e lei era tutta felice perchè sono andati “quasi a cento” e hanno “superato tutte le macchine, ma si supera solo quando si può”.
Uno spettacolo con il suo caschettino.
E’ tornata raggiante perchè la sua maestra dell’asilo le ha comprato un quaderno dove possono fare le lettere e i numeri e, così, ha superato la crisi, crisi vera con lacrimoni veri, della sorella che iniziava la scuola e lei no.

La prima lezione di danza della mia vita, ora che non devo dimostrare di non essere una femminuccia, ora che ho raggiunto la pace con il mio corpo e la mia femminilità che fa parte del mio essere madre (sempre in divenire), ho deciso di andare a lezione di danza moderna, sembra divertente e io ho voglia di divertirmi.
La prima mezz’ora è di fondamenti di classico, bello, divertente e strano, strano vedermi in continuazione allo specchio, per me, che gli specchi li rifuggivo come nemmeno un vampiro sa fare.
Ora guardo quell’immagine in canottiera e tuta, con i capelli corti, brizzolati, come c’è scritto sulla nuova carta d’identità, normopeso ancora un po’ appesantita, con le cicatrici dell’obesità, molto visibile l’avanbraccio pendule, movimenti ancora un po’ goffi, impacciati, legati, ma quell’immagine ride e si diverte, ha imparato a smetterla con il perfezionismo, non devo più saper fare le cose prima ancora di provarci, ho rinunciato ad essere il genio che non sono mai stata e che mi sarebbe piaciuto essere.
Sono, finalmente, una persona, una persona che ha sbagliato molto, che ha pagato molto i propri errori e quelli dei suoi genitori e che ora vuole normalità, goffaggine anche, perchè no, una persona che vuole imparare, certo, ma soprattutto divertirsi, che bello vedersi sorridere allo specchio, una persona che arriva in ritardo su tutto, a volte anche di decenni, ma quando ci arriva la consapevolezza è davvero grande.
Sarà un gioco in più da fare insieme alle piccolette, andiamo alla stessa scuola di danza e abbiamo la stessa maestra, sarà divertente ballare insieme.

E’ stata una giornata impegnativa e decisamente ricca di cose.
Abbiamo fatto davvero tanto, al mattino ho portato Gaia in bici e ho apprezzato le distanze della vita in paese, dopo la scuola, ho portato Gaia al lavoro di papà e abbiamo mangiato con lui, poi siamo andate a Milano e abbiamo preso treno e metropolitana e questo è sempre un evento degno di nota.

E’ stata anche la prima volta che le due “sorelline siamesi” sono state separate per così tante ore da due anni in qua. Alla sera non smettevano più di dirsi cose e di mostrare l’una all’altra le cose fatte durante il giorno.
E’ stato bello guardarle e ascoltarle mentre si scambiavano le emozioni vissute e le esperienze, come se una volta che una fa una cosa sia trasferita automaticamente anche all’altra, semplicemente così, per sorellitudine, come se ci fosse un contatto continuo anche quando sono separate.

E oggi è il primo degli altri giorni, quello dopo un giorno di “prime” così importanti.

E a giugno farò il saggio… pregasi stare alla larga dall’altomilanese…

Au milieu de…

Il mio inglese è decisamente pessimo e milieu per ambiente me lo ero proprio perso, ambiente, per i miei studi (architettura), era environment e basta, sì, sì, decisamente limitato, lo so…

Poi è saltato fuori il miljö svedese, per il suo bellissimo programma ambientale di Stoccolma che sto guardando per la mia tesi, e il mio francese latente si è risvegliato e la translitterazione di milieu francese è proprio miljø.

Sì, lo so, mi lascio andare per un nonnulla, però sono queste le cose che mi fanno rimpiagere di non aver studiato lingue e soprattutto la nascita e la diffusione, mi piacciono le similitudini e le differenze.

Vabbè ora torno al mio environment e al mio miljö.

In Terra di Svezia

Biglietti fatti!
Anche per quest’anno non mi farò mancare il tradizionale pellegrinaggio in Terra di Svezia.
L’occasione è il BlogFesten 2011, ma in realtà forse me lo perderò per un paio di settimane, vedremo i conteggi finali sulle votazioni per le date.
Non importa, non volevo perdermi una strepitosa offerta di RyanAir e altre congiunzioni astrali favorevoli che quest’anno mi permetteranno di passare in Terra Promessa non le solite scarsissime 24 ore, ma ben 5 giorni, voli compresi, e perdipiù, rullino i tamburi, sarò in compagnia delle mie ormettine.
G&G verranno con me, il papà a casa a riprendersi da queste ultime due settimane di agosto in loro compagnia.
Io e le piccolette in viaggio, per la prima volta in terra straniera, per la prima volta in aereo, per la prima volta un viaggio solo noi tre.
Un miscuglio di prime volte, perdipiù, farò saltare a Gaia ben 3 giorni di scuola nel suo primo anno di elementari, ma penso che il viaggio sarà comunque un’esperienza arricchente anche per lei.
Probabilmente sarà una delle poche bimbe italiane senza discedenze scandinave, di prima elementare, a saper indicare la Svezia su una cartina geografica e a saperne anche indicare la capitale.
Per 5 giorni di ottobre noi saremo lassù, sono davvero contenta e ho anche motivi di studio molto validi per andarci, spero di trovare un po’ meno della pioggerellina grigia che trovo di solito, perchè devo assolutamente fare tante foto, non solo alle mie ormettine, ma anche agli oggetti studio della mia tesi, un paio di quartieri a Stoccolma e uno a Linköping.

Che bello!

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