Archivio per progetti

I morgon, om…

Domani, se…

Domani avrei dovuto discutere la tesi, la mia nuova tesi sul quartiere modello in Europa, guardando molto alla Svezia e a Stoccolma.

Ma sono indietro ed è l’ennesimo rinvio. A differenza del solito ci sto lavorando molto e mi sta anche piacendo molto e ho una relatrice che mi segue.

Ancora un rinvio per una, mille e nessuna ragione. Di certo c’è la mia difficoltà a scrivere dopo che per anni non ho scritto altro che dei post che di scientifico hanno ben poco, tutti incentrati sul mio essere in divenire, essere mamma, essere lavoratrice, essere persona, essere… Difficile anche trovare il tempo per scrivere, la sera dopo averle messe a letto di tempo ce n’è davvero poco, un po’ in treno, quando non si viaggia in piedi, e nel week end, tra poco c’è Natale e qualche giorno nella prima settimana del prossimo anno si recupera. E’ una bella avventura, impegnativa, ma arricchente, fine a se stessa, forse, vedremo, magari no, non so…

Però, ci siamo per la prossima sessione, che sarà ad Aprile. C’è metà del primo capitolo, una parte consistente del quarto (quello sulla Svezia) e tanti approcci per gli altri, bibliografia e indice ancora da sfoltire, una buona parte di schede bibliografiche,… E soprattutto, sto cominciando ad avere metodo, dopo aver tanto girato in tondo facendo tutto e niente, ora sto acquisendo un metodo che forse mi permetterà di procedere un po’ più spedita nelle prossime settimane. Si accettano suggerimenti e consigli…

I morgon, om…

Vabbe’, niente rimpianti…

Mal di Svezia

Questo è il momento più difficile, il ritorno alla routine dopo aver visto che vivere più serenamente è possibile.
Non è tutto facile lassù, soprattutto per chi è immigrato e non è svenska nemmeno per metà e nemmeno sposato con uno svenska.
Eppure, nonostante le difficoltà, nonostante una lingua così lontana, il mal di Svezia inizia nel momento stesso in cui ci si prepara per ritornare verso una casa che non è più casa, una casa che è hus e non più hem.
Hem è la Svezia, dove c’è il sole, dove si sta fuori volentieri, dove i bimbi trovano sempre un posto gradevole dove giocare, dove i prati sono davvero verdi e il cielo è davvero azzurro.
Sarà che abito in questa hus nel mezzo della pianura padana dove i colori non ci sono più, dove è grigio anche se la nebbia non riesce più a farsi vedere a Milano, ma sono rimasta incantata dai colori della Svezia.
Forse è meglio se non ci metto piede in primavera, potrei davvero non tornare più quaggiù.

Un cane bilingue?

Anzi trilingue: italiano, english e bauese (o barkish?).
Lo ammetto l’inglese sta un po’ sparendo dalle nostre vite, Gaia ha iniziato le elementari e il nostro budget (anche di tempi di vita) non ci ha permesso una scuola inglese, ma solo quella statale del paese con tutti i pro e i contro (vedo molti contro, ma purtroppo per il momento non si può fare altro).
Giada ha cambiato asilo, ne abbiamo trovato uno più a portata dei nostri orari dove la trattano da reginetta, è assecondata sulla sua sete di imparare e quindi, ora, a due settimane dall’inizio della scuola, ha scritto più parole Giada all’asilo di Gaia in prima elementare…
Ma l’inglese si è un po’ perso, nessuno glielo parla più, a casa c’è poco tempo, si mangia e si va a nanna, il sabato se ne va tra la danza e i mestieri e la domenica vola via senza nemmeno accorgersene.
E’ rimasto un triste “Water, please”, buttato lì ogni tanto.
Che fare?
Gaia da grande vorrebbe fare la veterinaria e anche la sub per curare i delfini, ma noi viviamo nella pianura padana, niente mare, a Giada piacciono i gatti, ma il papà di gatti non ne vuole sapere.
E allora?
E allora il progetto Doggy prende corpo, un cane è più pratico di un delfino e più coinvolgente di un gatto (almeno per il papà), a un cane si parla molto, volendo, e perchè allora non avere un cane che risponde solo se gli si parla inglese?
Sit down, come here, up, down, jump, run, stay,…
Il nostro cane abbaierà in inglese, ieri ne abbiamo visto uno di 6 mesi, un bel meticcio taglia media che ha già cambiato tre famiglie, forse diventerà il nostro cane e il nostro insegnante di inglese e anche il primo paziente di Gaia…

Il cane è soprattutto per me, tutto il resto è un contorno per convincere il papà…
Anche se è un bel contorno, perchè io sono fortemente convinta del valore educativo di un animale nella vita di un bimbo, e soprattutto prenderne adesso uno di sei mesi significa che tutta la sua parte di vita più attiva coincide con la parte in cui l’interesse di un bambino per un animale è maggiore, quando sarà vecchio e stanco anche G&G non saranno più tanto interessate al cane perchè avranno mille interessi e il momento coinciderà con le scuole superiori, e a quel punto sarà solo mio.
La vita di un cane non è lunga e il momento della sua fine, se tutto va bene, dovrebbe coincidere con l’inizio dell’età adulta di G&G, quando potranno affrontare serenamente una perdita così significativa come quella del proprio amico d’infanzia.
E poi questo tentativo di far entrare più inglese nella nostra vita, un modo come un altro per farlo anche parlare a G&G (ma anche a me e anche al papà, l’unica vera mina vagante di tutto il progetto) e non solo ascoltarlo, potrebbe essere una spinta o semplicemente restare confinato a Mr Brown (si potrebbe anche chiamare così, ha la testolina marrone e il corpo bianco con un altro paio di macchie marrone), chi lo sa, però mi sembra un progetto interessante.
E poi se Mr Brown sa che “go out” significa andare a spasso si eviterà di dover cercare sinonimi come con Lium, se si usava la parola “usciamo” in una frase normale lui si preparava scodinzolante pronto per uscire e non importa se “usciamo” non era rivolto a lui, a quel punto bisognava portarlo fuori!
Brownie [ndr. abbreviazione di Mr Brown e allusione ai folletti], don’t bark!” suona bene, mi piace!

Bambini e teatro

Cosa c’è di più bello e più naturale dei bambini che giocano a “facciamo finta che…”, recitando.

Me ne sto occupando come mamma di un’attrice nata come Giada, ma soprattutto come quark (quasi architetto), sto prendendo spunti per la mia nuova tesi.

Bello l’argomento, vero?

E così sono andata a vedere un corso di teatro che stanno seguendo dei compagni di classe di G&G e ci sono andata con G&G, lavorando, purtroppo, io non le posso portare.

Ho visto le prove de “La gallinella rossa e il chicco di grano”, ovviamente conoscevo gli attori, G&G hanno fatto bene la loro parte di pubblico e lo spettacolo è stato davvero carino, mi è piaciuta la scelta del finale, scelta fatta dai bambini, in cui la gallinella, a differenza della versione originale della storia, divide il suo pane anche con gli altri animaletti che non l’hanno aiutata, ma che promettono che lo faranno la prossima volta. E’ una bella scelta, molto generosa e molto dolce, bravi bimbi (anzi bimbe 4 femminucce e un maschietto).

C’era lo spazio scenico delimitato, c’era lo spazio del pubblico e quindi i bambini che si rivolgevano al pubblico, c’erano l’immaginazione per il taglio del grano cresciuto, c’era la mimica per interpretare il mulino e il travestimento con pochi tocchi (un po’ di trucco e delle orecchie da animaletto).

E ora devo inventare il mio teatro, uno spazio che sia un po’ diverso e un po’ più educativo dei soliti spazi per le feste.

So di non avere più lettori, da un po’ di tempo in qua, ma se ci fosse ancora qualcuno che mi legge, mi piacerebbe avere nei commenti il racconto delle vostre esperienze di bimbi e teatro. E’ un argomento che mi piacerebbe approfondire.

Flower

Nella nostra casa è già primavera!

Da quando abitiamo in questa casa abbiamo scoperto una trasmissione televisiva che a G&G piace davvero molto, si tratta di “Paint your life”, un’alternativa per grandi ad “Art attack” (trasmissione bellissima che è ormai relegata all’impossibile orario delle 7 della domenica mattina…).

Le piccolette restano incantate a guardare i vari progetti e quando la tele di spegne si accendono loro, imitano, chiacchierano e tagliano carta e colorano fogli, e così Giada ha portato avanti un suo progetto per qualche giorno, ha tagliato delle striscioline di carta, un cerchio e si è fatta tagliare dei petali, poi si è fatta dare la colla e ha messo insieme questa magnifica margherita.

Per me è bellissima perchè ha fatto tutto da sola, ha pensato al suo progetto, si è preparata le parti del fiore e le ha messe insieme, noi abbiamo visto il lavoro finito, lo so, sono la mamma, ma mi sembra davvero ben fatto, ben proporzionato in tutte le sue parti.

Quello che mi ha stupito di più è stato come si è impegnata nel suo progetto per vari giorni consecutivi (nei ritagli di tempo), conservando le varie parti preparate e non chiedendo aiuto a nessuno, lei che di solito chiede di disegnarle tutto perchè dice di non essere capace, anche se poi disegna dei bellissimi cuori e stelle (sono i temi dominanti).

Ed ecco il fiore di Giada

la margherita di Giada

Non è una bellissima margherita?

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