Archivio per nuove esperienze
Autoritratti
Gaia ha ricevuto un’agognata macchina fotografica.
Potrei fare un confronto tra quando, circa 35 anni fa, ho ricevuto io la mia prima macchina fotografica e la macchina fotografica di Gaia.
Io, la macchina e un rullino da 36 foto, Gaia in poco più di 24 ore ha fatto più di 350 foto (belle e brutte) che si possono vedere subito sul pc e non dopo giorni di attesa. Generazione digitale…
E’ strano essere fotografati da lei, vedersi con i suoi occhi, ancora un po’ incerti, ancora in fase di sperimentazioni.
Questo è uno dei sui primi autoritratti, ovviamente mi piace
I morgon, om…
Domani, se…
Domani avrei dovuto discutere la tesi, la mia nuova tesi sul quartiere modello in Europa, guardando molto alla Svezia e a Stoccolma.
Ma sono indietro ed è l’ennesimo rinvio. A differenza del solito ci sto lavorando molto e mi sta anche piacendo molto e ho una relatrice che mi segue.
Ancora un rinvio per una, mille e nessuna ragione. Di certo c’è la mia difficoltà a scrivere dopo che per anni non ho scritto altro che dei post che di scientifico hanno ben poco, tutti incentrati sul mio essere in divenire, essere mamma, essere lavoratrice, essere persona, essere… Difficile anche trovare il tempo per scrivere, la sera dopo averle messe a letto di tempo ce n’è davvero poco, un po’ in treno, quando non si viaggia in piedi, e nel week end, tra poco c’è Natale e qualche giorno nella prima settimana del prossimo anno si recupera. E’ una bella avventura, impegnativa, ma arricchente, fine a se stessa, forse, vedremo, magari no, non so…
Però, ci siamo per la prossima sessione, che sarà ad Aprile. C’è metà del primo capitolo, una parte consistente del quarto (quello sulla Svezia) e tanti approcci per gli altri, bibliografia e indice ancora da sfoltire, una buona parte di schede bibliografiche,… E soprattutto, sto cominciando ad avere metodo, dopo aver tanto girato in tondo facendo tutto e niente, ora sto acquisendo un metodo che forse mi permetterà di procedere un po’ più spedita nelle prossime settimane. Si accettano suggerimenti e consigli…
I morgon, om…
Vabbe’, niente rimpianti…
Viaggiare con i bambini si può…
a patto che non siano le mie e che io non viaggi sola con loro…
Vorrei dire che sono state meravigliose, che il viaggio è stato indimenticabile per le emozioni positive provate.
Forse non era il momento giusto, forse non dovevo andare da sola dato che Gaia senza la sua famiglia al completo non sta bene.
Forse in questo anno di separazione delle due sorelline siamesi non era il caso di andare a 2000 chilometri da casa e affrontare un viaggio di andata e uno di ritorno di 9 ore circa ciascuno.
Forse ho sbagliato qualcosa, o tutto, nel mio rapportarmi con loro.
Forse tante cose, ma è stato l’incubo peggiore di una madre, ero preparata ad incidenti vari con i bisogni fisici, con rovesciamenti vari di bevande e cibo, ma ai capricci senza soluzione di continuità no, non ero preparata.
La Svezia era meravigliosamente soleggiata, cielo azzurro intenso, luce ovunque (a breve un post sui luoghi comuni).
Devo ringraziare la famiglia Balorso che ci ha accolti con grande generosità, siamo stati bene, e anche le bimbe parlano in continuazione della famiglia Balorso e di come siano stati gentili con noi.
Un grazie immenso anche ai Piccoli Vichinghi per il babysitteraggio al momento giusto che ha salvato un’intera giornata, per le piccole in crisi è stato un vero toccasana e un momento di pausa di cui parlano con gioia.
Gaia sta soffrendo questo inizio di elementari, forse lo stacco dall’asilo alla scuola primaria è davvero difficile e si aggiunge anche allo stacco da sua sorella.
Giada sta soffrendo il cambio di asilo, ma più che il cambio di asilo sta soffrendo il fatto di non vedere Gaia durante il giorno, ne parla sempre, anche all’aereoporto, in attesa di tornare a casa il suo discorso era principalmente questo, ricominciando l’asilo l’indomani (quindi oggi) non si sarebbero più viste così tanto, fino al prossimo anno, quando anche Giada comincerà la scuola.
E io sono crollata in questi giorni, è stato davvero difficile per me reggere il peso delle sofferenze delle piccole.
Sofferenze inespresse, o meglio espresse con capricci più o meno intensi, ora a mente fredda e distante capisco e capisco anche che le mie reazioni dovevano/potevano essere diverse, ma quando ero in mezzo al delirio non capivo e non riuscivo a reagire adeguatamente, presa anch’io dalla stanchezza del viaggio, dalla stanchezza dei capricci che mi hanno colto impreparata, dal fatto di non riconoscere le mie bimbe in quelle piccole pesti ingestibili.
Mi sono sentita una pessima madre, ora sono pronta a rimettere tutto in discussione, mi prendo qualche giorno per poter analizzare più serenamente la situazione e poi vedremo, probabilmente chiederò un aiuto esperto, resto in osservazione qualche giorno, vediamo il rientro, ieri sera ho lasciato che si addormentassero ancora nel lettone con me.
Due chicchi di mais in Svezia
Tra dieci giorni saremo in volo verso la Svezia, io e le due pesti, che in questi giorni sono davvero incredibilmente pesti.
Temo che mi tratterranno in Svezia per sculacciata in luogo pubblico, ma tento la sorte e parto lo stesso.
Gli inizi sono davvero difficili, per Gaia e ora anche per Giada, la scuola è sicuramente impegnativa, è una cosa nuova, tutti bimbi nuovi, maestre nuove, e poi anche lo scuolabus e fermarsi una mezz’oretta dalla vicina in attesa del ritorno della mamma, il diario con gli avvisi,…
E poi i quaderni di 7 colori diversi (come l’arcobaleno), abbiamo evitato il rosa di religione, ma non le domande sulla religione tipo: “ma chi c’era prima di tutti tutti?”, insomma una domanda leggera leggera sulla genesi del genere umano.
Giada ha un rapporto di amore/odio con il suo nuovo asilo, in realtà è come se avesse una baby sitter privata, l’asilo è nuovo e i bimbi arriveranno, probabilmente a gennaio.
Fa i suoi compiti per sentirsi grande, ma poi non vuole, guarda un cartone al giorno, ma non lo vuole scegliere, colora, fa lavoretti, ma non le va, insomma non è contenta di niente, forse sta sperimentando come si sente un figlio unico, e io ne so qualcosa.
E’ difficile essere perennemente al centro dell’attenzione senza un camerino in cui potersi ritirare, anche per un’attrice consumata come lei.
E così al week end c’è l’effetto pop corn, l’esplosione, come chicchi di mais impazzito scoppiettano da tutte le parti sfrigolando senza freni.
La domenica sera arriva la quiete, generalmente dopo il bagno.
E tra dieci giorni il grande nord, io SOLA con loro due, con i miei piccoli chicchi di mais, speriamo che il freddo rallenti l’effetto scoppio.
Post semi privato di informazione sugli effetti collaterali per la famiglia Balorso.
Welcome Tiger!
E oggi è arrivato.
Il suo nome è Tiger, in virtù della testolina marrone tigrato.
Si sta ambientando, è un trovatello che ha già cambiato 2 famiglie (noi siamo la terza e un paio di canili, e dire che ha solo 6 mesi!
E’ vivace, giocherellone e affettuoso, si deve abituare alle piccole belve senza coda che gli girano intorno e urlano un po’ troppo, e fare conoscenza con il suo piccolo regno.
Per il momento gli parliamo in inglese e sembra funzionare…
