Archivio per lavoro

8 Marzo

Sembrava che non ci fosse niente di positivo per questo 8 Marzo e, invece, ecco la sorpresa.

La nuova riforma del lavoro che parla di “congedo parentale OBBLIGATORIO di 3 mesi” per i neo-papà, finalmente una svolta verso la civiltà.

Un piccolo passo nella nuova riforma, ma un grande balzo in avanti per la società tutta e per la questione di genere.

La citazione al primo allunaggio è fortemente voluta, mi sembra davvero un cambio epocale nella società italiana, qualcosa che veramente può fare la differenza.

Un febbraio alternativo

All’inizio di febbraio, il 7, mi hanno chiuso le tube, per varie buone ragioni anche di tipo medico.

Stavo ancora metabolizzando la cosa, e mi stavo domandando se non è il caso di metterlo nel curriculum, magari è un valore in più, in tema di conciliazione…

E poi è arrivato il giorno di San Valentino, un San Valentino decisamente alternativo, senza bimbe, in una grande sala bianca e uno spazio con disegnato un tendone da circo, ovvero il pronto soccorso dell’ospedale vicino a casa.

La diagnosi è stata probabile colica biliare, mi hanno tenuto in osservazione per una notte nel “deposito barelle” del PS insieme ad un’altra signora che era svenuta a cena.

Il mattino dopo la diagnosi è stata confermata da un’ecografia e dopo un’attesa durata circa 7 ore, alle 5 del pomeriggio mi hanno dato un letto in una stanza di chirurgia generale.

Il 22 mi hanno operato e il 23 sono stata dimessa.

In questi lunghi 9 giorni ho conosciuto la sofferenza, ovviamente non parlo di me, io ero in vacanza, mi sentivo bene, e tutto sommato stavo bene, anche dopo l’intervento, tanto ormai è tutto in laparoscopia, ho solo qualche buco in più sulla pancia.

La sofferenza vera è altra e ancora non so se sia più la malattia, la vera malattia, la malattia di cui non si pronuncia il nome, il, anzi i tumori o la solitudine mascherata.

Ho conosciuto due donne che soffrivano per entrambe le cose, e il senso di vite così sfugge, il perchè si debba vivere per soffrire senza nulla in cambio. Le nostre difficoltà economiche sono diventate completamente trascurabili di fronte alle loro sofferenze, sofferenze che le loro disponibilità economiche non potevano alleviare.

E ho avuto la conferma che è la cura per la persona quello che mi riesce meglio…

Nemmeno un giorno di mare

E per quest’anno nemmeno un giorno, non ci si riesce proprio…

Però il mare mi manca proprio e in questa piatta e nuvolosa pianura padana ancora di più.

Vabbe’, facciamo finta che per quest’anno non si va al mare perchè devo preparare la tesi.

Uffi, che palle sta’ crisi.

…around around around…

E’ sempre stata una parola che mi piaceva, il suono così simile all’azione, ma ora…

Sto girando intorno a tutto e ancora non ho concluso niente.

La tesi, ho avuto un incontro con quella che dovrebbe essere la mia relatrice e una delle prime idee che le ho inviato la sta sviluppando un gruppetto di sue allieve, e io sono ancora ad un punto morto.

Il lavoro, l’ho ripreso da una settimana e mezza e ho trovato un ambiente poco piacevole, è di nuovo tutto in salita, tutto da dimostrare e in più mi sto rendendo conto ogni giorno di più che io e il computer non possiamo più stare insieme per così tante ore, gli effetti della cheratite si fanno sentire e vorrei tanto trovare un lavoro che non preveda l’uso così massiccio del pc, ma cosa?

A casa abbiamo ripreso gli orari da caserma, sveglia alle sei e trenta del mattino, attesa dell’apertura dell’asilo con il papà (un pre-pre-asilo, insomma), cena alle diciotto e trenta e nanna alle venti, niente cartoni, niente amichetti a casa, niente feste di compleanno, niente parco, niente di niente, per fortuna c’è il giardino e in questi giorni anche il sole. Lo sclero è assicurato.

La vita di coppia segue un po’ questi around e la crisi è sempre in agguato, e lascia entrambi sfiniti e sempre più insoddisfatti, oltrechè senza forze, poche le certezze (ma forse quelle che contano): l’amore per le bimbe, il rispetto tra noi, un profondo affetto di base nonostante tutto.

E poi il grande sogno a Nord, che sembra come il mare, a ondate di entusiasmo, sprazzi di illusione di potercela fare e l’inevitabile infrangersi sulle rocce della realtà.

…around around around…

La mia opportunità ora ha un nome

La mia opportunità di queste settimane lente e rilassate, in cui ci si sveglia ad orari più umani per tutti (le bimbe non più alle 6 e mezza, ma alle 7 e mezza), si esce senza fretta e si ritorna a casa avendo ancora un po’ di tempo per il gioco e non subito cena e nanna, ha finalmente un nome.

Si chiama ernia al disco in posizione lombare, pare che sia anche piuttosto voluminosa, ed è da operare…

E così mi si prospetta una nuova anestesia generale e qualche giorno di ospedale, poi starò a casa ancora un mesetto in convalescenza, un mese che sarà di intenso studio, perchè, prima o poi, bisognerà pur tornare alla routine del lavoro e della vita di corsa da pendolare e allora il tempo scarseggerà, quindi questa opportunità va sfruttata fino in fondo.

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