Archivio per giochi
Megamind e Animals United
I cartoni animati mi piacciono da sempre e li ho sempre guardati, anche molto prima che arrivassero G&G.
Del Re Leone avevo persino acquistato l’edizione speciale appena uscito in videocassetta e così anche per La Bella e la Bestia.
Gli ultimi cartoni che stiamo guardando con un certo rigore sono Megamind e Animals United.
Li adoro entrambi.
Megamind perchè è un tenerissimo cattivone, bimbo genialoide incompreso che decide di diventare il più cattivo, e poi la sua favolosa trasformazione in buono per mancanza di antagonisti e, soprattutto, per conquistare la fanciulla del cuore.
Fanciulla che apprezza per la sua intelligenza e questo davvero non è poco in un cartone animato.
Animals United per il messaggio ecologista e l’aiuto che mi sta dando nel far capire alle bimbe che l’acqua non si spreca e la luce si deve spegnere quando si esce dalla stanza e non importa se è stata lasciata accesa dall’altra, l’impegno a non consumare e a non sprecare deve essere di tutti.
Abbiamo comprato anche il libro “La conferenza degli animali” (del 1949!) storia a cui il cartone si è ispirato ed è il primo libro con pochissime figure con cui Gaia si cimenta nella lettura.
Mitico Billy la mangusta e il suo ritmo giusto, ma strepitose e imponenti le due tartarughe, soprattutto nel discorso che fanno a tutti gli animali riuniti, le mie scene preferite.

Autoritratti
Gaia ha ricevuto un’agognata macchina fotografica.
Potrei fare un confronto tra quando, circa 35 anni fa, ho ricevuto io la mia prima macchina fotografica e la macchina fotografica di Gaia.
Io, la macchina e un rullino da 36 foto, Gaia in poco più di 24 ore ha fatto più di 350 foto (belle e brutte) che si possono vedere subito sul pc e non dopo giorni di attesa. Generazione digitale…
E’ strano essere fotografati da lei, vedersi con i suoi occhi, ancora un po’ incerti, ancora in fase di sperimentazioni.
Questo è uno dei sui primi autoritratti, ovviamente mi piace
Qualche “prima”
Il primo giorno di scuola per Gaia.
Emozioni per lei, ma anche per me.
Inizia la scuola, la prima frase all’uscita “oggi non ho preso neanche una nota”, forse abbiamo fatto un po’ troppo terrorismo psicologico preventivo.
Era l’unica senza il grembiule nero di ordinanza perchè noi non lo sapevamo, ma è forte e sicura la mia piccola e ha saputo rispondere bene a chi glielo faceva notare.
E’ bello che sappia vivere anche queste piccole “diversità” con i compagni, perchè gli anni di scuola sono lunghi e le diversità negli anni sono spesso dei muri.
La prima volta che Giada va in scooter con suo padre e la prima volta in assoluto che una delle mie bimbe va in scooter per più di pochi metri.
E’ stata accompagnata all’asilo con la mia raccomandazione “guarda che è l’unica Giada che ho” e lei era tutta felice perchè sono andati “quasi a cento” e hanno “superato tutte le macchine, ma si supera solo quando si può”.
Uno spettacolo con il suo caschettino.
E’ tornata raggiante perchè la sua maestra dell’asilo le ha comprato un quaderno dove possono fare le lettere e i numeri e, così, ha superato la crisi, crisi vera con lacrimoni veri, della sorella che iniziava la scuola e lei no.
La prima lezione di danza della mia vita, ora che non devo dimostrare di non essere una femminuccia, ora che ho raggiunto la pace con il mio corpo e la mia femminilità che fa parte del mio essere madre (sempre in divenire), ho deciso di andare a lezione di danza moderna, sembra divertente e io ho voglia di divertirmi.
La prima mezz’ora è di fondamenti di classico, bello, divertente e strano, strano vedermi in continuazione allo specchio, per me, che gli specchi li rifuggivo come nemmeno un vampiro sa fare.
Ora guardo quell’immagine in canottiera e tuta, con i capelli corti, brizzolati, come c’è scritto sulla nuova carta d’identità, normopeso ancora un po’ appesantita, con le cicatrici dell’obesità, molto visibile l’avanbraccio pendule, movimenti ancora un po’ goffi, impacciati, legati, ma quell’immagine ride e si diverte, ha imparato a smetterla con il perfezionismo, non devo più saper fare le cose prima ancora di provarci, ho rinunciato ad essere il genio che non sono mai stata e che mi sarebbe piaciuto essere.
Sono, finalmente, una persona, una persona che ha sbagliato molto, che ha pagato molto i propri errori e quelli dei suoi genitori e che ora vuole normalità, goffaggine anche, perchè no, una persona che vuole imparare, certo, ma soprattutto divertirsi, che bello vedersi sorridere allo specchio, una persona che arriva in ritardo su tutto, a volte anche di decenni, ma quando ci arriva la consapevolezza è davvero grande.
Sarà un gioco in più da fare insieme alle piccolette, andiamo alla stessa scuola di danza e abbiamo la stessa maestra, sarà divertente ballare insieme.
E’ stata una giornata impegnativa e decisamente ricca di cose.
Abbiamo fatto davvero tanto, al mattino ho portato Gaia in bici e ho apprezzato le distanze della vita in paese, dopo la scuola, ho portato Gaia al lavoro di papà e abbiamo mangiato con lui, poi siamo andate a Milano e abbiamo preso treno e metropolitana e questo è sempre un evento degno di nota.
E’ stata anche la prima volta che le due “sorelline siamesi” sono state separate per così tante ore da due anni in qua. Alla sera non smettevano più di dirsi cose e di mostrare l’una all’altra le cose fatte durante il giorno.
E’ stato bello guardarle e ascoltarle mentre si scambiavano le emozioni vissute e le esperienze, come se una volta che una fa una cosa sia trasferita automaticamente anche all’altra, semplicemente così, per sorellitudine, come se ci fosse un contatto continuo anche quando sono separate.
E oggi è il primo degli altri giorni, quello dopo un giorno di “prime” così importanti.
E a giugno farò il saggio… pregasi stare alla larga dall’altomilanese…
Il gioco del mare
Ieri abbiamo trovato un mare arrabbiato, c’erano le onde, una novità per G&G.
Un po’ di paura all’inizio, ma poi dentro a giocare con le onde, finendo anche sotto e ogni volta si rialzavano pronte a sfidare il mare.
Si sono divertite, tanto che stamattina Giada si è inventata il gioco del mare.
Ha assegnato le parti: papà la sabbia (con tanto di castello, mamma il mare, Gaia l’onda e Giada la bambina che gioca un po’ nel mare e un po’ sulla sabbia.
Giada ha fatto anche la regista, mostrando come dove fare l’onda, quella alta e quella meno alta, la sabbia che doveva fare anche il castello, e il mare, per fortuna, l’ha lasciato tranquillo.
Attrice o regista? Non so, però, la sua strada sembra davvero quella dello spettacolo.
I pirati all’improvviso
Quando ormai avevo perso ogni speranza, immersa in un mondo rosa e fucsia fatto di principesse e vestitini frù-frù, arrivano i pirati.
Con tutto il loro fascino.
E alla scelta del gioco da portarsi a casa da una gita alla Minitalia Giada ha scelto la spada dei pirati, con cannocchiale, cappello e uncino, sì, è vero è rimasta affascinata anche dal tesoro fatto di dobloni e collana rosa, ma, finalmente, ha scelto i pirati!
A me piaceva molto vestirmi da pirata…
