Archivio per progetto SE
Mal di Svezia
Questo è il momento più difficile, il ritorno alla routine dopo aver visto che vivere più serenamente è possibile.
Non è tutto facile lassù, soprattutto per chi è immigrato e non è svenska nemmeno per metà e nemmeno sposato con uno svenska.
Eppure, nonostante le difficoltà, nonostante una lingua così lontana, il mal di Svezia inizia nel momento stesso in cui ci si prepara per ritornare verso una casa che non è più casa, una casa che è hus e non più hem.
Hem è la Svezia, dove c’è il sole, dove si sta fuori volentieri, dove i bimbi trovano sempre un posto gradevole dove giocare, dove i prati sono davvero verdi e il cielo è davvero azzurro.
Sarà che abito in questa hus nel mezzo della pianura padana dove i colori non ci sono più, dove è grigio anche se la nebbia non riesce più a farsi vedere a Milano, ma sono rimasta incantata dai colori della Svezia.
Forse è meglio se non ci metto piede in primavera, potrei davvero non tornare più quaggiù.
In Terra di Svezia
Biglietti fatti!
Anche per quest’anno non mi farò mancare il tradizionale pellegrinaggio in Terra di Svezia.
L’occasione è il BlogFesten 2011, ma in realtà forse me lo perderò per un paio di settimane, vedremo i conteggi finali sulle votazioni per le date.
Non importa, non volevo perdermi una strepitosa offerta di RyanAir e altre congiunzioni astrali favorevoli che quest’anno mi permetteranno di passare in Terra Promessa non le solite scarsissime 24 ore, ma ben 5 giorni, voli compresi, e perdipiù, rullino i tamburi, sarò in compagnia delle mie ormettine.
G&G verranno con me, il papà a casa a riprendersi da queste ultime due settimane di agosto in loro compagnia.
Io e le piccolette in viaggio, per la prima volta in terra straniera, per la prima volta in aereo, per la prima volta un viaggio solo noi tre.
Un miscuglio di prime volte, perdipiù, farò saltare a Gaia ben 3 giorni di scuola nel suo primo anno di elementari, ma penso che il viaggio sarà comunque un’esperienza arricchente anche per lei.
Probabilmente sarà una delle poche bimbe italiane senza discedenze scandinave, di prima elementare, a saper indicare la Svezia su una cartina geografica e a saperne anche indicare la capitale.
Per 5 giorni di ottobre noi saremo lassù, sono davvero contenta e ho anche motivi di studio molto validi per andarci, spero di trovare un po’ meno della pioggerellina grigia che trovo di solito, perchè devo assolutamente fare tante foto, non solo alle mie ormettine, ma anche agli oggetti studio della mia tesi, un paio di quartieri a Stoccolma e uno a Linköping.
Che bello!
Lettere a caso?
Ci risiamo, con lo svedese intendo.
Ho ancora le ultime due settimana di malattia da sfruttare fino in fondo e allora ributtiamoci a capofitto sullo svedese.
Penso che giocare a Scarabeo in svedese possa essere relativamente facile, basta mettere vicine le lettere che in italiano non penseresti mai di poterle leggere come una parola di senso compiuto e voilà ecco “omöjlig” che per l’appunto vuol dire impossibile.
Mi sono quasi abituata ai postfissi “en” ed “et” al posto dell’articolo, però quando mi capitano queste parole che proprio non riesco a imparare un po’ mi scoraggio.
Ma tiremm innanz!
41 anni e due bimbe: fiducia accordata!
Incredibile vero?
Quelli che solitamente sono punti a sfavore mi hanno permesso di avere fiducia per la mia tesi.
Avevo due professoresse in ballottaggio, una era la preannunciata tesi sulla migrazione italica in Svezia e poi, a sorpresa, proprio sul fotofinish, si è fatta avanti questa proposta, una proposta davvero interessante e da non sottovalutare in vista di un possibile dottorato di ricerca in terra di Svezia e anche di possibilità professionali in genere anche qui.
Un tema davvero interessante e nuovo, futuro futuribile, bello!
E così ho finalmente scelto e sono finalmente al lavoro su questa nuova tesi.
A breve i dettagli.
Jante insegna
Alcune considerazioni post Blogfesten.
Ha ragione Jante, chi credo di essere?
Pensare di trasferire una famiglia in un paese dove non abbiamo radici, ma solo alcune affinità, non è facile, soprattutto perché non abbiamo niente da offrire a questo paese, abbiamo solo una quasi laurea in architettura con una decennale esperienza in banale programmazione asp, e quasi trent’anni da operaio, e due figlie che speriamo diventino meglio di noi, più brave, più determinate, più preparate.
Tutti i partecipanti al Blogfesten avevano molto più di noi da offrire al paese ospitante, lauree interessanti, studi interessanti, personalità e preparazione.
Noi non abbiamo nemmeno capitali che ci permettano di provare.
Non è un vero e proprio abbandono del “progetto SE”, però, di sicuro bisogna guardare obiettivamente la realtà.
Di tutto questo mi resta la conoscenza meno superficiale di un paese interessante che fino a due anni fa mi era praticamente sconosciuto, l’approccio ad una lingua con strani suoni che è sicuramente molto più musicale di quanto mi aspettassi, e l’aver conosciuto e incontrato persone speciali, generose, ricche di esperienze interessanti.
Mi rimane anche la volontà di migliorare, migliorare si può sempre, anche a 41 anni, anche con una vita che sembra incastrata e che sicuramente è stata condizionata da eventi esterni, c’è una laurea che mi aspetta, la possibilità di migliorare le mie conoscenze lavorative, la possibilità di crescere.
La certezza che devo offrire possibilità alle piccolette e fargli vedere che c’è un mondo fuori da qui che le aspetta.
Hej då! Vi ses!