Archivio per G&G a scuola

Effetti collaterali indesiderati della scuola privata

Asilo ore 17.15, arrivo dopo che la macchina mi ha appena lasciato a piedi (ci metteremo 2 ore e mezza per arrivare a casa, tra una cosa e l’altra), mi accolgono le due piccolette che, come al solito, sono le ultime a lasciare l’asilo, quasi in coro:

“Mamma, andiamo alle Maldive?”

Un loro compagno ci è appena stato come tutti gli anni a Natale e pare che alle Maldive faccia caldo e ci sia il mare…

Per fortuna che l’anno prossimo si va alla scuola pubblica, pare che nel paese dove ci siamo trasferiti il sindaco ci tenga particolarmente all’istruzione e le scuole siano all’avanguardia, vedremo…

…però si rifanno il letto!

Siamo reduci da tre densi giorni di capricci, giorni che ti fanno rimettere tutto in discussione e ti domandi dove siano finite le tue bimbe brave ed educate, quelle che ti inorgogliscono quando ti chiedono “ma sono sempre così?” con un sorriso incredulo e non quando ti chiedono “ma sono sempre così?!?” con un sorriso di compatimento.

La ripresa dell’asilo è stata davvero dura, nuovi orari, soprattutto al mattino, alzarsi alle 6.30 è difficile per un adulto, per due bimbe non deve essere il massimo.

E poi vita da caserma, dalla domenica sera al giovedì sera compreso i cartoni animati sono banditi, si cena alle 18.30 quasi in punto e per le 20 bisogna già essere impigiamate e a letto, storia e nanna.

Da ieri è iniziato il dopo scuola, che per fortuna gli piace (o se lo fanno piacere, non so) e sono le ultimissime ad uscire, 10 minuti oltre l’orario di chiusura.

Gli stiamo chiedendo tanto, perdipiù quest’anno Gaia è di diritto una dei grandi dell’asilo e quindi deve essere brava, e pare che sia proprio così, dall’inizio dell’anno non è ancora andata una volta in Time Out e la maestra ha solo parole di elogio.
Giada fa parte di diritto dei mezzani, avendo già frequentato un anno di asilo, anche se alcuni dei nuovi piccoli hanno praticamente la sua età (lei è di gennaio del 2007), però è una mezzana con ben altre responsabilità rispetto ai piccoli.

Il risultato di tutto questo sono i capricci del sabato e della domenica, l’ultimo week end è stato davvero disastroso, però il sabato mattina e la domenica mattina si rifanno il letto!
…e questo senza che nessuno abbia mai pensato di chiederglielo…

È successo anche a me! – La giustificazione

Ognuno di noi ha dei propri ritmi circardiani che si estendono anche alla settimana. Io in particolare li sento molto questi ritmi, tanto che non mi serve l’orologio o il calendario per sapere l’ora, per svegliarmi al mattino o per sapere che giorno è.
Da due mesi ho questo nuovo lavoro, da due mesi esco alle quattro del pomeriggio.
Mercoledì le piccolette hanno ripreso l’asilo, finalmente, mercoledì per l’evento mi sono presa un giorno di ferie. E così ieri era il primo giorno dei nuovi orari e dei nuovi ritmi, per me ciò ha significato che io ho iniziato sei ore al giorno senza pausa per poter uscire alle tre del pomeriggio e poter prendere il treno alle tre e mezza precise da Milano e arrivare alle quattro a Busto Arsizio, in tempo per l’uscite dalle piccolette alle quattro (in realtà io arrivo all’asilo alle quattro e dieci, ma per quei 10 minuti ci pensa la maestra di Giada).
Ieri i miei colleghi sono andati a mangiare alle quattordici e sono tornati alle quindici, alle quindici e quaranta il papi mi chiama per sapere com’è andata con il treno, io ero ancora al lavoro…
Ho chiuso le quaranta finestre che avevo aperte, spento il pc e mi sono precipitata alla stazione, sono salita sul treno delle sedici, che ha chiuso le porte ed è partito non appena mi sono catapultata dentro e ho incrociato le dita, nel frattempo il papi si è precipitato dal suo lavoro all’asilo con il suo scooter (40 km in 23 minuti racconterà poi la leggenda) ed è arrivato puntuale alle sedici e dieci come già d’accordo con la maestra di Giada.
Io sono arrivata alle sedici e quaranta al Mac Donalds dove sono andati per giocare e bere qualcosa.
E finalmente ci siamo tutti rilassati!

E’ successo anche a me!

“Mamma, oggi ci vieni a prendere tu? Non dobbiamo aspettare papi?”

“Sì, cucciole, oggi vengo io a prendervi”

Il papi, sottovoce ma non troppo, con ghigno perfido: “Se si ricorda…”

Segue….

Mobileschooling

In attesa di finire il post sull’homeschooling che ho nel cassetto ormai da tempo, stamattina mi è capitato di fare un po’ di mobileschooling.
Solita autostrada per l’asilo, dopo la solita “solfa” su come ci si comporta prima di uscire di casa, è passato vicino a noi un taxi e da un “mamma, una macchina della polizia”, “no, amore, è un taxi, un taxi è…” siamo arrivati alle balene che non sono pesci ma mammiferi e che a differenza degli squali che vivono e respirano sottacqua, le balene e i delfini ogni tanto escono dall’acqua per respirare.
Passando attraverso il fatto che il nonno ha fatto il tassista a Milano e che il nonno sa nuotare, la nonna no, papi sì ma non bene come la mamma e che Gaia sta imparando Giada sta imparando che ci piace andare sottacqua, che i pesci vivono sottacqua e gli squali, “ma le balene non sono pesci pesci, vero mamma?”

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