Archivio per così per dire

Pregiudizi ponderali occulti

Quando mi capita di dire che ero obesa (nemmeno poi così tanto tempo fa) spesso mi sento dire “non si direbbe”
Non so se questo vuole essere un complimento o è vero stupore nel vedere che un ex-obeso ormai normopeso non è dissimile da un normopeso qualsiasi.
Non so cosa ci si aspetti da un ex-obeso che ora è normopeso, soprattutto con i vestiti indosso.
Sotto, è vero, la differenza c’è, la pelle cascante che non si riempie più di ciccia, ma con i vestiti indosso che differenza ci può mai essere?
Il pregiudizio nei confronti di noi obesi c’è e si sente anche quando noi obesi siamo normopeso.
Ci sono barriere e un noi e un loro anche quando visivamente non c’è più differenza.
Più ci penso e più quel “non si direbbe” mi suona come un pregiudizio.

Welcome Tiger!

E oggi è arrivato.

Il suo nome è Tiger, in virtù della testolina marrone tigrato.

Si sta ambientando, è un trovatello che ha già cambiato 2 famiglie (noi siamo la terza e un paio di canili, e dire che ha solo 6 mesi!

E’ vivace, giocherellone e affettuoso, si deve abituare alle piccole belve senza coda che gli girano intorno e urlano un po’ troppo, e fare conoscenza con il suo piccolo regno.

Per il momento gli parliamo in inglese e sembra funzionare…

Ma come fa?

42 anni, un marito, 2 figlie, un lavoro di 6 ore, 3 ore di pendolarismo, la tesi, il corso di danza moderna 2 volte alla settimana.

Spesso alle 10 di sera mi mimetizzo con il letto e ci resto fino alle 6 del mattino dopo.

Ma il nano come fa? Cosa prende per essere così attivo? Io fatico a soddisfare un uomo solo e lui ha la fila fuori dalla porta…

Voglio quello che prende lui!!!

Di sprawl e non ci sono più le mezze stagioni

La scuola è iniziata ufficialmente lunedì, ma già lunedì pomeriggio era impossibile trovare un grembiule nero con colletto bianco taglia 6 anni (sarebbe stato meglio 5 data l’altezza di Gaia).
Alla domanda “Ma ne arriveranno altri?”, la risposta era un divertito “Ma signora! La stagione è ormai finita, i grembiuli per la scuola li teniamo da agosto a inizio settembre”.
Forse sono già in Svezia e non lo sapevo (in Svezia la scuola inizia ad agosto).
Quindi bisogna fare incetta di grembiuli in agosto, perchè casomai andassero a fuoco per combustione spontanea durante l’anno scolastico, nove mesi in cui i bimbi vanno anche in giardino a giocare con il grembiule, corrono, cadono, si prendono,…
Fanno i bambini, insomma, ecco, se facendo i bambini un grembiule andasse irremidiabilmente strappato scaterebbe un dramma, perchè grembiuli in vendita durante la mezza stagione, che per assurdo coincide con l’anno scolastico, non se ne troverebbero in nessun centro commerciale.
E arriviamo allo sprawl, allo scempio della periferia diffusa, l’area metropolitana senza confini, dove i nuovi punti di riferimento, i nuovi “centri” sparpagliati per ogni dove, sono per l’appunto i centri commerciali.
Abbiamo girato 4 centri commerciali in 2 giorni e non so quanti chilometri in macchina, in pieno delirio scuola che inizia quaderni da comprare (prossimo post) e finalmente li abbiamo incredibilmente trovati, e avevamo pure la scelta, di solito trovavamo un solo modello taglia 11 anni, ieri sera, quando ormai stavo perdendo ogni speranza e già immaginavo la frase da scrivere sul diario come giustificazione per la maestra, abbiamo trovato un gruppetto di grembiuli neri con colletto bianco taglia 6 anni con il disegnino sulla tasca o sul petto, ovviamente in fucsia e rosa e argento (roba che sarei innorridita e avrei chiesto quello con spiederman).
Gaia ha scelto quello con la scritta SuperGirl (perchè bisogna convicersi da piccole, che l’autostima è una cosa difficile da conquistare) e uno con cuori e corona (perchè principessa è per sempre), il costo era anche ragionevole, perchè fino ad allora avevo notato che quelli per maschietti a giacchina con zip costavano sempre 7/8 euro meno di quelli lunghi da bimba con i bottoni, ancora non mi capacito di queste differenze e ancora, come mi era già capitato quando cercavo delle magliettine bianche normali girocollo, non capisco perchè le cose per bimba devono essere meno pratiche e comodo e economiche delle stesse cose per bimbo.
La strada per la parità è lunga, avere figlie femmine è più costoso anche nelle banalità.

Come Paperino

Sono le 16.05 e sono a Pta Venezia, metropolitana, sto andando a prendere il treno, mi chiamano, mi giro, mi dicono che tre ragazzi mi hanno aperto lo zaino, mi giro, sono tranquilla, tanto non c’è niente, No! Qualcosa c’è, anzi c’era…

Gli ultimi 100 euro del mese, la carta d’identità, il foglio del rinnovo della patente, la moneta del metro di Mosca, qualche corona svedese, la bussolina smagnetizzata di mio nonno, due foto di Gaia (in ordine di importanza inversa).

Mi dispero un po’ mentre ricostruisco i passi dei ladri chiedendo in giro, spero di ritrovare i gusci vuoti con la mia vita, torno in superficie, in Buenos Aires, per ironia la mia via preferita di Milano, giro in Viale Tunisia, ma non trovo niente, vado a fare la denuncia.

Un foglio vuoto che mi permetterà di guidare in attesa del rinnovo.

Avevamo promesso un giorno di mare, domani, alle bimbe e, allora, come Paperino, abbiamo aperto i loro salvadanai, per il mare e per pagare l’abbonamento del treno per settimana prossima…

Post precedenti »
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.