Faccio cose

Sto imparando a fare app android per smartphone con tecnologia nfc per leggere tag rfid.

…e sto anche terminando il mio secondo tirocinio da oss.

…e sono ancora disoccupata e la banca mi stressa perchè ci sono uscite e non ci sono entrate…

Stage a 45 anni?

Stamattina ho avuto un colloquio, in realtà due, ma il primo l’ho fatto per caso ero in anticipo e mi sono fatta un giro in centro, quello ufficiale è stato il secondo.

La ditta è interessantissima, fanno cose bellissime e orientate al futuro tecnologico, ma…

Ma io non ho le conoscenze che cercano ora, ne ho altre utili ma non in questo momento…

La ditta mi piaceva e allora mi sono proposta per uno stage, lavoro, imparo e poi, se funziona, mi inseriscono in azienda, ovviamente li ho spiazzati e forse anche loro sono interessati a me, tra oggi e domani mattina mi fanno sapere, tengo le dita incrociate…

Domani mattina poi ho un incontro in banca per spiegare che prima o poi, non so quando, uno stipendio tornerà a rimpinguare il mio conto…

I° Maggio

Quest’anno l’ho “festeggiato” da disoccupata, l’anno scorso stavo difendendo con i denti il mio lavoro, l’anno prossimo non riesco a immaginarlo…

11 mesi da disoccupata sono davvero troppi, e io non ho mai smesso di lavorare neppure quando ho avuto le bimbe…

Il lavoro dovrebbe essere un vero diritto, un lavoro da rispettare e in cui sei rispettato.

Mi manca questo completamento della persona che è la realizzazione lavorativa.

Che fortuna avere in classe un bambino straniero!

“Così si imparano altre lingue!”

Gaia 8 anni commentando i racconti di sua sorella (7 anni, seconda elementare) su due suoi nuovi compagni che parlano francese e indiano.

Nostalgia di Svezia

Il 2013 è stato il primo anno senza Svezia dopo 5 anni consecutivi, mi è mancata, mi manca. E poi non ne scrivo nemmeno più, la tesi l’ho finita e l’ho discussa. Un paio di settimane fa ho fatto il mio bel figurone al corso OSS, la materia era sociologia (una conferma in più che ho sbagliatop corso di studi, ma non è mai troppo tardi) e ho parlato della mia Svezia, ho affrontato più le ombre delle luci, ma vabbe’ ho comunque parlato di Svezia monopolizzando una parte di lezione, mi sono divertita e mi sono sbloccata un po’ di più sul parlare in pubblico.

In ogni caso ho decisamente nostalgia di Svezia anche perchè non so ancora quando ci potrò tornare, e allora ho preparato le kanebullar.

Mi piacciono troppo, in casa piacciono solo a me, ma non fa niente, le ho preparate lo stesso.

Ho modificato solo l’interno, insieme a burro, zucchero e cannella ho aggiunto delle mele stracotte e frullate.

Buonissime.

E la Svezia continua a mancarmi.

Regina di cuori – come sentirsi una mamma

Antefatto

In seconda nella scuola di gaia e Giada c’è il progetto teatro, tutte le seconde partecipano alla realizzazione di una rappresentazione teatrale, canti, balli e parti recitate. L’anno scorso è toccato a Gaia con “Peter Pan”, ma Gaia è piuttosto timida in queste cose e ha scelto di fare i balli di gruppo, niente protagonismo.

Giada, ovviamente, ha fatto una scelta molto differente, lei fa la star da quando è nata, recita e canta da sempre e non poteva che non essere protagonista, perdipiù ha una certa grinta sempre evidente e ora acuita con il karate e, quindi, sarà la regina di cuori dato che la favola che rappresenteranno quest’anno è “Alice nel paese delle meraviglie”.
Le viene particolarmente bene la battuta: “Tagliatele la testa!”, urlata con tono fermo e autoritario, normale, insomma…

Fatto

Sia lo scorso anno che questo non vengono richieste cose impossibili per i costumi, si tratta di vestiti normali, magari colori che richiamino la situazione o particolari, lo scorso anno ad esempio era stata richiesta la bandana per i pirati…

Ma per Giada, Regina di cuori, è stato richiesto un costume da regina, ovviamente Giada mi ha fatto vedere l’avviso sul diario subito dopo il week end e il vestito era richiesto per il venerdì, 5 giorni di tempo, carnevale già passato…

E allora ho deciso di fare la mamma…

Ho cercato un tessuto adatto e devo dire che sono stata molto fortunata, ho trovato un tessuto rosso intrecciato ad un filo dorato, decisamente bellissimo e scenografico.

Ho tirato fuori dalla naftalina la mia macchina da cucire, comprata un anno fa e mai usata…

Ho cercato di riattivare quella parte del mio dna che arriva da mia nonna, super sarta che mi faceva i peluche e che poi seguiva tutte le mie folli idee adolescenziali…

E questo è il risultato (tanto da lontano le cuciture non si vedono):

la mia regina di cuori

Mi sono sentita una mamma vera, in realtà era mia nonna che faceva queste cose per me al volo, tipo un mantello doubleface (rosso e nero) che mi serviva per fare il diavolo, Pantalone e Zorro, sulla scelta del momento e degli accessori che aggiungevo.

A volte capita…

Sabato le mie piccole pesti e io siamo tornate al Poli dopo poco più di due mesi dall’ultima volta, quella della tesi.

L’occasione è stata data dall’evento dedicato ai piccoli dai 7 anni in su intitolato: Nidi, tane, case e rifugi: costruire edifici straordinari con materiali alternativi

Come mancare, ora che sono architetto anch’io?

E così siamo andate, nonostante la pioggia e Gaia che non era al massimo della forma, ma che non avrebbe rinunciato ad un giro a Milano per niente al mondo.

Loro si sono divertite molto, hanno raccontato di aver visto cose davvero molto interessanti (durante la lezione i genitori stanno fuori).

E anch’io ho avuto le mie soddisfazioni, a ripensarci sorrido ancora.

Ero nell’atrio e vedo uno che sembra proprio uno dei professori della mia commissione di tesi e in effetti mi guarda anche lui come se mi riconoscesse e dopo un po’ viene da me e mi chiede se ci conosciamo e io gli dico (balbetto) che sì, ero nell’ultima commissione di tesi e lui mi fa: “Ah, sì, con quella bella tesi sulla Svezia!” E io rimango basita (basita si può dire?), ringrazio per il “bella tesi”, ringrazio anche perchè ha notato la mia parte di critica all’intervento e poi resto davvero senza parole, la mia tesi è piaciuta per davvero e non solo per pietà!

Per fortuna poi doveva entrare a fare lezione alle piccole…

La lezione si teneva in un’aula del Trifoglio, praticamente il luogo dove è cominciato tutto, le prime lezioni sono state lì, e lì ho conosciuto le principali compagne di viaggio, e lì ho assistito ad un buon numero di lezioni del primo anno.

Ed ecco le piccolette sugli stessi banchi dove ho studiato io…

bimbe al Politecnico

le piccolette che prendono appunti in un’aula del Trifoglio

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